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Da Qualesammarco n. 1 del 1991
Mostra di “Fonti bibliografiche” e archivistiche per la storia del Gargano

La Carta dei Cappuccini
La Carta dei Cappuccini
Il convento di S. Matteo ha già ospitato, nel 1967, la Prima Mostra Bibliografica del Gargano, nell'ambito delle celebrazioni del XIV Centenario dell'Abbazia di S. Giovanni in Lamis e in collaborazione con la Biblioteca e l'Amministrazione Provinciale.
Ora è la Comunità Montana impegnata per la stampa di un catalogo delle fonti bibliografiche e archivistiche per la storia del Gargano esistenti nella biblioteca del Convento e nel fondo privato del Prof. Tommaso Nardella.
Il lavoro sta procedendo non solo con la registrazione tecnica dei dati, bensì con la stesura, per ogni libro, opuscolo e manoscritto, di una nota critica per rilevarne l'eventuale valenza in sede di produzione di testi storiografici.
Inoltre, tutto il materiale sarà immesso e trattato in programmi di elaborazione informatica per fornire un ampio corredo di indici e per porre le basi di un inventario generale delle fonti, in vista di ampliamenti e aggiornamenti successivi.
Questa mostra, perciò, può essere definita un “campionario” di quanto si sta cercando di sistemare con maggiore organicità e, sicuramente, non rende la mole di ciò che non figura nella esposizione.
Scopo precipuo di tutto il lavoro è la dimostrazione che è possibile rivisitare la letteratura sul Gargano alla luce di notizie mai utilizzate e disperse nel materiale più vario: dagli opuscoli, ai manoscritti, alle opere di carattere generale che mai farebbero presupporre, senza un lavoro di scavo, riferimenti alla vita delle nostre popolazioni. E, in tale ottica, si auspica da parte degli studiosi lo scandaglio sistematico di biblioteche e archivi ben convinti che due soli fondi, faticosamente costituiti, devono necessariamente essere considerati con modestia rispetto a quanto può ancora essere reperito.
Per orientare il visitatore, i pannelli sono stati organizzati per temi ed argomenti, anche se spesso è difficile circoscrivere la portata delle implicazioni che, al di là del titolo e della classificazione, un testo o un documento possono offrire.
Comunque, nei limiti della scelta, imposta anche dallo spazio espositivo, è stato privilegiato ciò che può porre in relazione lo studio e la conoscenza del passato con la problematizzazione del presente che, relativamente al promontorio del Gargano, non può certo esaurirsi, o peggio offuscarsi, né nella mitologia delle origini né in quella della esaltazione paesaggistica che potrebbero deviare e rendere fragile ogni iniziativa e tentativo di sviluppo.
Sommariamente, quindi la mostra si articola nelle sezioni di seguito indicate.
1.10. Istituzioni ecclesiastiche e vita religiosa.
Nonostante la vastissima produzione di testi, variamente motivati e realizzati, l’indagine storiografica non ancora delinea i termini dell'intreccio singolare tra un territorio, il Gargano, e la sua identificazione con la Montagna dell'Angelo intesa come espressione di religiosità. La scansione della proiezione del culto di S. Michele, sino alla sovrapposizione, su tutta la Capitanata (le province monastiche, ad esempio, anticipano quella amministrativa e a questa offrono persino gli stemmi) è tutta da indagare. Allo stesso modo, non ancora sono chiare le dinamiche che hanno visto la nascita e la decadenza di istituzioni ecclesiastiche; da Pulsano a Calena, da Tremiti a Monte Sacro, a Stignano, a S. Matteo, alla miriade di eremi, chiese rurali e conventi che hanno scandito i passaggi dei pellegrini. Anche i personaggi che hanno animato queste comunità e che le hanno rappresentate nei più svariati luoghi e monumenti, non si può certo dire che abbiano, finora, trovato la dovuta considerazione.
11. Archeologia.
La letteratura su scavi e ritrovamenti archeologici nel Gargano è anch’essa vasta. Qui si forniscono esempi che provano l’interesse per questi studi a datare dalla prima età del secolo scorso.
12. Opere generali.
Nelle varie “descrizioni” del Regno di Napoli, tra il Seicento e il Settecento, si trovano riferimenti al promontorio che, sia pure nei limiti della erudizione, rimandano ad altre fonti per approfondimenti e correzioni di prospettiva storica e che, comunque, testimoniano il grado di conoscenza che in queste epoche si aveva del Gargano.
13. Aspetti naturalistici.
Ora che le questioni ambientali si impongono in tutta la loro rilevanza, proprio lo studio del passato naturalistico può offrire chiarimenti sulla devastazione del territorio e suggerire elementi culturali solidi su cui poggiare l’azione di tutela e salvaguardia.
In questa prospettiva, sono proposti all'attenzione testi abbastanza datati, ma non per questo meno efficaci e stimolanti.
14.15. Feudalità, demani, usi civici.
Come è noto, Giustino Fortunato aveva individuato nella “questione demaniale” il filo rosso lungo il quale si dipana la storia del Mezzogiorno d’Italia. Dalla esazione delle decime alle controversie sulle confinazioni, dagli abusi feudali alle usurpazioni di demanio, è possibile inquadrare la formazione della proprietà fondiaria, con le conseguenti implicazioni sul piano della produzione agricola e non, ed orientarsi in una dinamica sociale contrassegnata da scarsa vivacità, che però non ha impedito, ma anzi ha favorito, tensioni sociali e drammi individuali sfociati in forme contraddittorie di ribellismo che, quasi paradossalmente, hanno concorso alla persistenza di residui di feudalesimo anche nell'età contemporanea. Per inciso, ancora oggi, la mancata definizione degli usi civici, nonostante la delega in materia alle regioni, è fonte di precarietà del diritto e, spesso, serve da copertura per un governo del territorio contrassegnato dalla prevalenza degli interessi speculativi su quelli delle comunità e di un razionale sviluppo. La quantità di documentazione in questo settore, relativamente al Gargano, è considerevole, anche se non ancora opportunamente studiata.
16. Vie di comunicazione.
La carta geografica della Capitanata del Marzolla (1851) evidenzia molto bene la specificità del Gargano anche solo rispetto alla futura provincia di Foggia: la consistenza delle strade garganiche è davvero emblematica. Allo stesso modo è emblematica la vicenda della costruzione di una ferrovia garganica, di cui si iniziò a parlare, in un opuscolo, nel 1869 e che sarà iniziata solo negli anni trenta di questo secolo.
17.18. Attività economiche.
Dalla manna alla pastorizia, dalla estrazione di marmi alla pesca, dalla commercializzazione dei prodotti agricoli alla costituzione di banche cooperative, il Gargano ha una sua collocazione specifica nella economia della Capitanata, anche per la vastità del suo territorio boscato e per il ruolo svolto nei traffici marittimi. E questo un capitolo interamente da scrivere e su cui esiste una discreta documentazione, che farebbe luce su tanti altri aspetti della vita civile, sociale e culturale.
19. Sanità, istruzione.
Come nel resto del Meridione, le già difficili condizioni di vita moltiplicavano le nefaste conseguenze delle epidemie che spesso si sono abbattute su di una popolazione priva anche delle difese minime, materiali e culturali, per fronteggiarle.
20.22. Risorgimento, brigantaggio.
Parte del fondo Nardella è già stato utilizzato per un catalogo su questi argomenti ed è stato presentato da Franco Molfese, che ha sottolineato la necessità e la possibilità, considerando la relativa abbondanza di materiale, di meglio specificare, nelle diverse aree geografiche, la complessità di fenomeni che richiedono una più obiettiva considerazione storiografica.
23.25. Polemiche politiche, attività amministrativa, regolamenti comunali.
Il concorso di garganici alla formazione della prima sezione dell'Intemazionale a Napoli deve far presupporre, e far meglio interpretare, la vivacità di dibattito politico, testimoniata da numerosi libelli e da altra documentazione. Allo stesso modo, la vita amministrativa dei comuni, sempre alla luce dei documenti, si rivela quanto mai variegata con punte, come nel caso evidenziato di Vieste, di apprezzabile produzione di regolamentazione delle attività cittadine.
26.28. Immagini.
Il Gargano, per le sue caratteristiche paesaggistiche, è conosciuto soprattutto attraverso le immagini. Ma, anche il lavoro dello storico può essere illuminato dalle informazioni contenute in stampe, dipinti, oggetti d'arte.
L’allestimento della mostra, composta da materiale originale e da riproduzioni, più numerose, in fotocopia, è stato possibile anche grazie alla diligente collaborazione del giovane Andrea Pacilli, che presta servizio civile presso la Biblioteca del convento.
Sono da segnalare, inoltre, la vigile discrezione del Padre Guardiano ed il costante impegno di tutta la comunità dei frati nella cura del convento, che permettono alla sua biblioteca di svolgere queste attività di animazione culturale.