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Da Qualesammarco n. 2 del 1992
Crisi al comune
Un intervento del capogruppo del PDS
Dopo aver fallito in tutto, chiedono al P.D.S. di “salvare il salvabile”. Già visto.
È questa la terza volta in tre anni; ciò vuol dire che hanno fallito tre volte, vuol dire che un problema non risolto si è aggravato per tre volte tanto, e che molte cose che si potevano fare non sono state fatte. Non solo.
Il fior fiore (si fa per dire) della D.C. locale messo sullo scranno più alto di Palazzo Badiale, è stato buttato giù con ignominia più o meno grottesca.
Badate, cari lettori, la D.C. è il 40% dell’elettorato sammarchese: a capo delle amministrazioni ci sono state suoi uomini (Centola, Cera, La Sala) rappresentativi di quell’elettorato che nel 1989 ha premiato così tanto il Partito Democristiano. La D.C. le ha provate, inoltre, in tutte le salse, con tutti gli ingredienti (P.S.D.I., P.S.I., P.L.I.) ma se il brodo è rancido c'è poco da fare, lo si butta per farne uno commestibile.
Allora, elezioni anticipate?
Vediamo.
D.C. 12, P.S.DI. 3, P.L.I 3, P.S.I. 3: fanno ventuno. Sono quelli di Roma, omogenei ed impuniti, ma a San Marco non sono più 21 perché nel frattempo la D.C. è diventata 10 o nove o 8 o chissà quanti (dipende da cariche e carichi), e allora i conti non tornano più. A maggior ragione con quei benedetti liberali che ad occhio sono tre, ma che diventano 1 o 2 o chissà quanti (dipende dalle loro personali contingenze). E sul P.S.I non si può più contare, perché ha scelto l’opposizione essendosi convinto che la minestra è davvero immangiabile.
Resta il P.S.D.I., barricato a Palazzo Badiale da tempo immemorabile. A nostra memoria infatti è andato all’opposizione una volta sola: perché da quella parte poteva conquistare il seggio alla Comunità Montana, ma erano i tempi del praticantato per arrivare a Roma (fino a Borgo Celano?). Ora resta al potere “per dispetto” come dicono quelle antiche canzoni della malavita napoletana.
Senza elencarvi la malamministrazione, basterebbe quello che vi abbiamo or ora descritto per capire come mai quelli del P.D.S. dicono di no. Ma non è solo questo.
È che bisogna farla finita con la solita manfina che si orchestra tra le varie segreterie dei partiti alle spalle della gente. Se a decidere deve essere la gente è giusto che il P.D.S. resti all'opposizione; che chi ha vinto (D.C., P.S.I., P.D.S.I., P.L.I.) nell'89 elegga un Sindaco e una giunta che operino nella trasparenza per l'interesse della collettività.
Se non ci riusciranno vorrà dire che i cittadini dovranno democraticamente esprimere le loro opinioni, questa volta, si spera, con maggior oculatezza.
Magari con regole nuove: decidendo cioè da subito su Sindaco, squadra e maggioranza. Speriamo bene.
Antonio Cera