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Da Qualesammarco, n. 1 del 1992
Pensieri inutili
di Tommaso Nardella
Bernardino Maria Frascolla, primo vescovo di Foggia, pagò con il carcere e l’esilio la fedeltà al regime borbonico. Meritò rispetto anche da parte dei più accaniti sostenitori dell'unità nazionale che mai usarono nei suoi confronti espressioni che potessero lederne l’integrità morale.
Il rispetto per i suoi successori, dimenticata Porta Pia, è ancora valido per il nostro clero?
"Traggo i miei pigri dì solitario/fra plebe inane, maligna, perfida/in una selva oscura,/selvaggia a dismisura".
Così Omero Michele De Bellis a Enrico Panzacchi nel 1894.
Non aveva ragione di lamentarsi più di tanto don Michele che meglio avrei fatto a lasciare in pace: ha avuto la ventura di respirare aria risorgimentale e non lo smog badiale dei miei giorni.
Sordo agli allettamenti della poesia riesco, per istinto, a misurarne il vigore se in un solo emistichio essa è in grado di travolgere, irrorandolo di umano liquido, tutto il locale perbenismo di facciata.
Qualche timido segno s'intravede all'orizzonte: spetterà, lo spero, alle future generazioni estirparlo senza anestesia.
Questa non è terra di santi; ma poeti e uomini di scuola, grazie a Dio, ne ha generati a iosa. La poesia e la scuola non devono continuare a chiudersi a riccio di fronte alle istanze di lettori e scolaresche avidi di novità.
Oltre al sindaco, anche il tipografo reputa assai utile l'introduzione negli spazi calliopei e nelle palestre scolastiche di corsi accelerati di liscio da affidare all'assessore di competenza.
All’indon1ani del crollo fascista la locale sezione liberale contava seicento iscritti con una nutrita leadership intellettuale. Nello spazio di un mattino, come neve al sole, ben cinquecentonovantotto di essi si dileguarono, lasciando nello splendore della solitudine Francesco Tardio e Luigi Vigilante.
Francesco De Lorenzo, ministro della Sanità, si illude di spazzar via dall’Unità Sanitaria Fg 3 i maneggioni politici.
Cacciati dal portone rientreranno dalla porta di servizio tra la generale indifferenza delle comunità interessate e, forse, il mugugno di qualche discepolo di Ippocrate.
"Poiché non si è trovato un nome più degno, pensiamo che si possa intitolare al regista cinematografico Francesco De Robertis la sala del cinema comunale".
Questa la motivazione, in soldoni, di un recente, demenziale atto "municipalistico" che trova agevole riscontro nella folcloristica tipologia degli addottorati arrampicatori badiali, interpreti alla rovescia della einaudiana lezione del conoscere per deliberare.
Divertitevi a chiedere ai proponitori se conoscono un solo titolo delle commedie derobertisiane andate in scena negli anni Trenta oppure se hanno mai letto uno solo dei saggi apparsi nella "Rivista del Cinema" di Lucio Ardenzi negli stessi armi.
La risposta, se ci sarà, non potrà essere che canagliesca e farà riferimento agli intramontabili "Uomini sul fondo", un film sulla cui tematica ideologica, storicamente spiegabile, sono goffamente scivolati, presi da fobia protagonistica, gli "arriffabili" scopritori d'accatto.
Non mi resta che chiedere perdono al "Comandante" per averlo sottratto alla graveolente polvere del locale oblio e per non aver previsto una "canalata" del genere che egli, se vivo, lo garantisco, avrebbe ben volentieri affidata al parere di Cambronne.
Privi di memoria e affetti da ancestrale incurvamento spinale gli Staraleschi continuano a sgranare moccoli alle spalle di chi li amministra.
Per ostentare il loro conigliesco dissenso seminano a piene mani e dappertutto attributi maschili per cui finiranno con il non potersi più sedere se non ricorreranno al foderamento in cuoio dei pantaloni. 

Partito liberale Italiano
Il prof. Tommaso Nardella prende le distanze e rassegna le dimissioni
Con la lettera che pubblichiamo integralmente, il Prof. Tommaso Narclella, esponente liberale di S. Marco da lunga e indubbia data, esprime la sua disapprovazione per l'operato dell’Amministrazione Comunale, nella quale vi sono due assessori liberali. È un gesto che merita profonda riflessione e che la redazione di questo giornale non intende "macchiare" con il benché minimo intervento.
Chia.mo Preside prof. Michele Martino
Presidente della sezione liberale "A. Calvitto”
Sede
Anche se non saranno gli attuali rappresentanti locali del Partito Liberale a scalfire la mia antica fede politica, avverto tuttavia un profondo disagio nel vedere così miseramente appannata l'immagine di una nobile forza democratica, ridotta a grottesca tappezzeria municipale.
Educato alla scuola di Croce, non desidero, nella maniera più assoluta. essere moralmente coinvolto in fatti e vicende di basso profilo amministrativo, le cui conseguenze non tarderanno a farsi sentire.
Per la tutela della mia dignità di uomo libero, ti prego sostituirmi nella carica onorifica e depennare dall'elenco degli iscritti il mio nome.
Con la cordialità di sempre
Tommaso Nardella