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Newsletter n. 16

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Un articolo di Pasquale Villari, del 1889, sulla "scuola secondaria".

Pasquale Villari, Nuova Antologia, Terza serie Vol. XIX Fascicolo III, Roma 1 febbraio 1889
Istruzione secondaria

In fatto di pubblica istruzione segue oggi un caso assai singolare.
Il disordine crescente nelle nostre Università è umiliante.
L'istruzione obbligatoria sino ai 9 anni è un'ironia. Con la prima e la seconda elementare si possono formar solo degli analfabeti; bisognerebbe quindi portar l'obbligo della istruzione fino ai 12 anni.
Ma di tutto ciò non pare che il pubblico si occupi molto. La sua attenzione invece è rivolta adesso alle scuole secondarie. [...]‍

[...]

Essa [la lingua greca] è, come ha scritto recentemente l'on. Bonghi [1826-1895], “il naturale prodotto del genio di un popolo, sciolto da ogni influenza forestiera o quasi, e feconda il genio dei popoli coi quali viene a contatto. Come ha allevata la letteratura latina in tutto quello che ha di meglio, così ha allevato la nostra: anzi avrebbe sanato molti difetti della nostra, se le fosse stato concesso di tenerla più a balia che non ha fatto o potuto”. [...]

Per me è una chicca: un articolo di Alessandro Manzoni, del 1868, su "L'unità della lingua".

Alessandro Manzoni, Nuova Antologia, Volume VII, Fascicolo III, Firenze Marzo 1968

Dell’unità della lingua Dei mezzi per diffonderla.

Relazione al Ministro della Pubblica Istruzione proposta da Alessandro Manzoni agli amici colleghi Bonghi e Gargano, ed accettata da loro. [...]

Pietro Scoppola, in Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 12, 1971 scrive:

 [Attorno al 1852] ma soprattutto raccolse in forma di dialoghi le idee suggeritegli dalle conversazioni con Rosmini e Manzoni.[...]

L'influsso del Manzoni sul Bonghi, oltre che nel campo filosofico e religioso, fu particolarmente evidente a proposito della concezione della lingua. Il Bonghi, pur non avendo frequentato a Napoli la scuola del marchese Puoti, si era prefisso a modello di stile i trecentisti italiani e aveva criticato sotto questo profilo il Manzoni stesso; in seguito ai colloqui col Manzoni rimase però persuaso che il parlare fiorentino dovesse essere modello anche allo scrivere e che lo stile dovesse soprattutto rispondere al pensiero individuale. Alcune critiche mosse sullo Spettatore dal giovane Alessandro D'Ancona alla sua versione di Aristotile gli offrirono l'occasione di intervenire sul tema fra il marzo e l'ottobre del 1855 con una serie di lettere a Celestino Bianchi, direttore dello Spettatore stesso, che furono presentate sotto il titolo Perché la letteratura italiana non sia popolare in Italia e segnano una tappa importante nella storia della controversia sulla lingua italiana. [...]

Ruggiero Bonghi rezensisce il padre cappuccino Guglielmo Massaia

Con note di ‍Pietro Scoppola ed altri.

Ruggiero Bonghi, Nuova Antologia, Terza serie Vol. XXIII Fascicolo XVII, Roma 1 settembre 1889
Guglielmo Massaya Cappuccino
Vi hanno uomini, la cui morte genera a un tratto negli spiriti una pace e serenità grande. Pare che genti, le quale hanno conteso sino a ieri e contenderanno domani, il giorno che giunge loro la notizia che uno di tali uomini è scomparso di quaggiù, non sentano d'altro voglia che d'abbracciarsi. Voglion levare insieme gli occhi al cielo e contemplare l'anima che vi sale. Giacché anche questo succede; in quel momento credenti e increduli ritengono del pari che un cielo vi sia, un mondo, che non sanno né che né [?,NdR] dove sia, ma si spiegano guardando e additando in su. Il momento passa; e quell’in su si nasconde di nuovo a molti; e il soprannaturale, che era parso di dar senso alla natura, ed avea creato un tratto tanta armonia nelle menti e nei cuori, si dilegua di nuovo innanzi agli occhi. E s'intende; la marea del dubbio torna da capo e l’affoga. Ma ciò s'intende meno, che del breve momento in cui il soprannaturale aveva abbagliato, resti così scarsa o piuttosto nessuna traccia nei giudizi che si continua poco dopo a pronunciare sulle umane cose e persone. [...]

SdR [?] descrive nel 1870 il Concilio Vaticano, svoltosi nel 1869

S. d. R., Nuova Antologia, Volume XIII, Firenze Gennaio 187
Il Concilio Vaticano.
I.
Alle ore nove antimeridiane dell'8 dicembre del testè decorso anno le artiglierie del Monte Aventino e le campane di tutte le chiese di Roma annunziavano al mondo che si apriva il ventesimo Concilio ecumenico; quindici secoli dopo il primo tenuto nella Chiesa, se s'incomincia a contare da quello di Nicea; diciotto, se da quello di Gerusalemme; e tre secoli dopo 1'ultimo, quello di Trento.

Alla stessa ora dalla grande sala, che è sovrapposta al portico della Basilica Vaticana, e che serve d'ordinario alla cena degli Apostoli ed alla benedizione papale, addobbata a cappella per questo scopo, dove si erano radunati, cominciarono a muoversi in processione tutti quanti sono chiamati a sedere nel Concilio. [...]

Ruggiero Bonghi, l'estensore della Legge sulle Guarentigie, scrive il 30 ottobre 1870

Contenuto dalla pubblicazione del testo intero del Sillano, degli articoli di Ernesto Rossi (anticlericale!) sul Papato ed un citazione dell'Arcivescovo di Malines (Card. Victor Augusto Deschamps), L’infallibilità e il Concilio in generale, nella traduzione di Monsignor Tommaso Mansi, Roma 1869.

Ruggiero Bonghi, Nuova Antologia, Volume XVIII Fascicolo IX, Firenze Settembre 1871
Chiesa e Stato in Germania. - La pubblicazione del domma.
(Qui Ruggiero Bonghi enumera le fonti del suo lavoro. Non pubblicato!)

I.
Fu un triste giorno il 18 luglio 1870, un tristissimo giorno.

L'Europa era già tutta in ansiosa aspettativa dello scoppio prossimo d'una guerra, della quale i più sagaci prevedevano le vicende lunghe e difficili, mentre doveva esser quella in cui la sproporzione delle forze e della fortuna si sarebbe chiarita più grande e più rapida. [...]‍

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