Vai in Nord-Sud, sotto-sezione di Download ed in Giuseppe Prezzolini.
Ci sono molti nuovi file da scaricare.
N.B. Non tutti i nuovi file caricati vengono segnalati per il "Download"!!!. Cercate!!! Scarica!
Toggle Bar

Da Qualesammarco n. 2 del 1992
Mattatoio comunale
La soluzione del macello comunale si sta facendo sempre più critica senza che al momento si riesca ad intravedere una via di uscita.
Tutto è iniziato circa sette mesi fa, quando, per effetto di una ordinanza dell'allora sindaco Angelo Cera il macello fu chiuso.
Sappiamo bene che il macello comunale, così com'è, non soddisfa tutte le esigenze igienico-sanitarie, ma sappiamo anche che “nessuno” fino ad ora ci ha dato risposte valide per risolvere i problemi connessi ad un corretto funzionamento del macello.
Più volte, con la vecchia amministrazione, insieme agli allevatori e ai macellai, abbiamo tentato un discorso franco e sereno; più volte, però, siamo stati presi in giro con promesse e belle parole, senza che poi queste trovassero attuazione.
Tutti si impegnavano, tutti ci ascoltavano, tutti ci comprendevano, tutti ci manifestavano solidarietà, ma, al momento di stringere, tutti erano all'oscuro e non conoscevano il problema, tant'è vero che, spesso, agli incontri insieme concordati, molti erano assenti.
Scarsa è stata l’azione per reperire i fondi da destinare all'adeguamento del macello alle nuove direttive CEE. Anche se di recente costruzione e apertura (funziona da circa 10 anni), i nuovi regolamenti CEE prevedono una serie di misure per potere avere il cosiddetto “Bollo CEE". I fondi da reperire non sono poi tanti per un comune. Ma, spesso, politiche sbagliate non risolvono problemi “semplici”. con l’aggravante di avere strutture funzionanti chiuse che, con il passare del tempo, finiscono con il deteriorarsi ulteriormente.
Tanti possono avere colpe, ma tanti continuano a tergiversare. Non serve, oggi, fare solo accuse contro coloro che hanno retto le sorti del paese negli anni addietro, ma serve solamente mettere a disposizione volontà e lavoro affinché questa struttura possa ancora servire S. Marco e gli altri comuni viciniori.
Una struttura funzionante come quella del macello potrebbe accrescere la funzione comprensoriale anche in riferimento al Parco Nazionale del Gargano.
In una lettera dell'Amministrazione che stava nascendo, scrivevamo che non mancava da parte nostra la fiducia. Oggi ancora una volta ribadiamo questa fiducia sperando di non essere ancora delusi. Allevatori e macellai, infatti, sono costretti a a sopportare situazioni spiacevoli. Quanto potrà durare tutto questo?
Concludendo, chiediamo di non far morire quest'ultima struttura anche perché il pericolo maggiore sarebbe quello di avere nelle macellerie carni provenienti da fuori a discapito di quella genuinità che ancora si trova in molte nostre macellerie e, quindi, sulle nostre tavole.
Dr. Luigi La Riccia
Veterinario, responsabile Ass. Produttori Zootecnici.