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Da Qualesammarco n. 1 del 1991
Liberali!!! Se ci siete battete qualcosa!

Da Qualesammarco n. 1 del 1991
Da Qualesammarco n. 1 del 1991
Rinfrescare la memoria dovrebbe far bene a una giovane forza politica.
Naturalmente, l’età giovanile è riferita alla presenza nelle istituzioni locali di S. Marco, ben sapendo dalla vetusta gravità di una tradizione liberale.
Tre consiglieri, in un sol colpo, sono tanti per una lista che si presenta ad elezioni amministrative senza il supporto, a livello locale, di strutture organizzate.
Di quel risultato elettorale sono state date tante interpretazioni e spiegazioni, ma al successo dei liberali non hanno concorso esclusivamente la presenza di medici e l'attivismo di un sottosegretario specializzato in riconversioni di uffici scolastici in comitati elettorali (quest’ultima scoperta rende insonni le notti dell'on. Cafarelli, altro esportatore da S. Marco di voti di preferenza e perciò seriamente preoccupato della concorrenza, per cui un suo portaborse di tutto rispetto, per la carica di primo cittadino che riveste, non si risparmia, e non ci risparmia, in quanto ad esibizioni di ogni genere).
Evidentemente, anche contro le espressioni di malcostume simili a quelle dette poc’anzi, molti cittadini intesero dare fiducia a chi prometteva “aria nuova”.
Ma, a distanza di quasi due anni, il lezzo delle amministrazioni sostenute dai liberali, non è semplicemente di “aria fritta” nel senso della scarsa consistenza del loro spessore, ma è di fritto maleodorante perché viene riutilizzato olio vecchio (anche per cucinarseli).
Per mesi, fino al raggiungimento di un annetto, abbiamo sentito dire, da parte di questi neoeletti, che bisognava avere un poco di pazienza e che la mancanza di esperienza richiedeva un qualche tirocinio. Tra poco saremo a metà legislatura ed è evidente che, se la lezione non si è appresa, l'unica conclusione da trarre è quella di ritornarsene a casa.
E, veniamo ad argomenti più concreti.
L'assessore ai lavori pubblici è liberale. Se c’è un punto di facile continuità con il passato, anche nel senso che molto era già definito, questo è proprio costituito dalle opere pubbliche. Sembrava quasi una scelta da furbi: c'erano da tagliare parecchi nastri inaugurali. Invece, niente! E, quel poco che si porta a compimento sembra l'elargizione personale di un sindaco per il quale “mio” è possessivo ed ossessivo ad un tempo, sino al punto da far chiudere spazi pubblici, destinati a un'opera pubblica.
Ma, fosse solo questione di accaparramento di meriti, poco interesserebbe.
Il fatto è che non abbiamo avuto il piacere di ascoltare, ad esempio, la voce dell'assessore ai lavori pubblici, liberale, sulla questione della metanizzazione, un fattaccio che di per sé dovrebbe increspare la coscienza dei seguaci di Croce ed Einaudi (e, forse, in tanta miseria, si offende la memoria di questi uomini nel semplice fatto di nominarli).
Non parliamo poi della Caserma dei carabinieri, dell'edificio per le scuole elementari, degli incarichi a professionisti.
A proposito di questi ultimi incarichi, è stato patetico vedere l'assessore delegato ai problemi di Borgo Celano, unitamente a quello dei LL. PP., assistere tra il pubblico alle acrobazie di chi ha voluto per forza impegnare 40 milioni per un progetto di impianti sportivi e turistici, che, poi, non è mai stato né discusso né approvato dal Consiglio comunale, come pure era stato assicurato. I liberali dovevano essere protagonisti e invece ...
Anche per l'ambiente, il PLI ha ottenuto una delega, ma la storia che non si riesce, a livello di Giunta, a far passare certe idee non regge: non si può essere in una maggioranza per assistere a quello che fanno gli altri.
Non parliamo poi della Unità Sanitaria Locale che rischia, signori liberali, di farvi diventare zimbelli delle pietre di questo paese.
In conclusione, circa mille voti, una fiducia consistente dell’elettorato, non riescono ad avere alcun peso nella vita amministrativa di S. Marco: il Comune non viene gestito con limpidezza e alla luce del sole; forze, non occulte ma che goffamente tentano di occultarsi, fanno prevalere solo gli interessi di parte, perché hanno trovato, anche nei liberali, i supporti di turno.
Tutto si è già visto e già altri hanno pagato per non aver tempestivamente reagito.
Non solo bisogna battere qualcosa per dimostrare di esistere, ma, all'occorrenza bisogna saper battere i pugni, e se necessario, anche le porte alle proprie spalle.
G. S.