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Newsletter n. 19

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www.garganoverde.it

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Il 4 novembre si celebrava l’anniversario della Vittoria (nella 1. guerra mondiale [1914-1918]; la seconda [1939-1945] l’abbiamo persa). Secondo il vigente calendario civile, dal 1977, non più giorno festivo, è solennità civile da celebrarsi la prima domenica di novembre. Il 5 novembre è una domenica.

Io ricordo, il 4 novembre, lo zio Francesco (come mi era zio? Dovrò chiederlo a mia sorella ...), un bell’uomo, alto, che portava fieramente il suo berretto piumato da bersagliere. E' morto. Ricordo anche il mio bisnonno Teodoro Tardio, anche lui defunto: mangiavo e dormivo spesso a casa sua, con mia sorella Angioletta, in Via Libertà   .... Il locale era così composto: entrando, sulla destra, addossato al muro che dava sulla strada, c'era il camino, con la camastra ed una "callara" piccola, che serviva a cucinare il "pancotto". Rimpetto alla porta c'era il letto a due piazze e, sopra, un "tavolato". Ricordo, che esso conteneva un vecchio fucile ed una pistola che io ho tenuto in mano. Saranno stati buttati ... 

Non so a chi appartenesse quella casa; escludo che appartenesse al mio bisnonno.  Dopo si stabilì Angioletta, moglie di Giovannino (emigrato in Belgiolui: veniva in ferie sempre con una seicento ... ; ambedue sono defunti) che vi ebbe per molti anni un negozietto ....

La porta l'hanno chiusa .... Del mio bisnonno Teodoro avevo molte medaglie in bronzo, della 1. guerra mondiale (aveva portato a casa la sua pellaccia ... si era salvato ...), oltre a un orologio “a cipolla” che gli era appartenuto, con il suo nome. La figlia, la mia amata nonna Luigina Tardio, mi raccontava che quando San Marco in Lamis fu occupata dai Tedeschi in ritirata, suo padre (Teodoro Tardio) si era nascosto dietro la porta e diceva: “Il primo tedesco (chissà perché? ...) che si affaccia gli taglio la testa”, brandendo una piccola ascia affilata. Non si presentò nessuno. ... Questa ascia la usò poi mia nonna per “dacciare” lardo, prezzemolo e aglio per il ragù. Ottimo.

Nei giorni scorsi il Governo ha deciso che la Costituzione va cambiata. Auguri!!

Ho trovato in rete il libro di AA. VV. Il Ministero per la Costituente ... , 1995

Da questo ho tirato fuori i due “files”, che ho chiamato 1. La Costituzione e 2. Verbali delle riunioni e che ho “caricato” sul mio sito. Ambedue sono accompagnati da commenti (molti) presi dalla Rete. Il primo contenuto è stato scritto da Silvio Benvenuto (https://www.garganoverde.it/libri/stato-italiano/1995-silvio-benvenuto-la-costituzione.html), che, in base alla Rete, non so neanche se è vivo …; gli faccio i miei auguri.

Contemporaneamente ho messo sotto luce la biografia di Mario Scelba, che si trova nel secondo contenuto (https://www.garganoverde.it/libri/stato-italiano/1995-i-verbali-delle-riunioni.html).

- Mario Scelba scrisse: “Troppi errori sono stati commessi durante 20 anni, da certa parte, perché abbiano il diritto morale di imporre il loro punto di vista che è schiettamente politico e ha finalità ben definite. Si tratterebbe di un secondo intervento nella vita interna italiana che noi non siamo disposti più a subire” (Carteggio, a cura di G. Fanello Marcucci, 1995, p. 217)

E ancora: “Don Sturzo, creando il primo partito nazionale dei cattolici, volle [...] che il carattere confessionale del partito fosse escluso persino nel nome. Così facendo egli voleva evitare non solo i pericoli di una lunga tradizione “clericale”, ma soprattutto abituare i cattolici a pensare, politicamente, di testa propria e a comportarsi da maggiorenni” (Scelba a Fanfani, in data 12 settembre 1963, in Mario Scelba. Contributi per una biografia, 2006, p. 43).

[…] nel 1922 “La debolezza del governo nel reprimere le violenze fasciste era stata la causa vera della conquista del potere da parte dei fascisti” (Per l’Italia e per l’Europa, 1990, p. 53).

Nel 1970 scrisse ad Arnaldo Forlani, allora segretario della DC: “Gli uomini della Democrazia Cristiana che hanno in mano le leve del governo sono, purtroppo, tutti logori, e la loro continua permanenza al governo [...] ha prodotto una vera e propria anchilosi cerebrale. E quindi non mi attendo da nessuno un apporto di idee e di volontà politica realizzatrice. Spetta quindi al partito integrare le insufficienze degli uomini” (Roma, Archivio storico dell’Istituto Luigi Sturzo, Fondo Scelba, b. 4, f. 70: Scelba a Forlani, 9 luglio 1970).

Ho "caricato" anche un "file", tratto da un numero della Rassegna Italiana del 1917, dedicato a Pasquale Villari (1827-191),scritto da un certo Prof. Giuseppe Checchia [-Rispoli, di S. Severo (FG)?] (In morte di Pasquale Villari.)

Le foto sono state scattate il 21.01.2002. 

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