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Da Qualesammarco n. 1 del 1992
E i liberali non battono niente. Anzi ...
Avevamo invitato i liberali sammarchesi, che contano ben due assessori e un consigliere delegato all'ambiente, a segnalarci la propria esistenza, visto e considerato che si disamministra anche per loro conto ed in settori di cui detengono deleghe, per una delle quali è stato fatto un autentico capolavoro di inconcludenza e di pasticcio nei termini, in occasione dell'approvazione dello statuto.
Avevamo invocato, considerato il marasma in cui versa Palazzo Badiale, il loro senso di orgoglio e la loro intelligenza politica nella speranza che la tanto ventilata (e proprio il caso di dire) “aria nuova” spifferasse da qualche fessura, per fugare il dubbio, insorto in molti, che potesse trattarsi della classica patacca napoletana, del tipo, per intenderci, della nebbia di Milano in barattolo.
La fantasia, nel gioco di assonanza, consonanza, dissonanza lessicale, ci rimanderebbe a suonatori di pifferi e, italianizzando, agli acchiappanebbia, ma restiamo nell'ambito dello spiritismo e dei fantasmi: i sedicenti eredi di Cavour (c'è sempre imbarazzo nello scomodare persone serie) non hanno battuto alcun colpo e se ne sbattono, occupati come sono nei preparativi per battere il paese alle prossime elezioni, noncuranti dell'umana sopportazione nello sbattere in televisione un sottosegretario che olimpicamente disquisisce senza avvertire il bisogno di dire qualcosa di serio e interessante a cittadini amministrati da suoi accoliti.
Il rispetto della verità ci impone, però, di fare gli opportuni distinguo tra liberali e “liberali”: ma, questo accenno è sufficente, evitiamo sciocchezze sulle strumentalizzazioni e lasciamo la difesa del proprio orgoglio e della propria dignità a chi crede in questi valori.
A conclusione: tra sbattute, battute, battiti, speriamo di sentire colpi di porte in faccia a chi avrà la sfrontatezza di chiedere il rinnovo di una fiducia tradita.
G.S. 

Scandalo dei suoli e costruzione di una Chiesa
Si pensa di vendere l'asilo nido ex ONMI con tutto il suo giardino; non si provvede a tutelare le aree per spazi pubblici trasferite al Comune nelle diverse lottizzazioni, ed anzi quelle aree si riducono sempre più per rampe, strade, garages, dislivelli impraticabili, numero di abitanti superiore alle previsioni; non si procede alla redazione del Piano Regolatore Generale per il reperimento di nuove aree da destinare a pubblici servizi ed a verde; non si capisce se campo sportivo, villetta, scuole, siano state computate ai fini della edificabilità: ecco la politica che favorisce gli interessi di pochi speculatori contro gli interessi pubblici.
Ma non finisce qui.
Un piano particolareggiato, che ritrasferisce al privato parte del boschetto del villino Moscatelli nonostante la Commissione Edilizia e lo stesso consiglio Comunale lo avessero dichiarato da tutelare e vincolare a verde pubblico, viene approvato, scandalosamente, dal CO.R_E.CO, senza il parere alla deliberazione dell'ufficio Tecnico, mentre a Borgo Celano procede, con grande velocità e con colpevoli connivenze, l’accaparramento, l'appropriazione indebita di demanio, senza che il Comune intervenga minimamente.
Su tutto la ciliegina: dopo aver concesso nella zona dello Starale del suolo per spazi pubblici alla SIP per 30 milioni, È stato altresì concesso un suolo alla Curia Vescovile per la costruzione di locali di culto e di strutture associative.
Attenzione però, questa volta il Comune, solo per la Chiesa, si è tutelato.
Infatti su proposta socialdemocratica, la concessione decadrà se entro tre anni non saranno iniziati i lavori.
Il Vescovo è diventato, per l'Amministrazione DC-PLI-PSDI, un pericoloso e fastidioso concorrente nella scandalosa speculazione sui suoli pubblici (e ci perdoni Monsignore di averlo citato, ma da lui ci proviene l’insegnamento a dire la verità senza mezzi termini). 

Caserma dei Carabinieri: perché non viene ultimata?
Nonostante vi sia un incremento delle azioni delittuose a S. Marco (i furti e i riscatti di macchine sono quotidiani, i furti negli appartamenti aumentano, le zone proibite per il libero transito e per il passeggio tranquillo si estendono, le azioni intimidatorie colpiscono rappresentanti delle istituzioni: non dimentichiamo, insomma, che a S. Marco è avvenuto ormai di tutto dal punto di vista delle manifestazioni criminose) la caserma dei carabinieri rimane lì, incompleta e in stato di abbandono.
Eppure, nelle tante esibizioni televisive, il Sindaco ed i rappresentanti della amministrazione hanno sempre rassicurato i cittadini che quanto prima le forze dell'ordine avrebbero avuto a S. Marco la loro degna sede, presupposto per incremento e miglioramento di organici e servizi.
Per tante opere e per tante progettazioni sono stati trovati espedienti al limite della legalità: per la caserma dei carabinieri nessuno degli amministratori si sforza (e perché, poi?) di trovare una soluzione.
Perché, allora, del problema non si discute in Consiglio Comunale? E perché tutta la questione dell’ordine pubblico, visti solenni impegni di sindaco e giunta, non viene più affrontata dal nostro massimo consesso cittadino, che rappresenta tutta la popolazione?
Finora, evidentemente, si è prodotto il solito fumo e la solita esibizione propagandistica. 

Lo Hobbit o la riconquista del Tesoro (ovvero come contrastare Smog Cera e Gallum Grana e vivere felici)
Lo Hobbit o la riconquista del Tesoro” (1937) è un bel romanzo di J. Tolkien (1892-1973) che proprio in questi giorni sta riscuotendo un notevole ed inaspettato successo nelle librerie italiane.
La trama di questo libro ci è venuta in mente pensando e ripensando a San Marco, alla politica sammarchese, ad alcuni politici.
Protagonisti della storia sono, appunto, gli hobbit, minuscoli esseri "dolci come il miele e resistenti come le radici di alberi secolari (tenete presente la quercia?)", che formano un popolo, "discreto e modesto, ma d’antica origine ... amante della calma e della terra ben coltivata", timidi, capaci di "sparire veloci e silenziosi al sopraggiungere di persone indesiderate", con un'arte che sembra magica, ma è "unicamente dovuta ad una abilità professionale che l’eredità, la pratica ed un'amicizia molto intima con la terra hanno reso inimitabile da parte di razze più grandi e goffe".
Coinvolti loro malgrado in una impresa apparentemente disperata (la riconquista del tesoro custodito dal drago Smog) combatteranno fino alla vittoria. Sarà Bilbo Baggins a partire da hobbitopoli per sostenere la tremenda battaglia dei Cinque Eserciti: l'eterna lotta tra il Bene e il Male.
Non sappiamo a quale personaggio politico locale può essere riferita la figura positiva di Bilbo Baggins, sappiamo però che Gollum, capo dell’esercito del Male, può essere identificato in Nino Grana e Smog non può essere che Angelo Cera, è lui, infatti, che ha il grande tesoro (migliaia di voti – dicono!? - che servono a Gollum-Grana per arrivare a Palazzo Madama).
La metafora potrebbe continuare per un bel pezzo. Ma finiamola qui.
Gli Hobbit-sammarchesi sono avvertiti, ma scelgano fin da ora chi ha forza e carattere per contrastare Smog-Cera e Gollum-Grana: l'uno e l'altro aspirano a far carriera; l’uno terra terra, l'altro, invece, sogna Ministeri o "stanze dei bottoni".
Che bello se facesse bottoni dopo il 5 aprile!
T. C.