Luigi Rasi, I comici italiani, Francesco Lumachi Firenze 1905
Talli Virgilio. (1857-1928)

L'attore Virgilio Talli
L'attore Virgilio Talli
Virginio Talli
Virginio Talli
Nato a Firenze il 1 agosto del 1857, ed educato al Collegio Cicognini di Prato, cominciò a recitar tra i dilettanti nell'Accademia Filodrammatica Fiorentina che aveva sede al Palazzo Rinuccini e contava recitanti egregi, tra cui primo per verità e spontaneità e finezza il porta-lettere Fantoni. Dall'Accademia Fiorentina passò a quella de' Fidenti, dalla quale uscì l"81 per andare scritturato con Adeleide Tessero, che lo alzò subito al ruolo assoluto di brillante. Restò con lei fino all' 85, e fu i primi due anni e mezzo nell'America del Sud e nella Centrale, ove si formò il repertorio, e ove mostrò subito una singolare signorilità di recitazione e di modi, da ogni pubblico ammirato e festeggiato. Fu l''86 con Novelli, e l”87-'89 con Pietriboni, per diventar poi capocomico assieme a Paladini, colla moglie Ida Carloni prima attrice; nel qual tempo fe' conoscere agl'italiani i lavori del Becque, di cui primo La Parigina. Dopo la società con Paladini, ne formò una con Reinach, della quale era prima attrice Virginia Reiter, creando poi la famosa Compagnia comica Talli-Sichel-Tovagliari, una delle più fortunate del nostro tempo, sì per la novità e originalità del repertorio, sì per la spigliatezza e l'affiatamento. Stette poscia con Teresa Mariani un anno, e un triennio con Di Lorenzo-Andò; dopo il quale formò società con Irma Gramatica e Oreste Calabresi; società che dura da quattro anni, e in cui s'andò egli acquistando la fama di direttore forte e intelligente: accresciuta oggi (1904) coll'allestimento della tragedia La figlia di Jorio di Gabriele D'Annunzio, che va scorrendo trionfalmente i teatri d'Italia. Ancora due anni, e questa Compagnia che s'è conquistato il posto primo tra le prime, non solo per le parti che la compongono, ma anche, e più, per la bella armonia dell'assieme, si sfascierà tutta per dare nuove missioni da compiere, nuovi ideali da tradurre in fatto, o nuove speranze di lucro. Oreste Calabresi diverrà capocomico solo, e avventurerà al gran pubblico una giovine promessa: Elisa Severi; la Gramatica diverrà capocomica sola, e scritturerà primo attore e direttore Flavio Andò; Virgilio Talli farà una compagnia col proposito fermo di toglier di mezzo tutte quelle piccole convenzioni di palcoscenico, che tendono ad infrenare il libero corso dell'arte, e principale quella dei ruoli.
Il male ormai è radicato da secoli, ed estirparlo non è impresa agevole; ma se uno v'ha che possa riuscirvi, egli è certo Virgilio Talli, che per la fierezza dell'indole e la pervicacia nella lotta non ha chi gli stia a paro.