Dalla Treccani.
Carlo Falconieri (1806-1891) [...] Per il trasferimento della capitale del Regno da Torino a Firenze, con decreto del 24 nov. 1864, il Falconieri ebbe la direzione e l'alta sorveglianza dei lavori di adattamento di palazzo Vecchio e del teatro Medici agli Uffizi a sede delle Assemblee legislative e di altri uffici governativi (ministero degli Esteri, prefettura, corte d'appello, Corte suprema di cassazione, direzione del Lotto).
Un incarico così prestigioso gli suscitò invidie e gelosie nell'ambiente fiorentino, tanto che venne accusato di "falsità istrumentale" - sebbene i lavori fossero stati eseguiti nei tempi prescritti e rispettando gli impegni di spesa - e condannato dalla corte d'assise di Firenze a tre anni di carcere. Ma dopo una lunga controversia legale con il Regio Demanio, la Corte dei conti rigettò il ricorso del Demanio, scagionandolo da ogni accusa. In quella occasione più di ottocento messinesi (intellettuali, politici e cittadini comuni), in segno di stima e di affettuoso sostegno, sottoscrissero un attestato di solidarietà all'illustre concittadino, che lo stesso Falconieri ricambiò, nella dedica della Vita di Vincenzo Camuccini..., ultima sua pubblicazione data alle stampe a Roma nel 1875, con queste parole: "Alla diletta patria Messina che sdegnosa guardò il lutto del suo vecchio esule artista oggi su di lui lieta riversa un tesoro di affetto pel recuperato onore questo umile lavoro nella piena del cuore commosso offre riverente e consacra. MDCCCLXXV" (cfr. Oliva, 1954, p. 246). [...]
