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Cistus incanus L. = Cistus villosus Auct. Fl. Ital. an L., incluso Cistus garganicus Ten. Cisto rosso, Cisto canuto. Classe: Dicotiledonae, Famiglia: Cistaceae.
Cistus: il nome con il quale i Latini indicavano il genere; incanus: dal latino = canuto, riferito di solito a foglie di colore bianco per la tomentosità nella pagina inferiore; villosus: per la presenza di peli; rosso: per il colore rosso o più propriamente rosa intenso-violetto dei fiori.
Vegeta nelle macchie, nelle garighe, al limitare dei boschi e comunque in zone esposte al sole. Fa parte della macchia mediterranea e predilige le zone calde e aride prosperando benissimo nelle zone calcaree; resiste al passaggio ripetuto di incendi nel senso espresso al secondo punto delle curiosità. Dal mare fino ai 1.000 m.
In base a quanto riporta il Pignatti, in Italia vegeta dappertutto ad eccezione dell'Arco Alpino e della Pianura Padana, dove fra l'altro, c'è in qualche stazione. Sul Gargano, ricchissimo di garighe, forma talora estese macchie e spesso vive a fianco del Cistus salviaefolius.
Piccolo arbusto, alto 30-100 cm. Le radici sono poco sviluppate e superficiali; rami corti e contorti; tutta la pianta è caratterizzata da una tomentosità diffusa, lanosa e biancastra soprattutto verso gli apici; pianta non aromatica neanche nei fiori.
Foglie sempreverdi e glauchescenti; semplici e opposte; picciuolo di 3-15 mm, ellittiche o ovali; margine intero, non ondulato, bordato da una peluria bianca e appressata data da peli stellati; 1-2 x 2-4 cm; superficie molto rugosa, quella inferiore con venature rilevate e pennate.
Ermafroditi, da soli o in gruppi di 2-3 e più; colore rosa intenso, viola chiaro; corolla di 4-6 cm, gialla al centro; 5 petali di 2-3 cm con lamina arricciata, margine più o meno sfrangiato e unghia gialla; 5 sepali più piccoli dei petali, allungati e acuminati; peduncoli fiorali molto lunghi.
Sul Gargano ci sono cinque specie di Cisto: il Cistus albidus, il Cistus clusii, il Cistus incanus, il Cistus monspeliensis, il Cistus salviaefolius:
Secondo quanto riporta il Pignatti, il Cistus incanus forma un gruppo dato da tre entità non ben differenziate e spesso ibridate tra loro:
I Cisti vanno bene come piante ornamentali di bassa taglia. In primavera abbelliscono l'ambiente con il colore dei fiori; in inverno col verde delle foglie. Si riproduce per seme ma si moltiplica bene anche per talea.
A proposito di certi vivaisti
In una discussione con un vivaista delle nostre parti che aveva pochissimi arbusti ornamentali autoctoni sostenendo che da noi non ci sono arbusti ornamentali, il Cisto rosso e quello femmina furono le prime piante che mi vennero in mente.
Propagazione della specie dopo gli incendi
Dopo il passaggio del fuoco, il Cistus incanus, ma anche il Cistus salviaefolius e il Cistus monspeliensis, per riprodursi, si affidano solo ai semi. Cioè, le piante non resistono al fuoco che le distrugge completamente. Però, la germinazione dei semi che hanno subito il passaggio del fuoco è 10 volte superiore a quella dei semi che non lo hanno subito. Ciò sembra dovuto al fatto che il fuoco intacchi il duro tegumento legnoso ma anche alla distruzione di alcune sostanze fenoliche che limitano l'afflusso di ossigeno all'embrione (ANPA, Propagazione per seme di alberi e arbusti della flora mediterranea, 2001).