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Da Qualesammarco, n. 4 del 1992
Cooperative S. Rita
Fondi regionali e iniziative sconsiderate di Sindaci e Assessori

La lettera del sindaco Angelo Cera
La lettera del sindaco Angelo Cera
Riproduciamo una lettera, datata 17/ 7 /92 e firmata dall’ex Sindaco Cera, sullo stato di utilizzo e sulla restituzione di prestiti al Fondo Regionale di Rotazione. Come è noto si tratta di 800 milioni per le opere di urbanizzazione utilizzati nei piani di edilizia economica e popolare (cooperative e case popolari tanto a Borgo Celano che in altre zone).
Tale lettera, come è possibile cogliere immediatamente, non mira minimamente ad affrontare la questione nel senso di cercare con la Regione il modo più equo (e legale) per non assestare alle casse del Comune di S. Marco un duro colpo, ma è pervasa da un malcelato desiderio di rivalsa, di ritorsione, di sciocca vendetta.
Già l'invio per conoscenza alla Corte dei Conti è un odioso tentativo di intimidazione: quando, però, si vuole seriamente denunciare delle responsabilità, bisogna avere il coraggio di farlo sino in fondo, e non fermarsi a semplici insinuazioni. Inoltre, i reiterati, e sconclusionati, richiami ad “altre” amministrazioni (caso strano nella precedente amministrazione il Cera era assessore alle finanze e nell’ultimo bilancio comunale, da lui voluto anche con sotterfugi, quelle somme dovevano essere pagate con la vendita di beni comunali) offrono l'esempio di come il protagonismo ambizioso può spingere a configurare l’amministrazione comunale come un fatto personale: a chi ha scritto quella lettera non interessa la sostanza ( che comprende, si badi, anche le eventuali responsabilità), interessa semplicemente esprimere il desiderio di poter vedere avversari (interni o esterni al proprio partito poco importa) coinvolti in non si capisce bene cosa.
E' chiaro che si tratta di un colpo di coda di chi riteneva la carica di Sindaco un appannaggio e la critica a chi la rivestiva un delitto di lesa maestà. Tuttavia, non si tratta di un atto isolato. Infatti, anche la Giunta Comunale ha prodotto uno strano atto amministrativo (n. 247/bis del 15/5/92) nel quale il Sindaco, insieme agli assessori La Porta, Placentino, Villani, Tardio, non delibera ma “esprime la volontà dell'amministrazione comunale di procedere al recupero delle somme anticipate dalla Regione Puglia a titolo di fondi di rotazione per la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria nel P. di Z. 167 di Borgo Celano nei confronti sia delle cooperative edilizie sia dei privati”.
Giuridicamente si tratta di un pezzo di carta e non si capisce perché la Giunta è stata così solerte solo nei confronti di Borgo Celano, ma, per altre considerazioni, l’operato della Giunta è più grave della lettera del Sindaco, perché ha già innescato contromisure di tutela legale, senza offrire un minimo spiraglio di soluzione e rendendo, perciò, la questione più ingarbugliata. Infatti, bisogna sapere che tutto il piano di zona in questione è stato oggetto di una ordinanza di annullamento (causa Ciavarella Domenico contro Comune) del Consiglio di Stato (perché questo fatto non è stato mai posto all’attenzione degli organi comunali da parte di Sindaco e assessore all'urbanistica?) e che, pertanto, bisogna porsi la domanda circa l’efficacia della convenzione (in base alla quale le cooperative hanno versato le loro quote) e della deliberazione del Commissario Prefettizio n. 583 del 12/9/1984, che prevedeva questo riparto delle somme (500 milioni): Cooperative edilizie £ 324.294.395; Edilizia pubblica (Comune) £ 55.637.185; Edilizia privata £ 120.068.420. Tali somme dovevano essere garantite da fidejussioni per le cooperative ed essere versate dai privati in sede di convenzioni e di rilascio di concessioni edilizie. Perché, come pare, questa deliberazione non è mai stata notificata (o comunque fatta valere) ai diretti interessati? Altro mistero che si estende dalla amministrazione di Cera padre a quella di Cera figlio.
Come si vede, la situazione richiede un alto senso di responsabilità e una volontà unitaria e, invece, da parte di Sindaco e Giunta c'è stata, oltre che l’improvvisazione più assoluta, il chiaro intento di giungere al tanto peggio tanto meglio, se questo può creare difficoltà ad avversari, salvo, poi, naturalmente, apparire in televisione e fare le vittime se si viene criticati: ecco un bell’esempio di ipocrisia e di vero e proprio veleno, che spera e vuole determinare disgrazie altrui, che i fatti, però, si incaricano ogni tanto di smascherare.