Vai in Nord-Sud, sotto-sezione di Download ed in Giuseppe Prezzolini.
Ci sono molti nuovi file da scaricare.
N.B. Non tutti i nuovi file caricati vengono segnalati per il "Download"!!!. Cercate!!! Scarica!
Toggle Bar

Da Qualesammarco, n. 4 del 1992
Opera Pia “Gravina”
Chiesti 450 milioni di indennizzo per suoli utilizzati nel P.d.Z. 167 di Via Celano
Il Presidente della Fondazione “M. Gravina", avv. Parisi, ha fatto pervenire al Comune atti formali per richiedere il pagamento di una somma di circa 450 milioni a titolo di indennizzo per i suoli utilizzati da cooperative e I.A.C.P. nel piano di zona 167 di Via Celano (tra l’edificio “Balilla”, il villino Serrilli e l'Opera Pia appunto).
E' noto che si tratta di una questione che risale al 1982, allorquando il Comune emise il decreto di occupazione urgente del suolo, per assegnarlo alle cooperative edilizie e per la costruzione di case popolari, con riserva, nei cinque anni successivi, di perfezionamento della pratica di esproprio.
Sono trascorsi, quindi, ben dieci anni dall'inizio della vicenda, che sarebbe interessante conoscere e chiarire in tutti i suoi aspetti, perché a S. Marco, e questo numero del giornale cerca di dimostrarlo, con sempre maggiore frequenza il Comune è chiamato a “fare i conti” (nel senso proprio dei debiti) a distanza di molto tempo dal verificarsi degli eventi e, in tal modo, le responsabilità si “dileguano”, nella memoria, nei documenti, nelle colpe eventuali: il tempo diventa alibi e complice, quantomeno nel far aumentare le spese per l'aggiunta di interessi, spese per consulenze e per liti.
Il caso “Opera Pia”, perciò, diventa occasione per un ripensamento delle responsabilità dei servizi (e dei dirigenti ai diversi livelli) comunali e dei professionisti con i quali l'ente stipula convenzioni, ma è anche occasione per conoscere meglio, senza ovviamente alcuna prevenzione,i meccanismi di funzionamenti di enti, come la Fondazione in parola, che operano sul nostro territorio.