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Da Qualesammarco n. 1 del 1991
Statuto comunale: per questa amministrazione è solo una fastidiosa scadenza

Da Qualesammarco n. 1 del 1991
Da Qualesammarco n. 1 del 1991
Un anno fà il Parlamento Nazionale licenziava, finalmente, la nuova Legge sulle autonomie locali, l'ormai nota 142. In accordo con le nuove norme entro il 13 Giugno appena trascorso, i Comuni e le Province avrebbero dovuto dotarsi di uno Statuto che regolasse e organizzasse la vita amministrativa, politica e sociale dei cittadini.
Questa legge, in tandem con l'altra nota come la 241, riguardante i procedimenti amministrativi e la relativa trasparenza degli atti, potrebbe costituire senz'altro l'avvio per la rinascita dei diritti dei cittadini, potrebbe risvegliare in essi il sopito desiderio di partecipazione e innescare in tal modo processi di moralizzazione e di modernizzazione della politica e della pubblica amministrazione.
Si sarebbe potuto parlare addirittura di rivoluzione, se nella stessa Legge 142 si fossero previste le nuove regole elettorali e un'impostazione nuova nella gestione delle risorse finanziarie.
Ma tant’è.
Sono tuttavia tanti i punti in essa contenuti di rilevanza rimarchevole.
L'obbligo dettato agli Enti locali di dotarsi di regole certe e valide per tutti, trasparenti, pulite del burocratismo proprio della pubblica amministrazione italiana, ne è l'aspetto saliente e fondante.
Ma il 13 giugno è passato invano per S. Marco. Lo Statuto per la nostra città è ancora di là da venire. L'operato dell'attuale Amministrazione a proposito di preparazione, discussione e redazione dello Statuto lascia molto a desiderare.
In un anno, e basti questo per comprenderci, solo 4 riunioni, di una Commissione molto ristretta partita con il piede sbagliato della gratuita e inutile polemica voluta da forze della maggioranza (si legga PSDI contro MSI), con l'incarico dato ad un giurista del diritto amministrativo (per altro preparato e disponibile), senza consultare le altre forze presenti nel Consiglio Comunale, senza il benché minimo apporto di altre realtà sociali, dei diversi soggetti che sono presenti in Città.
A noi è sembrato insomma che l'unica apparente preoccupazione del Sindaco e della Giunta è stata finora quella di evitare lo scioglimento anticipato del consiglio Comunale per inadempienza nei confronti della legge, poiché, secondo la legge 142, entro quella data il Consiglio Comunale avrebbe dovuto approvare lo Statuto, pena il suo scioglimento.
Al solito però è intervenuta la proroga del Ministro e tutto è stato rinviato ad ottobre (come per i ragazzi poco studiosi).
Quattro mesi ancora per coinvolgere la città in una discussione e in un confronto sui temi fondamentali della trasparenza, della partecipazione, del controllo sugli atti; su come vorremmo fosse organizzata la vita politica, amministrativa e sociale della nostra Città.
Lo vogliono veramente DC, PSDI, e PLI? Nutriamo seri e fondati dubbi.
Per lo lo Statuto è solo una fastidiosa scadenza.
Eppure i cittadini hanno compreso l'importanza della scadenza statutaria.
La partecipazione al seminario organizzato dal PDS ne è prova tangibile.
Noi lavoreremo ancora, e se possibile con impegno maggiore, nel corso dei prossimi mesi, perché S. Marco abbia veramente lo Statuto dei cittadini.
In mezzo a tanto demagogismo squallido sarà arduo, e ci vorrà più stomaco che testa (ci si perdoni), ma non ci arrenderemo.
Antonio Cera