Articoli
Alessandro Bianco di Saint-Jorioz, Il brigantaggio alla frontiera pontificia dal 1860 al 1863, Milano 1864
Sarebbe cosa da recar sorpresa se il capo della banda e i suoi satelliti non fossero i primi ladri che io abbia mai conosciuto.
Don José Borjès. Giornale, 9 novembre - Basilicata
La notte è stata orribile: non ho mai sofferto tanto fisicamente e moralmente. Fisicamente, per la fatica e per le piaghe de' piedi: moralmente, per le disgrazie che ci colpiscono tutti. Ieri fummo senza pane, e quindi dovemmo fare strada digiuni. Comincio a disperare di giungere a Roma: le nostre forze diminuiscono e il mio malessere aumenta. Poco nutrimento e quasi sempre malsano, acqua sola per bere e molte fatiche distruggono i più robusti. Pure io marcierò fino a che potrò: ma se Dio vuole che io succomba ...
Don José Borjès, Giornale, 15 ottobre. - Calabria.
Andavo a dire al re Francesco II che non vi hanno che miserabili e scellerati per difenderlo, che Crocco è un Sacripante e Langlois un Bruto.
Don José Borjès. Giornale, 8 dicembre 1861. - Tagliacozzo

Da https://www.statoquotidiano.it
L’opposizione del Sud alla conquista sabauda espressa dal brigantaggio è un fenomeno solo reazionario, nato esclusivamente per difendere gli interessi borbonici od è anche espressione di un movimento sociale spontaneo diffusosi nel mondo contadino e negli strati più deboli della popolazione per affermare principi di uguaglianza e giustizia sociale (il diritto della terra a chi la lavora) e rompere sia vincoli feudali sia rapporti sociali ed economici di dominio del nascente capitalismo del Nord? [...]

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  • L. Giuliani Ottobre 1860

    L. Giuliani Ottobre 1860

    Leonardo Giuliani, L'ottobre 1860 in San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo e Cagnano Varano, 2003A cura di Tommaso Nardella
    E' bellissimo, da leggere tutto in una volta!
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  • Carlo De Cesare

    Carlo De Cesare

    Un autore, della Destra storica, sconosciuto alla maggior parte ... Consiglio di vedere anche Museo virtuale, Profili, Risorgimento ... Leggi
  • Museo Virtuale

    Museo Virtuale

    Un Museo virtuale.
    In mancanza d'altro ...
    Allora era fame nera; ora non c’è più: c’è l’inflazione.
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  • Silvio D'Arzo

    Silvio D'Arzo

    Scrittore dimenticato dalla "cultura" ufficiale.
    Casa d'altri, pubblicato integralmente e da scaricare: è bellissimo!
    Leggilo..
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  • p. Mario Villani presenta le sue memorie

    p. Mario Villani presenta le sue memorie

    Il convento di San Matteo sul Gargano e il territorio, Vol. I.
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  • Introduzione

    Introduzione

    Molto studiato dagli specialisti, ma poco seguito ed imitato. Ciò che siamo e ciò che avremmo dovuto essere..
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  • Qualesammarco

    Qualesammarco

    Qualesammarco è una rivista di San Marco in Lamis, nata nel 1988 e che ha cessato le pubblicazioni nel 1999. Offro da navigare i primi 9 numeri..
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  • Canti popolari di S. Marco in Lamis

    Canti popolari di S. Marco in Lamis

    Una sezione nuova, in versione ampliata, dal libro di Raffaele Cera..
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  • Ettore Petrolini

    Ettore Petrolini

    Un grande attore italiano
    Più famoso che conosciuto..
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  • La Storia dei ladri in Italia

    La Storia dei ladri in Italia

    "La storia dei ladri in Italia" di un Anonimo (Felice Borri?), del 1872. E' sconvolgente ed attuale!.
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  • Ernesto Rossi

    Ernesto Rossi

    Un grande italiano, poco conosciuto dalla "massa" del popolo..
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  • Le Acli a S. Marco in Lamis

    Le Acli a S. Marco in Lamis

    Sebastiano (Ninuccio) Contessa racconta la storia delle Acli di San Marco in Lamis.
    Il secondo dopoguerra in un paesino del Meridione. Leggi
  • P. Sylos Labini (1920-2002)

    P. Sylos Labini (1920-2002)

    Un grande economista italiano, che aveva previsto molte cose. Leggi
  • Carlo Cattaneo (1801-1869)

    Carlo Cattaneo (1801-1869)

    Egli fu uomo d'azione, in modo folgorante, ma per brevissimo tempo, non più di diciassette giorni in quasi settant'anni di vita. Leggi
  • Napoleone Colajanni (1847-1921)

    Napoleone Colajanni (1847-1921)

    Nuova sezione
    dedicata ad un Grande alquanto dimenticato.Leggi
  • Il Risorgimento

    Il Risorgimento

    Nuova sezione! La foto è una litografia di Rossetti, tratta da Antonio Balbiani, Storia illustrata della vita di Garibaldi, Milano, 1860. Leggi
  • Leggi con me.

    Leggi con me.

    [...] la biblioteca non è solo il luogo della tua memoria, dove conservi quel che hai letto, ma il luogo della memoria universale, dove un giorno, nel momento fatale, potrai trovare quelli altri hanno letto prima di te. È un repositorio dove al limite tutto si confonde e genera una vertigine, un cocktail della memoria dotta. [...]
    Umberto Eco Leggi
  • Nord-Sud

    Nord-Sud

    "Il federalismo - ivi compreso quello 'fiscale' - servirà assai poco al progresso del Paese se il Governo italiano non avvierà contestualmenteuna strutturale ed incisiva politica economica nazionale di sviluppo e di coesione, finalizzata alla unificazione anche 'economica' tra Mezzogiorno e Centro-Nord".
    Nino Novacco (1927-2011) Leggi
  • G. A. Borgese

    G. A. Borgese

    [Golia è] Un libro, questo, letto da pochi, purtroppo, allora come oggi, non più in commercio, eppure un libro sul fascismo, sull'Italia fascista, un libro di radicale importanza. Ed è un libro da cui bisogna partire per conoscere Borgese scrittore, oggi effettivamente sconosciuto. L. Sciascia, in Corriere della sera dell'11 settembre 1982 Leggi
  • Le migrazioni

    Le migrazioni

    Il problema dei movimenti migratori è molto vecchio e complesso. Oggi assistiamo, purtroppo e tra il plauso di molti, ad una sua pericolosa e dolorosa semplificazione.La buonanima della mia nonna materna Luigina Tardio (1897-1980) amava dire: così capisce! Ma subito aggiungeva: si stancherà! Leggi
  • Storia statistica di Giuliani

    Storia statistica di Giuliani

    Ho dedicato una corposa sezione al Notaio sammarchese Leonardo Giuliani (1786-1865), autore della citatissima 'Storia statistica'.Ho aggiunto alla sezione molti 'file' che servono ad inquadrare meglio questa grande figura . Leggi
  • Due libri di Matteo Ciavarella

    Due libri di Matteo Ciavarella

    I due libri (Il colera del 1837..., 1981 e Fra orti e mugnali, 1982) che vi offro sono opera del sammarchese Matteo Ciavarella. Essi sono una miniera di notizie sulla cittadina garganica. Leggi
  • Nascita di una città

    Nascita di una città

    Il libro di Pasquale Soccio "San Giovanni in Lamis San Marco in Lamis ....".', arricchito di tanti altri elementi che ti permettono di inquadrare la morte di una potente Badia e la nascita di una Città. Leggi
  • Antonio Vieira

    Antonio Vieira

    Nessuno come il gesuita P. Antonio Vieira (1608-1697) ha sferzato così violentemente la molteplicità degli incarichi, le remore della burocrazia, la peste dei favoritismi; nessuno ha ironizzato più spietatamente su la carta bollata, su illustri incompetenti dei loro dicasteri, su le votazioni fatte da ignari della materia su cui decidere. Leggi
  • Francesco P. Borazio

    Francesco P. Borazio

    Tullio De Mauro:
    'Francesco Paolo Borazio irrompe come una voce diversa, originale, della poesia nei dialetti meridionali. Un meridionale di questo secolo che scherza in versi dialettali: ecco un fatto che basta ad assegnare, di qua di ogni più affinata valutazione critica, una posizione eccezionale a Lu Trajone e al suo autore. Leggi
  • Marmi ed Alabastri

    Marmi ed Alabastri

    Il libro del 1876 in versione integrale. I marmi e gli alabastri del Gargano. Leggi
  • Il paese che ricordo

    Il paese che ricordo

    Vite, miti, memorie delle classi popolari di San Marco in Lamis. Ricerca curata da Sergio D'Amaro e stampata a cura della Amministrazione comunale di S. Marco in Lamis nel 1996. Leggi
  • I fatti dell'Ospedale di S. Marco in Lamis

    I fatti dell'Ospedale di S. Marco in Lamis

    I mesi di luglio ed agosto del 2002 furono molto importanti nella storia recente di S. Marco in Lamis e dell'intero Gargano. Il Piano di Riordino Ospedaliero della Regione Puglia si abbatté come una scure sul nosocomio sammarchese... Leggi
  • Il Gargano e Beltramelli

    Il Gargano e Beltramelli

    Il resoconto del viaggio compiuto nel 1905 sul Gargano dal giornalista Antonio Beltramelli. Leggi il libro completo pubblicato nel 1907, con centinaia di foto inedite. Ho arricchito il testo con moltissime note, utilizzando la tecnica dell'ipertesto. Leggi
  • Unità e Brigantaggio

    Unità e Brigantaggio

    I drammatici avvenimenti del 1860-63 visti da S. Marco in Lamis. Il libro completo di Pasquale Soccio Leggi
  • Francescani in Capitanata

    Francescani in Capitanata

    Ampi estratti del libro del grande storico P. Doroteo Forte. L'Ordine religioso francescano influenza molto la nostra vita, anche se ci sono elementi di crisi e disagio al suo interno. Leggi
  • Gastronomia e patate

    Gastronomia e patate

    Il p. Michelangelo Manicone, nel 1803, invitava i contadini del Gargano a 'coltivare le patate', da dare agli animali e da mangiare. Propone numerose ricette, che io vi sottopongo insieme ad altri scritti del Frate. Ovviamente sulle Patate. Leggi
  • Il torrente Iano

    Il torrente Iano

    Dai ricordi di Vittorio De Filippis, sammarchese emigrato a Varese dove fu Presidente dell'Ordine dei Medici. L'Autore ricorda alcuni periodi della sua infanzia a San Marco in Lamis. Una prosa semplice ma evocativa: sembra il testo di una sceneggiatura. Leggi
  • Padre Michelangelo Manicone

    Padre Michelangelo Manicone

    Un grande frate riformatore, che scriveva anche bene. Un grande conoscitore ed amante del Gargano. La trattazione di quattro comuni del Gargano, con tante curiosità. Leggi
  • I braccianti

    I braccianti

    Come vivevano i braccianti di una volta a S. Marco in Lamis e nei paesi del Gargano e del Meridione? Leggi
  • Contadini e cafoni

    Contadini e cafoni

    Come vivevano a San Marco in Lamis e nel Gargano i condadini ed i cafoni Leggi
  • Giornate ecologiche

    Giornate ecologiche

    Noi riteniamo che il turismo sia una delle poche prospettive di sviluppo economico di S. Marco; però riteniamo anche che gli interventi ricettivi e tutti i servizi debbano essere concentrati fuori del bosco, a Borgo Celano. Leggi
  • Il Bosco della Difesa

    Il Bosco della Difesa

    È il bosco più importante di S. Marco in Lamis e, probabilmente, una delle poche, possibili fonti di sviluppo sociale ed economico della nostra città in quanto ad essa è strettamente connesso lo sviluppo turistico di Borgo Celano Leggi
  • Il convento di San Matteo

    Il convento di San Matteo

    Si trova a S. Marco in Lamis ed è un Monumento nazionale. Dispone di una imponente biblioteca, di numerose raccolte di Beni culturali, quali Tavolette votive, paramenti sacri, archeologia e paleontologia, Lapidarium statue, dipinti ed altro. Una visita vale la pena. Resterete meravigliati. Leggi
  • Le erbe del Gargano

    Le erbe del Gargano

    Il Gargano è, tra l'altro, famoso per la sua biodiversità. Leggi come l'Autore di Gargano segreto parla di due piante. Leggi
  • Gli animali domestici

    Gli animali domestici

    E' molto comune trovare nell'entroterra del Gargano la famosa Mucca podolica. Sono anche frequenti il maiale, il pollo domestico, la capra garganica, la pecora. Fate attenzione ai cinghiali! Leggi
  • I funghi

    I funghi

    Sul Gargano ci sono molte specie di funghi, che troverai solamente durante una visita od un soggiorno. Leggi
  • La località chiamata Zazzano

    La località chiamata Zazzano

    Una zona interna del Gargano, poco conosciuta ma bellissima. Visitatela! Leggi
  • Le fracchie

    Le fracchie

    La processione della Fracchie di San Marco in Lamis illustrata con testi di Gabriele Tardio e numerose foto Leggi
  • Gabriele Tardio

    Gabriele Tardio

    Numerosi scritti del compianto Gabriele, illustrate con numerose note dell'Autore e foto del sottoscritto oppure tratte da vecchi libri. Leggi
  • La Politica

    La Politica

    Nel '600 Antonio Vieira esprimeva nelle sue prediche il concetto di Politica. Leggi tante curiosità Leggi
  • Le piante del Gargano

    Le piante del Gargano

    Una grande esposizione della Flora del Gargano con testi, foto e didascalie Leggi
  • Giuseppe Giuliani

    Giuseppe Giuliani

    La Festa di San Matteo a S. Marco in Lamis dal Bollettino della Biblioteca di S. Matteo Leggi
  • Castelpagano

    Castelpagano

    Un bellissimo castello medievale meta di molti villeggianti e camminatori Leggi
  • Borgo Celano

    Borgo Celano

    Frazione di S. Marco in Lamis Chiave di volta per una prospettiva di sviluppo turistico Leggi
  • Lu cummente de Sante Mattè

    Lu cummente de Sante Mattè

    Poesia di Francesco P. Borazio pubblicata sul Bollettino del Santuario di San Matteo Leggi
  • Bizzoche a San Marco nel '700

    Bizzoche a San Marco nel '700

    Un vecchio scritto del 700 Leggi
  • L'alluvione del 2014

    L'alluvione del 2014

    L'alluvione del 2014 alla Foresta Leggi
  • Almanacco

    Almanacco

    Nuova sezione di libri, biblioteche, ricordi, materiale di archivio, curiosità, chicche e tanto altro... Leggi
  • Pasquale Soccio

    Pasquale Soccio

    "Materna terra" Libro completo dell'autore di Gargano segreto Leggi
  • La Via Francesca

    La Via Francesca

    Il tratto garganico della Via Francesca Leggi
  • Luoghi del Gargano

    Luoghi del Gargano

    Visita il Santuario della Madonna di Cristo a Rignano Garganico Leggi
  • L'entroterra del Gargano

    L'entroterra del Gargano

    Potenziamento turistico di una zona territoriale poco conosciuta Il caso dell'entroterra del Gargano La Tesi completa Leggi
  • Mediamente

    Mediamente

    A partire dal 1997 Grandi personaggi parlano di ricchezza, povertà, crisi finanziaria, internet, ipertesto, S. Francesco.... Leggi
  • I nostri filmati

    I nostri filmati

    Il Gargano è Storia, Natura e Civiltà Leggi
  • Le Tremiti

    Le Tremiti

    L'Area Marina Protetta delle Isole Tremiti Leggi
  • La natura del Gargano

    La natura del Gargano

    Le bellezze del Gargano Leggi
  • La natura dà tranquillità

    La natura dà tranquillità

    Sei mai stato in un locale del Gargano? Se non lo hai ancora fatto è un peccato, perché si mangia bene. Leggi
  • La pace della natura

    La pace della natura

    Negli Agriturismi del Gargano puoi mangiare questo piatto speciale. Prova! Leggi
  • Una raccolta argentaria

    Una raccolta argentaria

    Visita la raccolta argentaria che si trova nel Convento di S. Matteo a S. Marco in Lamis Leggi
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Museo virtuale

Da www.archeoclubcerignola.com

Da Dizionario di agricoltura vol. 1 - 1892
Leggi tutto: Il Museo etnografico di Cerignola
Ideato e tenacemente voluto, il Museo è stato puntualmente realizzato dal Prof. Matteo Stuppiello.
L’idea nasce negli anni ’60 sotto l’impulso del movimento per la conservazione dei beni culturali, che invade tutta l’Europa promuovendo l’impegno per la salvaguardia del monumento di “eccezionale valore d’arte”, ed evidenziando il criterio della “protezione diffusa”. Sin dalle prime manifestazioni il Museo, nella piena consapevolezza delle proprie funzioni, segna un notevole impulso alle attività culturali della Città, imponendosi per il rigore scientifico nell’indagine storico-sociale, primo fondamentale momento per la conoscenza, la tutela e la valorizzazione dei “beni” della città.
Da Dizionario di agricoltura vol. 1 - 1892
Leggi tutto: Il Museo etnografico di Cerignola
Grande è l’interesse dei cittadini che, maturando una progressiva sensibilità e l’interesse per l’antico ha visto e vede ancora nel Museo il destinatario privilegiato di donazioni di “oggetti”, testimonianza di un settore lavorativo, della religiosità, di un grande evento storico, ecc. Oggetti raccolti e, poi, intenzionalmente disposti con un filo di coerenza a ricostruire, con tessere piccole e grandi, il vasto e complesso scenario del passato.
Percorrendo le sale del Museo si riscoprono i cicli di lavoro e le condizioni umane e sociali, vivificando le vicende di un quotidiano, ormai lontano, del quale gli oggetti per la loro caratteristica di permanenza costituiscono lo sfondo ideale: sono testimonianze concrete, osservabili e studiabili quando e come si vuole, di una vita radicalmente diversa e spingono a confrontarsi con le diverse soluzioni realizzate nel tempo in risposta ai bisogni materiali, sociali ed economici. Il numero degli oggetti va tuttora aumentando tanto da richiedere l’utilizzo di tre Depositi staccati. Il Museo si avvale, inoltre, di un considerevole archivio fotografico (foto, diapositive, cartoline) e un ricco archivio documentale (testi, manifesti, corrispondenza,) fonti di informazione e supporto per le varie attività svolte.
I MOMENTI SALIENTI
Da Dizionario di agricoltura vol. 1 - 1892
Leggi tutto: Il Museo etnografico di Cerignola
1972. Il prof. Matteo Stuppiello costituisce il “Gruppo Giovani Ricercatori”.
1972, 7 – 10 settembre, Feste Patronali in onore di Maria SS.ma di Ripalta. L’universitario Matteo Stuppiello organizza, per la prima volta nella città, una Mostra foto-documentale “Cerignola antichissima”, nucleo base del futuro Museo. In Corso Roma n. 89 (oggi A. Moro n. 45) vengono esposti attrezzi agricoli (bilancia in legno, misure per cereali, lume a petrolio per carretti, falci, pala e forcone in legno, aratro in legno con vomere in ferro…) suppellettili ed utensileria domestica. (Tavolo da masseria con scodella in legno, cucchiaio in legno, boccale e bicchiere in argilla, orgiuolo, serie di pignatte in terracotta, …), attrezzi di vari settori artigianali (sellaio, fabbro ferraio, bottaio, funaio, …), cartoline e fotografie d’epoca, a coprire un periodo dalla fine del sec. XIX agli inizi del sec. XX; si aggiungono, anche, 23 pannelli fotografici esplicativi (Chiesa dei Cappuccini, Duomo Tonti, prima auto a Cerignola, Ospedale, Stazione ferroviaria nel 1929, Villa Comunale, Regio Ginnasio, Madonna di Ripalta e Carro Processionale, Mons. Antonio Palladino; cerealicoltura, vitivinicoltura, allevamento, …).
1977, dicembre. Viene allestito il Museo in due locali seminterrati in Via San Martino n. 41, di proprietà del prof. Roberto Cipriani, con circa 350 oggetti, una minima parte del cospicuo materiale già raccolto. 1979, 1 maggio. Il Sindaco Gaetano Dalessandro inaugura il Museo “lodevole iniziativa di alto valore culturale. 1980, 29 giugno. Il Museo è trasferito in Corso Roma (oggi Corso Aldo Moro) n. 87, primo piano, di proprietà del sig. Michele Stuppiello, con un’esposizione di oltre 600 oggetti. 1980, novembre. Nuovo trasferimento, quello definitivo, in Viale Di Vittorio n. 70, Palazzo Simone (prima metà sec. XIX), in locali di proprietà della Sig.na Maria Stuppiello: sei Sale in cui trovano idonea e razionale collocazione 2066 oggetti a costituire settori specifici. La Soprintendenza per i Beni AA.AA.AA.SS. di Bari riconosce l’attività del Museo Etnografico Cerignolano, apprezzando l’adeguata tutela dei materiali esposti, senza dubbio unica, importante ed interessante testimonianza storica.
ORGANIZZAZIONE MUSEALE
Da Dizionario di agricoltura vol. 1 - 1892
Leggi tutto: Il Museo etnografico di Cerignola
L’organizzazione del Museo segue un criterio “settoriale”, pur non essendo propriamente di tipo “razionale”.
Il Museo, infatti, si caratterizza per la sua ambivalenza “razionale-evolutiva”.
Razionale perché organizza ed espone la maggior parte delle testimonianze custodite per categorie logiche di appartenenza ( cronologicamente, per affinità stilistica e/o tipologica). Evolutiva perché in alcuni casi (vedi la casa unicubiculare del bracciante) si espongono gli oggetti in ambienti ricreati in maniera più fedele possibile agli originali.
I SETTORI ESPOSITIVI
Servo di Dio Mons. A. Palladino, per il quale è in atto la Causa di Beatificazione.
Vigili Urbani: divise e complementi (Anno ’30-50).
Abbigliamento femminile (Secc. XIX-XX).
Corrispondenza augurale: iconografia e grafica (Sec. XIX, fine).
Statuette sacre in cera, legno, cartapesta, argilla (Sec. XIX). Santini (Sec. XIX);
Iconografia sacra: stampe su seta e carta, dipinti su vetro, ricami su seta e rintaglio su carta (Secc. XIX – XX).
Personaggi illustri di Cerignola: quadri e riproduzioni fotografiche.
La Grande Guerra (Sec. XIX)
Oggettistica varia: scaldabagno a carbone (Sec. XIX – fine), fanale per illuminazione stradale (Sec. XIX), grammofono a manovella (Sec. XX); ceramica da tavola: piatti, brocche, … (Secc. XVIII – XX);
oggettistica in vetro (Secc. XIX – XX).
Artigianato scomparso: attrezzi e manufatti del fornaciaio, aggiusta piatti ed orci, scalpellino, funaio, carradore, bottaio, maniscalco, sellaio, calzolaio, barbiere.
Portone originario in legno del Santuario della Vergine di Ripalta.
Cerealicoltura, pastorizia, vitivicoltura; pesi e misure.
Iconografia ed araldica episcopale.
Ricostruzione della casa unicubiculare del bracciante (Sec. XIX – fine)
FINALITA'
Da Dizionario di agricoltura vol. 1 - 1892
Leggi tutto: Il Museo etnografico di Cerignola
- Sottrarre le testimonianze del passato del nostro territorio al logorio ed all’insulto del tempo, all’istinto distruttivo dell’uomo, ricostruendo e nobilitando l’identità sociale, culturale ed economica della nostra Terra.
- Valorizzazione del patrimonio culturale acquisito ed opportunamente conservato ai fini di incentivare lo studio individuale, la ricerca, e l’approfondimento storico-scientifico assicurando sempre una puntuale fruizione e tutela.
- Costituire per le scuole, e non solo, una fonte privilegiata di studio degli ambiti disciplinari più diversificati: risorsa ed opportunità di memoria, conoscenze ed esperienze, occasione di potenziamento cognitivo e formativo.
- Promuovere in maniera costante e programmata attività educative verso le nuove generazioni al fine di trasmettere le conoscenze storico-artistiche del proprio territorio e le sue antiche tradizioni.
- Costante attività di divulgazione delle ricerche e studi eseguiti attraverso pubblicazioni scientifiche, saggi, convegni, mostre e tavole rotonde.
Attività di sensibilizzazione mediante esposizioni ed attività socio-educative ai fini di favorire una sempre più acuta consapevolezza del patrimonio culturale del territorio e di ciò che effettivamente rappresenta.

di Matteo Stuppiello

Medaglie di Confraternite
Leggi tutto: Confraternite
A partire dal secolo XVI si registra anche a Cerignola la istituzione di confraternite laicali, qui come altrove con finalità di natura sociale, impegnate in opere assistenziali e di carità. Notevole il loro impegno anche nel restauro, nella ristrutturazione e nell'arricchimento delle chiese nelle quali operavano, dotandole di pregevoli arredi sacri e di nuove preziose decorazioni. Nove le confraternite istituite a Cerignola, qui elencate secondo l'anno di ottenimento dell'assenso regio (ma alcune operavano già prima di tale data) e con una descrizione sommaria dei rispettivi abiti cerimoniali: Maria SS. Assunta in Cielo: 1749, mozzetta azzurra e tracolla bianca con dodici stelle; Morte e Urazione o del Purgatorio: 1754, mozzetta nera e tracolla rossa; Santa Maria della Pietà: 1786, mozzetta rossa e tracolla nera con sopra ricamati i simboli della Passione; Maria SS. Addolorata: 1786, mozzetta azzurra e tracolla rossa con un cuore trafitto da una spada; Maria SS. del Rosario e S. Rocco: 1816, mozzetta verde bordata di pelliccia bianca, con effigie della Madonna e conchiglia del pellegrino; Maria SS. de l Carmine: 1823, mozzetta beige, camice bianco e cingolo marrone; SS. Sacramento: 1839, mozzetta bianca e fascia rossa; S. Giuseppe Patriarca: mozzetta gialla e fascia azzurra; S. Matteo Evangelista: mozzetta azzurra. Le ultime due hanno ottenuto solo l'approvazione ecclesiastica, rispettivamente nel 1884 e nel 1922. Le confraternite di Maria SS. Assunta in Cielo e del Purgatorio si fregiano inoltre - entrambe dal 1825 - del titolo di arciconfraternita. Oltre queste nove confraternite, in un documento del XVII secolo viene attestata la presenza di un'altra confraternita, intitolata a San Giacomo. Ogni confraternita aveva un proprio statuto, le cui regole erano sottoposte all'approvazione regia.
Era retta da un prefetto o priore, coadiuvato dal primo e dal secondo assistente, un cassiere, un segretario, un maestro dei novizi, un padre spirituale ed un sacrestano. Attualmente l’attività di queste confraternite si limita alla gestione delle tombe cimiteriali e alla partecipazione alle processioni.

di Matteo Spuppiello
I santini manufatti venivano realizzati su cartoncino bristol, sul quale, di solito, venivano ricopiati disegni già predisposti. L'immaginetta sacra - in cromolitografia o in litografia in bianco e n

La Madonna
Leggi tutto: Santini
ero - veniva posta a rilievo sul cartoncino, quindi si procedeva ai lavori di decorazione che impreziosivano il manufatto: l'intaglio con il temperino; il ritaglio della carta con forbicine dalle punte molto sottili; il traforo, che rendeva il cartoncino simile ad un delicato merletto; la puntinatura - fitta o rada - eseguita con aghi, sulla base di un disegno già prefissato; la fustellatura, essenzialmente usata per creare una sorta di cornice intorno all'immaginetta. L'unicità e la preziosità dei manufatti - al di là del valore intrinseco dei materiali usati - erano dati dall'estro e dal gusto delle artigiane che realizzavano composizioni ricche di spirito devozionale e di creatività. A confezionare tali immaginette sacre erano - soprattutto - le suore di san Vincenzo de' Paoli o di Carità, che vivevano presso l'Opera Pia Anna Rossi. Di solito questi santini avevano il retro bianco in modo da poter essere utilizzati dai sacerdoti e dai religiosi - in genere come bigliettini augurali o celebrativi - in occasione delle ordinazioni e degli anniversari di sacerdozio e di vestizione, delle festività liturgiche, degli onomastici, dei compleanni. Chi li riceveva, li conservava gelosamente nei testi sacri, come segnalibro, li esponeva nelle campane di vetro o nei quadri. Oltre ai santini manufatti di produzione locale, erano anche molto diffusi quelli france si. tedeschi ed italiani. di produzione industriale.

"Dietrovetro"
Leggi tutto: Quadri
dI Matteo Stuppiello
Sotto questa voce vogliamo comprendere i "dietrovetro", i quadri con ricami su seta, i quadri con immagini sacre incornici ate da composizioni in vario materiale, le litografie su seta, le stampe.
Due gli esemplari di "dietrovetro" esposti nel Museo Etnografico Cerignolano: uno di santa Maria di Siponto, l'altro di san Pasquale Bylon. Tali manufatti pittorici sono piuttosto rari e di essi sono pressoché nulle le notizie in merito alla produzione locale. Venivano realizzati dipingendo direttamente sul vetro la sacra effigie a rovescio. Di solito l'immagine veniva poi delimitata da una linea ovale dipinta in marrone scuro, in contrasto con il colore di fondo, per il quale venivano utilizzate tinte molto chiare.
I ricami su seta - di pregevole fattura - per quadri a soggetto sacro, venivano realizzati con fili di oro e di argento e di seta colorata, utilizzando una vastissima gamma di punti, e, a volte, anche coralli, perline e paillettes. L'immagine sacra utilizzata spesso era semplicemente ritagliata da una stampa ed incollata sulla seta. Stampe erano pure le immagini utilizzate per i quadri, adornati con composizioni di racemi floreali, fiori e foglie, realizzati in carta, stoffa, stagnola, corallo e perline. Molto diffuse e richieste nell'Ottocento erano le litografie su seta - di vario colore e in diverse dimensioni - della icona di Maria SS. di Ripalta, di solito commissionate e distribuite dalla Deputazione Feste Patronali. Va tuttavia precisato che, spesso, l'immagine riprodotta non corrispondeva pienamente a quella della Protettrice di Cerignola, nel quale caso si trattava - probabilmente - di un cliché usato anche per altre icone pugliesi.

di Matteo Stuppiello

Staue di santi
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Tradizione nella nostra terra e, in generale, in tutto il Meridione, era conservare nelle proprie case statue di santi protettori e della Madonna - nelle sue varie attribuzioni - in campane di vetro con base di legno tornita. Un bene da conservare gelosamente perché potesse essere tramandato ai propri discendenti. Inoltre, per antica consuetudine, le campane di vetro venivano utilizzate anche nelle chiese - come documentano i relativi inventari - per ornare gli altari. Le statue in questione, di varie dimensioni, erano realizzate con diversi materiali, dalla cera alla cartapesta, dal legno all'argilla. Si trattava di pezzi unici perché l'artigiano imprimeva in ciascuna di esse il segno della sua creatività. Qualunque fosse il materiale usato, con esso si preparavano la testa, gli avambracci, le mani e i piedi, pezzi che potevano essere anche acquistati singolarmente. Il corpo era invece costituito da un'anima in metallo, intorno alla quale si avvolgevano paglia, spago e carta, saldati con la colla. Creata la base e l'anima della statua, si procedeva a rivestirla con abiti di stoffa - seta, raso, velluto, broccato - secondo le richieste dei committenti. Abiti impreziositi con ricami, applicazioni in oro e argento, pietre dure, coralli, perle e lamine di stagnola in vari colori, arricchiti con trine e merletti.
Campana di vetro Dal web
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Le corone, le aureole ed altri attributi cultuali venivano realizzati con lamine di stagno. La statua in cera "trattata" era ottenuta mediante la fusione e la colorazione del materiale in appositi stampi predisposti. La campana di vetro con l'immagine sacra veniva spesso completata ed arricchita da composizioni floreali - lavorate a mano - in stoffa, carta, coralli, semi, conchiglie. La loro realizzazione costituiva una vera e propria attività artigianale, connessa con quella delle ricamatrici di arredi sacri. Questo tipo di attività era essenzialmente svolta da signorine di profondo spirito religioso, che dedicavano la loro giornata anche alla preghiera comunitaria, all'impegno nelle parrocchie e alla cura delle suppellettili di arredo delle chiese.
Tra le altre, ricordiamo, a proposito, le sorelle Caterina e Maria Federico, esperte nel confezionare le statue sacre e le decorazioni per le campane, abili anche nei ricami in oro - su seta - per i quadri sacri; le sorelle Vincenza, Caterina e Donata Albanese, che realizzavano quadri in seta e in carta, lavori in corallo, in cera (mele, pere, uva, animaletti), oltre a ricamare tovaglie per gli altari, stole per i sacerdoti, gonfaloni e stendardi per le varie parrocchie, soprattutto per quella di san Domenico, e anche lenzuola e tovaglie per corredo; le sorelle Michelina e Teresa Moscarella, che restauravano le corone del rosario; le sorelle Francesca e Anna Novelli, che ricamavano arredi sacri in oro e argento, realizzavano decorazioni in corallo e in carta, preparavano le caratteristiche palme di vario materiale; Ripalta Russo, esperta ricamatrice in oro, che realizzava anche fiori - in stoffa, carta, corallo - e palme; infine, le sorelle Rosaria, Maria e Giovanna Scelsi, che avevano anche un negozio dove vendevano la loro produzione: arredi sacri, fiori, palme in cera, seta e carta, oltre a biancheria per corredo.