[...] Questa stabilità viene riconosciuta solo con la conquista romana e più in particolare dall’età postannibalica in poi.

Queste ultime corrispondono nel percorso della transumanza moderna a quelle del Tavoliere di Puglia, dove ricadono centri antichi i cui territori possono essere considerati nel IV sec. a.C. di prevalente cultura sannitica, considerazione che può essere estesa ad Aecae, ma anche a Teanum Apulum e Luceria. La collocazione o meno di questi centri nell’orbita sannitica per il periodo anteriore al 300 a. C. potrebbe dunque costituire la possibilità di avere un territorio sotto il controllo di un’unica entità politica in grado di permettere la concretizzazione della pastorizia a lungo percorso. Le fonti a riguardo non escludono questa possibilità: quanto si evince da loro è confermato anche dai dati archeologici. Su Teanum Apulum, l’antica Tiati, le recenti ricerche, se non parlano di area sannitica, propongono un contesto culturale sannitico già dal corso del V sec. a. C. che non cambia neanche dopo la II Guerra Sannitica, allorché i Teanenses si arrendono al console Plauzio. Le fonti e i dati epigrafici ed archeologici su Luceria ci propongono una città per lo meno oschizzata con un ruolo probabilmente di cerniera tra mondo sannitico e daunio. Dopo la presa di Bovianum e quella di Aquilonia del 293 a. C., il Sannio cade sotto il controllo romano, un controllo assai pesante, se il Senato romano può permettersi di mandare le legioni del console P. Valerio Levino a svernare a Saepinum dopo la sconfitta di Eraclea del 280 a. C. (Front., Strat. 4, 24). La sottomissione del Sannio Pentro viene completata nel 263 a. C. con la deduzione di una colonia latina ad Aesernia e la realizzazione di praefecturae, di cui una a Venafrum e l’altra forse ad Aufidena in un territorio già sotto il controllo romano nel 265 a. C. Questo articolato sistema di controllo della regione dei Sanniti Pentri permette ai Romani di assicurarsi la loro fedeltà durante la Guerra Annibalica, allorché tutte le popolazioni sannitiche passano dalla parte dei Cartaginesi praeter Pentros (Liv., XXII, 9, 12) ed un contingente di truppe guidate da Numerio Decitio nel 217 interverrà a sostegno dei Romani, contro Annibale, nella battaglia di Gereonium presso Larinum (Liv., XXII, 24, 11: 'Numeri Decitii Samnitis deinde adventu proeliumrestitutum. Hunc, principem genere acdivitiis, non Boviani modo - unde erat – sed toto Samnio, iussu dictatoris octomilia peditum et equites ad quingentosducentem […]'). La posizione dei Sanniti Frentani e di Larinum nei territori posti presso la costa non è molto diversa. Dalle fonti sappiamo che essi accettano molto presto il controllo romano; debellati da Roma nel 319 a.C. (Liv., IX, 16, 2), subiscono il foedus nel 304 a. C. (Liv., IX, 45, 18) insieme ai Marrucini, i Marsi ed i Peligni. Nel 180 a. C. I consoli P. Cornelio Cetego e M. Bebio Panfilo trasferiscono i Liguri nell’ager Taurasinorum in Samnitibus (Liv. 40.38) realizzando i municipi dei Ligures Corneliani e dei Ligures Baebiani in un territorio che era forse sotto il controllo romano già dal 298 a. C. Gianfranco De Benedettis, La provincia Samnii e la viabilità romana, Cerro al Volturno, 2010.
