La Repubblica, 16 giugno 1998
Non faremo alleanze
Bossi contro i suoi moderati: basta corteggiare
Di Guido Passalacqua
Perso? Intanto le dico che la Lega non andrà mai col mafioso. Noi siamo quelli del "via da Roma", loro sono quelli del "con Roma". Berlusconi è peggio di Mussolini".
Ma in Friuli siete determinanti per la governabilità ...
"La governabilità non è un problema nostro. Il nostro problema è liberare il Nord dalla mafia di Roma".
E allora cosa succederà?
"Tra mafiosi l'accordo lo trovano. Prima governava il Pds con Forza Italia ... loro l'accordino lo trovano sempre: mafia di sinistra, mafia di destra, sempre mafia romana è. Il nostro compito è un altro: Padania e via da Roma".
Mi sembra che non tutti nella Lega la pensino così ...
"La classe dirigente della Lega ha ancora della confusione in testa. C'è chi dice che bisogna essere ancora moderati. Cazzate colossali. Era previsto, ma se si ha una parte della classe dirigente che fa da sacca di resistenza l'innovazione fa fatica ad andare avanti".
Con chi ce l'ha? 
Ma il progetto Padania non sfonda elettoralmente.
"Quello che fa perdere un po' di consenso elettorale, oltre i problemi locali e la censura dell'informazione e della Tv, è quella parte di classe dirigente leghista moderata che parla nei termini di accordi con gli altri, ma non è determinata contro gli altri e propone alla Lega di fare l'accordo col partito del mafioso. Il problema di fondo è che la Lega deve allargare i colpi con maggiore determinazione. Se ti illudi che gli altri vogliano cambiare, vuole dire che non hai capito niente, vuole dire che noi ci arrendiamo. Berlusconi cosa vuole? Vuole sovrapporsi a noi. Lui è un mafioso, lo dichiaro ufficialmente, e il problema di fondo è che la Lega mai e poi mai farebbe un accordo col partito della mafia, assolutamente".
"È la sacca di resistenza interna che fa perdere energie perché si frappone tra la segreteria federale e la base. Se tutto ciò si somma alla mancanza di informazione, questa cosa si paga un po', ma il problema è di non farla durare a lungo, allora sì che ci sarebbe il rischio di fallimento. Adesso viene il bello, adesso io ritorno in scena, compito primo il consenso elettorale". Sta prospettando una purga interna? "No, occorre il convincimento che la Padania arriverà, il nostro è un voto che Berlusconi non può recuperare".
Ma state perdendo consensi una elezione dopo l'altra.
"Nossignore. Questo è il primo caso, nelle altre elezioni siamo andati avanti, ma io non misuro col micrometro e dico che c'è una sostanziale staticità elettorale".
Ma la poca rispondenza elettorale vuole dire che la Padania non sfonda.
"E' appena partita! Quanto tempo hanno impiegato a fare l' Italia? Occorrono i numeri, adesso arrivano. Oggi chi ci ha dato il voto ce l'ha dato motu proprio, è un voto per la Padania".
E l'astensionismo crescente, che ne dice?
"C'è tanta gente che è convinta che non serve più a niente votare per l'Italia, per i meccanismi italiani, e che però non ha capito che la nostra rivoluzione è democratica e che quindi ha bisogno dei voti".
E allora quale prospettiva per la Lega?
"Soli. Non c'è il minimo dubbio. Se la classe dirigente della Lega trova in qualsiasi modo una rivalutazione di quella gentaglia lì, allora il problema diventa difficile effettivamente, ma la sacca di resistenza interna non può restare a lungo. E adesso arrivo io, ed è per superare la sacca di resistenza".
Da soli i numeri dicono di no, già vi danno per morti ...
"È ridicolo, farci passare per morti col 20%. E' il tentativo dei mafiosi di Roma. Ma da novembre, alle prossime elezioni, avranno pane per i loro denti. Certo abbiamo avuto qualche problema. Dopo tutto quello che hanno fatto per distruggere la Lega, con i magistrati in prima fila, è ovvio che ho dovuto costruire una macchina diversa da quella di prima, fare un progetto, la Padania, per cui i voti siano irrecuperabili, altrimenti lavoriamo per il re di Prussia. Io dico mai più voti su cose che possono trovare il consenso anche dei mafiosi di Roma".
