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Il genere Cistus In evidenza

Caratteristiche

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  • Nomenclatura e sistematica:

    Cistus L. Cisto. Classe: Dicotyledonae, Famiglia: Cistaceae.

  • Origine del nome:

    Il genere si deve a Joseph Pitton de Tournefort che derivò il nome Cistus dal greco kustis = vescichetta, dalle sembianze della capsula.

  • Comportamento ed habitat:

    I Cisti sono piante che fanno parte della flora mediterranea. Possono formare proprie associazioni (macchia a Cisto) o vegetare insieme a Lentisco, Mirto, Filliree, Eriche, Calicòtome ed altri elementi della Lecceta degradata. Quando quest'ultima tende a ricostituirsi, il Cisto, al pari di altre specie, tende a scomparire.
    I Cisti vegetano in terreni degradati percorsi spesso dagli incendi. Le foglie presentano sostanze facilmente infiammabili che contribuiscono ad alimentare il fuoco e a portare le piante a completa distruzione. Producono grandi quantità di seme ad alta germinabilità che il calore, rompendo il tegumento e favorendo l'assorbimento di acqua, aumenta.

  • Diffusione:

    Area mediterranea.

  • Portamento e radici:

    Cespugli alti 30-100 cm. Radici poco sviluppate e superficiali.

  • Foglie:

    Foglie persistenti, da verdi a glauchescenti; semplici, ellittiche o ovali o lineari; quasi sempre pelose.

  • Fiori:

    Ermafroditi, attinomorfi, da soli o in gruppi di 2-3 e più; petali e sepali 5 oppure 3; ovario supero a cavità unica: stilo-stigma unico, stami numerosi.

  • Epoca di fioritura: Aprile-giugno
  • Impollinazione: Entomofila. I fiori grandi e vistosi attirano numerose specie di insetti.
  • Frutti: Capsula loculicida (loculicida o setticida: apertura della capsula in senso longitudinale).
  • Confusione e riconoscimento:

    I Cisti si dividono in due sezioni: Leucocisti a fiori bianchi ed Eritrocisti a fiori rossi. In Italia ci sono le seguenti specie:
    Leucocisti:

    • Cistus monspeliensis L.
    • Cistus salviaefolius L.
    • Cistus laurifolius L.
    • Cistus clusii Dunal.

    Eritrocisti:
    Cistus albidus L.

    • Cistus corsicus Loisel.
    • Cistus creticus L.
    • Cistus crispus L.
    • Cistus incanus L.
    • Cistus parviflorus Lam

    Sul Gargano ci sono cinque specie di Cisto: il Cistus incanus, il Cistus salviaefolius, il Cistus monspeliensis, il Cistus albidus e il Cistus clusii.

    • Cistus albidus L.: fiori rosei; foglie sessili e con 3 nervature parallele; petali e sepali 5;
    • Cistus clusii Dunal: fiori bianchi; foglie aghiformi; petali e sepali in numero di 3;
    • Cistus incanus L.: fiori rossi; foglie inferiori e medie peduncolate e con nervature pennate; petali e sepali 5;
    • Cistus monspeliensis L.: fiori bianchi; foglie lineari e appiccicose; petali e sepali 5;
    • Cistus salviaefolius L.: fiori bianchi; foglie ellittiche o ovali, simile a quelle della Salvia; petali e sepali 5.
  • Utilizzo:

    I Cisti vanno bene come piante ornamentali di bassa taglia. In primavera abbelliscono l'ambiente con il colore dei fiori; in inverno col verde delle foglie.

  • Curiosità:

    Strategia di resistenza agli incendi
    Le zone mediterranee sono caratterizzate da estati lunghe e siccitose durante le quali le piante adottano strategie diverse per resistere alla scarsa disponibilità di acqua e agli incendi frequenti e ripetuti. I Cisti sono degli arbusti e quindi delle pianti poliannuali che devono resistere, in stato di attività, durante l'estate. La conformazione della pianta, la tomentosità, ecc, aiutano di certo a resistere contro l'acqua, ma contro gli incendi i Cisti per lo più soccombono. La loro strategia non è resistere individualmente, ma come specie. I loro sforzi evolutivi si sono concentrati sui semi. Si ha che, con il fuoco, le piante muoiono, ma la germinazione dei semi che hanno subito il passaggio del fuoco è 10 volte superiore a quella dei semi che non lo hanno subito. Per cui, dopo un incendio, si ha una ripresa rigogliosa e spettacolare.
    Pirofite attive generative
    Per la loro caratteristica di riprodursi per seme dopo gli incendi, i Cisti sono classificati tra le piante pirofite attive generative di cui fanno parte anche Pinus halepensis, Pinus pinaster, Thymus capitatus, Calicotome villosa, Rosmarinus officinalis ed altri.

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