È una specie che presenta molte varietà per cui, a volte, ci sono problemi per la classificazione. Tanto per avere un'idea, ci sono le varietà Opalus (la varietà tipica), la Opulifolium, la Rotundifolium, la Ambiguum, la Obtusatum (A. d'Ungheria), la Neapolitanum (A. napoletano). Comunque, quando nella Difensa trovate un acero che non sia il campestre, pensate all'Acero opalo e non sbagliate.
Il suo areale di vegetazione è il Castanetum, ma di frequente si sposta nel Fagetum. In genere è consociato con l'Acero campestre ed altre latifoglie e non forma popolamenti puri.
Nella Difensa molti esemplari di Acero opalo si trovano lungo la strada che conduce al convento di S. Matteo. È abbastanza diffuso nel bosco, ma in maniera sporadica.
Da un punto di vista selvicolturale ha le stesse caratteristiche dell'Acero campestre: non va bene per la fustaia perché la specie è di piccole dimensioni. Va meglio nei cedui perché possiede ceppaie vigorose che assicurano una buona produzione di legna. Nel rimboschimento ha la sua importanza perché si adatta bene in terreni molto argillosi.

