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Dalla rivista francescana "Laudato sie" di Avetrana
P. Gerardo Di Lorenzo
* Motta Montecorvino 27 luglio 1915 † S.Marco in Lamis 19 maggio 2000
85 anni di età, 70 anni di vita religiosa, 62 anni di Sacerdozio.
La valle di Stignano accoglie stupita una folla di popolo e di frati francescani che silenziosi, nella chiesa cinquecentesca del Santuario, circondano la salma di Padre Gerardo, che oggi, dopo tanti anni di buio, è entrato nella luce di Dio.
Non è facile parlare di una personalità così forte e dinamica. La sua avventura francescana comincia quando lui, Pierino appena quindicenne, decide di vestire l’abito di San Francesco. In appena otto anni giunge ai piedi dell’altare che sale per la prima volta come Ministro di Dio il 2 aprile 1938.
E poi, sicut gigas ad currendam viam, ha percorso lunghissime strade in brevissimo tempo. “Valente insegnante del Collegi Serafici e nei Chiericati della Provincia” dove ha profuso il suo sapere in maniera brillante nelle svariate discipline come: lettere, storia dell’arte, filosofia, diritto canonico, musica, polifonia; abile oratore con padronanza di parole e di gesti; attento soccorritore di umane miserie.
Ma la Provvidenza gli aveva indicata una strada imprevista quando, avendo preso coscienza dello stato di rovina e di abbandono del glorioso convento di Stignano, decideva di farlo risorgere. Cominciò così ad amarlo vivendo tra i ruderi, dormendo nel fatiscente locale della sacrestia, per respirare meglio l’aria di questo gigante ferito e vivere il suo bisogno di rinascita.
Durissimi gli ostacoli e le difficoltà, ma il suo carattere volitivo e la sua carica di fede hanno restituito alla Provincia e alla storia un gioiello di arte.
Ma il Signore gli aveva pure preparata una prova durissima per dare più valore alla sua opera.
Chi scrive queste note come può non ricordare la sua dolcezza nell’affrontare le diagnosi degli specialisti che gli annunziavano il pericolo della perdita della vista. Come dimenticare l’odissea delle corse e delle lunghe soste negli ospedali di Roma, di Siena, di Ravenna, di Parma; e, in attesa del responso degli specialisti, ascoltare il sussurro delle sue accorate preghiere alla Madonna che si concludevano con un dolcissimo “fiat”?
Il resto è noto a tutti. Un calvario nel buio. Quest’ultimo percorso è descritto in maniera pittoricamente realistica da lui stesso: «...Sono come un fragile battello sperduto tra insoliti marosi, ma sicuro nella sola fiaccola della fede in una decisa speranza... Sento continuamente uno stimolo potente a visioni altamente spirituali e ad offrire al Signore la
mia sofferenza per il bene dei Superiori, della Provincia intera e di tutti i confratelli, soprattutto perché moltiplichi le vocazioni francescane per la redenzione del mondo».
Il rito funebre, una festa di addio, è stato presieduto dall’Arcivescovo di Foggia Mons. D’Ambrosio, presenziato dal Vescovo di S. Severo Mons. Seccia. Il Provinciale P. Pietro Carfagna ha tracciato un profilo della sua vita.
Ora finalmente Padre Gerardo può esclamare con gioia: “Alla tua luce, Signore, ho visto la luce!”