Qualesammarco, Nr. 2 del Giugno 1994
La lettera delle dimissioni dell’Assessore Filomena Tricarico
Al Sig. SINDACO
Galante dott. Michele
Comune di S. Marco in Lamis
Io sottoscritta TRICARICO Antonia Filomena, Assessore delegato alla Pubblica Istruzione, Cultura e Politiche Giovanili, alla luce di otto mesi di esperienza amministrativa, forse pochi, ma di certo sufficienti per una lucida verifica operativa, ritengo opportuno interrompere l’incarico ricevuto per le motivazioni che seguono.
Mi sembra determinante, per contestualizzare l’atto, richiamare i presupposti che hanno determinato il mio impegno in politica e rappresentato il sillabario programmatico di questa Amministrazione, poiché sono gli stessi che oggi mi impongono una altrettanto motivata scelta di dissociazione.
Nell’adolescenziale stagione politica che stavamo e stiamo vivendo l’istanza fondamentale che ci interpellava era ritessere il tessuto socio-etico-culturale per restituiire alla Politica il suo vero volto.
Una premessa che ci trovava concordi nelle intenzioni, ma che si è risolta sul piano operativo in una appagata formalità, che certamente disattende le aspettative programmatiche e quelle mie personali.
In sintesi, ritengo inaccettabile:
- che lo stile democratico tanto invocato e che comporta l’adozione della dialettica della tesi e della antitesi finalizzate all’arricchimento della sintesi finale, si impoverisca nella accezione della unanimità di espressione che, certo, puo essere sintomo di patologie e quindi non sempre testimonia un salubre clima amministrativo;
- che non si rispetti l’impegno assunto di assicurare il tempo materiale sufficiente per consentire un approccio agli atti deliberativi al fine di averne adeguata conoscenza e coscienza nel dare il proprio assenso ed assumere la relativa responsabilità (“una concezione della politica senza ... ambiguità” cfr. Proposta dagli indirizzi generali di governo, pag. l);
- che il dibattito tra maggioranza e minoranza sia svuotato della valenza costruttiva e ridotto alla mera polemica (retaggio di quel VECCHIO del sistema che si voleva combattere e superare), facendo dell’amministrazione non uno “STRUMENTO” come avevamo idealizzato, ma un “fortino da difendere” come, invece, rigettavamo (cfr. Proposta ..., p. 2);
- Che vada continuamente sollecitata ed elusa la disponibilità all’ascolto e al confronto;
- che manchi il raccordo ed il dibattito tra i vari rami della Amministrazione impegnati più “in un campare alla giomata” (cfr. Proposta ..., p. 4) che nello sforzo di realizzare un “programma”, prevedendo i rispettivi momenti di analisi, progettazione, attuazione e verifica a breve, medio e lungo termine;
- che “il diverso modo di approcciarsi ai problemi” (cfr. Proposta ..., p. 3) attuando “una concezione alta della politica che bandisce calcoli e doppiezze” (cfr. Proposta ..., p. 1), si sia raccomodata nella diplomazia delle spartizioni eque delle “presenze” delle forze politiche negli organi, più che seguire, ad esempio, la logica della distribuzione delle competenze sicuramente più trasparente e proficua.
Per cui, per coerenza e fedeltà a me stessa e a quanti hanno creduto in me e soprattutto perché ritengo realmente fattibile l’ambizioso progetto di “ripensare la politica”, ma in tempi e modi diversi dagli attuali,
DICHIARO
col presente atto di dimettermi dall’incarico.
S. Marco in Lamis, li 16/2/1994
Con osservanza
