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Da Qualesammarco n. 3 del 1960
La crisi al comune 
Eletta la nuova Giunta. Tutto come prima, fuori PSI, dentro PSDI

Da Qualesammarco n. 3 del 1990
Da Qualesammarco n. 3 del 1990
Nelle pagine interne riportiamo le interviste fatte ai rappresentanti dei partiti.
I lettori potranno apprendere, da queste dichiarazioni, unanimi, quanto fallimentare sia stata la precedente esperienza, che vedeva l'avv. Giuseppe Centola Sindaco di una coalizione che comprendeva accanto alla DC, il PSI e il PLI.
La nuova amministrazione sembra non discostarsi granché dalla precedente, sia per gli uomini che per il programma proposto.
Quest’ultimo si caratterizza per la genericità e la banalità oltre che per povertà dei problemi appena accennati. Da uomini di vecchia esperienza, da uomini “nuovi” che, tuttavia hanno avuto modo di “temprarsi” in questi nove mesi al Comune, ci saremmo aspettati di più, della lista della spesa che è il documento programmatico. Probabilmente, se non lo avesse richiesto la legge, non si sarebbe presentata nemmeno questa lista.
Problemi importanti sono appena accennati. L’ambiente, i servizi sociali, l'ordine pubblico, l’urbanistica ... sono solo “nominati”. Non una parola sui tempi, i metodi, su come gestirli.
Probabilmente, ma è solo una nostra impressione, altri sono stati i problemi discussi in riunioni durate fino a notte fonda.
Noi ci auguriamo che questi giudizi, per il bene del paese, siano smentiti dai fatti. Ne prenderemo atto. E mettiamo a disposizione dell’Amministrazione, come di tutte le forze politiche, sociali e culturali del paese questo foglio, al fine di contribuire, per quanto ci è possibile, a sviluppare una maggiore partecipazione alla vita amministrativa.
Raffaele Fino 
Pubblichiamo il testo delle interviste fatte ai rappresentanti dei partiti presenti in Consiglio Comunale, prima che fosse eletta le nuova amministrazione.
Domanda n. 1 - Quali i motivi del fallimento dell'Amministrazione DC-PSI-PLI?
Domanda n. 2 - C'è stata operatività rispetto ai problemi di S. Marco?
Domanda n. 3 - E’ possibile una soluzione all’attuale crisi politico-amministrativa verificatasi al Comune?
Giuseppe De Sol
Segretario Sezione PSI
1 risposta - L’Amministrazione DC-PSI-PLI è fallita in primo luogo a causa della scarsa coesione del gruppo consiliare DC, e forse al ruolo subalterno svolto dalla sezione di quel partito.
Per i primi mesi tali contraddizioni venivano tacitate, scaricandone la tensione, sulla giunta, accusata dagli stessi democristiani di scarsa efficienza ed operatività. Per rendere ancora più credibile questo discorso si convocavano le riunioni di giunta in date non gradite e quasi sempre allorché si sapeva in anticipo che questo o quell’assessore di altri partiti sarebbe mancato. Abbiamo protestato più volte, ma senza risultati. Si diceva, poi, il quadro politico non si tocca, va cambiata la giunta. Una tesi questa che si è dimostrata fittizia all'atto della famosa verifica di agosto-settembre, allorché il PSl ha dato la sua piena e convinta disponibilità a cambiare i propri rappresentanti nell’esecutivo. Apriti cielo! A questo punto la musica è cambiata. Non più la giunta, ma era il quadro politico che doveva essere modificato. Tale atteggiamento infettava in una certa misura anche il PLI, forse a causa della sua esperienza politica ed amministrativa.
Noi al quadro politico ci abbiamo creduto sempre, inseguendo lealmente il rapporto con la DC fino alla nota seduta dei “Lunghi coltelli”, allorquando la situazione è scoppiata, facendo emergere ad una ad una le contraddizioni sopra citate.
II risposta - Di fronte ai problemi di S. Marco il discorso operativo è stato pressoché nullo, non per colpa della sola giunta (ognuno si assuma le proprie responsabilità; ma a causa della precarietà della situazione tenuta in piedi dal comportamento dell’intera Democrazia Cristiana. Nelle riunioni della maggioranza non si parlava mai, infatti, di problemi, ma solo di aggiustamenti, di organigramma e di “lagne” liberali. Noi non abbiamo mai fatto avances in tal senso, né mai ci siamo trovati di fronte a dissidi interni da “sanare” con la concessione di questo o quell'incarico. Aspettavamo e credevamo che “sanate” le questioni degli altri, finalmente ci occupassimo dei problemi veri della città. Allora avremmo espresso il nostro punto di vista e dato il nostro contributo anche sul piano operativo.
III risposta - Ovviamente siamo contro le elezioni anticipate e crediamo che l’amministrazione possa essere data al paese nella misura in cui venga messo da parte ogni spirito di rivincita partitica. e personale e si ricostituiscano rapporti politici sulla base della solidarietà, della lealtà e dell’interesse generale.
Emanuele Leggieri
Segretario Sezione PCI
1 risposta - La causa principale del fallimento dell'Amministrazione DC-PSI-PLI risiede nel clima di litigiosità che, ormai da anni, caratterizza la vita interna del partito di maggioranza relativa, il quale con questa crisi si è confermato il partito dello sfascio a S. Marco.
Negli ultimi cinque anni tre Sindaci DC sono durati in carica rispettivamente 11, 10 e 9 mesi e ogni volta, come conseguenza, si è avuta la caduta delle amministrazioni e l’aggravamento dei problemi del nostro paese.
Allo sfascio hanno contribuito anche i Liberali e i Socialisti. I liberali, anche loro divisi, perché non hanno capito che S. Marco non si governa con “l’aria fritta” e i socialisti perché hanno reso, in questi anni, impraticabile una Amministrazione alternativa, regalando, cosi, alla DC una immeritata centralità.
II risposta - I problemi sono stati i grandi assenti di questa esperienza amministrativa. Le stesse divisioni nella DC e nel PLI non si sono manifestate sulle cose da fare. E prevalsa, così, una concezione della politica come lotta di potere fine a se stessa.
L’operatività, quindi, è stata scarsa.
Nessun nuovo progetto è stato proposto; importanti opere pubbliche o sono state bloccate o hanno subito un rallentamento (biblioteca, caserma, belvedere a B.Celano, canalone, ecc.).
Questioni vitali per lo sviluppo economico (P.I.P., P.R.G., Metano) non hanno fatto un passo avanti.
Il servizio di raccolta dei rifiuti urbani è peggiorato e tutte le iniziative legate alla salvaguardia dell'ambiente sono state dimenticate.
Per i giovani, oltre ad abolire l'Assessorato ai problemi giovanili, questa amministrazione non è stata capace di tagliare un nastro di inaugurazione di un importante spazio sociale e culturale come il Cinema Comunale, da tempo rimesso a nuovo.
Alcuni problemi sono stati parzialmente affrontati nel settore dei servizi sociali (centro di riabilitazione, laboratorio artigianale, pulmino per gli alunni disabili) o su questioni come il liceo classico, l’ordine pubblico, l’erogazione dell’acqua, l’approvazione dei nuovi progetti per i giovani ai sensi dell’art. 23 della L. 67/88, solo grazie alle opposizioni, e a quella PCI in particolare, in particolare, e grazie alle iniziative di protesta delle forze sociali e dei cittadini.
III risposta - Tenendo presente la composizione (e la successiva scomposizione) del Consiglio Comunale, una soluzione stabile e qualificata alla attuale crisi politico-amministrativa è abbastanza difficile.
I partiti DC-PSI-PLI, che hanno ottenuto un incredibile successo elettorale nell’ottobre dell’anno scorso, hanno dimostrate la loro incapacità a governare S. Marco.
E anche se una amministrazione di sinistra non ha i numeri, per noi del PCI quello di ricucire i rapporti tra le forze di sinistra è la condizione per assicurare la governabilità della nostra città. 
Antonio La Sala
Capogruppo DC
I risposta - Insufficienza del quadro politico. Scelta non oculata degli uomini chiamati ad amministrare.
II risposta - Scarsa.
III risposta - Sì. Con la collaborazione la più ampia possibile. 
Massimo Tardio
del PLI
I risposta - Il fallimento della maggioranza DC-PSI-PLI è stato determinato dalla impossibilità di poter lavorare amministrativamente, non per le incapacità personali (o almeno non lo voglio credere), ma per la volontà di non voler risolvere alcuni problemi (urbanizzazione, nettezza urbana, commissioni comunali, ordine pubblico, occupazione …), per troppe difficoltà all'interno del partito di maggioranza relativa e per forti personalismi.
II risposta - Come dicevo, purtroppo, non c'è stata operatività amministrativa perché l’esecutivo arroccato sul palazzo comunale si vedeva sempre più invischiato nei suoi problemi ed era cieco ai reali problemi della gente.
III risposta - La risoluzione della crisi comunale non è solo possibile, ma è necessaria. Bisogna rispondere in modo chiaro alle esigenze comunali; il “paese reale” pretende la soluzione rapida di troppe difficoltà che stanno affossando il presente e che tarpano le ali al futuro della nostra città (N.U., ordine pubblico, metanizzazione, PRG, ambiente, opere pubbliche, ecc. ...). Risolvere questi problemi senza riempirsi la bocca di ipocrisie, questa secondo me è una possibile unica soluzione dell’attuale crisi politico-amministrativa che deve superare le alchimie dei partiti.
Pietro Villani
Segretario Sezione PSDI
Qualesammarco - opportunamente - offre ai partiti la possibilità di esprimere la loro posizione su questo ulteriore difficile momento della vita politico-amministrativa che il nostro paese sta attraversando.
Un sincero apprezzamento al giornale. Le domande che sono state poste ci sembrano retoriche nel senso che le risposte sono implicite.
I risposta - Il fallimento della maggioranza DC-PSI-PLI (purtroppo per questo nostro paese) è sotto gli occhi di tutti. I motivi? Anche questi lo sono, grazie soprattutto a Teleradio Erre che ha cominciato a trasmettere i Consigli Comunali. In particolare quello, in cui l'Amministrazione si è dimessa, si è rivelato uno spettacolo indecoroso: litigi, accuse reciproche tra i componenti dello stesso partito e tra i partiti della maggioranza.
Una donna a tale vista ebbe ad esclamare: ma come vogliono che pensino a noi, se quelli stanno a litigare tra di loro e non certamente per i problemi della gente? Se a ciò aggiungiamo l’inerzia e la volontà di non fare niente (dimostrata soprattutto da chi è stato alla guida di quest’Amministrazione) il quadro è completo.
II risposta - Con ciò siamo passati alla seconda domanda. Questa Amministrazione è stata completamente inattiva e deleteria. L’abbandono è totale: criminalità sempre più minacciosa, situazione al Comune di completa anarchia (evidentemente non per colpa del personale), le scuole abbandonate a se stesse (le immagini della Scuola Media De Carolis hanno suscitato viva impressione e rabbia), opere pubbliche ferme, situazione edilizia nel caos, ecc. ecc. ....
insomma, per usare un’immagine dantesca: il nostro comune è “una nave senza nocchiero (e senza rematori) in balia delle onde”.
III risposta - Per la terza domanda occorrerebbe molto più spazio, per cui sintetizzeremo al massimo. Sì, secondo noi è possibile trovare una soluzione all’attuale dissesto. Sono, però, necessarie alcune condizioni, che alla fine si riducono ad una sola.
E’ innegabile una crisi della politica e dei partiti. Il discorso è più generale ma noi lo riconduciamo nel nostro piccolo: conflittualità e personalismi, varie formule di maggioranza tentate e fallite, cronica instabilità amministrativa e soprattutto il non dare risposta ai problemi e ai bisogni della gente stanno scavando un solco sempre più profondo tra le istituzioni e i cittadini.
In questo momento difficile del nostro paese occorre una forte e sincera solidarietà tra i partiti e tra gli uomini. Noi diciamo che bisogna dare al nostro Comune una amministrazione attiva ed efficiente e per quanto ci riguarda ci adopereremo in tal senso senza preclusione alcuna. Siamo convinti che eventuali elezioni anticipate risolverebbero ben poco per non dire nulla.
Diciamo ancora che il popolo avendo eletto i trenta consiglieri comunali ha fatto il suo dovere. Ora tocca ad essi fare la loro parte mettendosi al servizio della collettività. In poche parole si richiede una rivoluzione nella mentalità degli eletti: non concepire la politica solo al proprio servizio. E’ l'unica via per uscire da questa situazione e per dare speranza e fiducia alla gente.
Perciò ribadiamo con forza: occorre dare ai tanti problemi risposte certe che da molto tempo aspetta e ogni ritardo nella loro soluzione può arrecare danni anche irreparabili. E questo i socialdemocratici non lo vogliono.
Alla redazione del periodico “QUALESAMMARCO”
Sono Nicolino Napolitano, consigliere comunale del MSI-DN, che ringrazia il periodico QUALESAMMARCO per avermi dato l’opportunità di dire la mia sulla passata-fallita amministrazione comunale.
Entro, quindi, subito in merito al questionario inviatomi dal periodico.
Quali i motivi del fallimento dell'amministrazione DC-PSI-PLI?
Loro parlano di inesperienza ed errori commessi in buona fede;
Io sostengo, invece, che si è trattato di incompetenza impastata con moltissima presunzione ed arroganza.
Inesperierzza? - Beh! quando mai si è visto che la civica amministrazione deve essere una fucina di managers?
Un comune, disastrato come il nostro, ha bisogno di amministratori pronti e capaci già per loro vita vissuta e non può assolutamente attendere che questi si formino a forza di fregatura, che vanno a danno di tutta la cittadinanza.
Ecco perché, in virtù della nuova legge comunale, il sindaco avv. Giuseppe Centola, rassegnando le proprie dimissioni, ha dimesso l’intera giunta.
Atto di coraggio o non ce la faceva più di fronte a tanto immobilismo causato dalla incompetenza imperante?
Valida, per me, la seconda ipotesi.
C'è stata operatività per i problemi di S. Marco?
Ha operato soltanto l’immobilismo.
Senza intervenire niente di proprio, la passata amministrazione, con un poco di buona volontà, se avesse affrontato i problemi da tempo affossati a Palazzo Badiale, già avrebbe fatto qualcosa.
Purtroppo niente di tutto ciò è avvenuto.
Restano sempre insoluti i problemi appresso indicati:
- La metanizzazione;
- La viabilità nel paese è caotica e disastrosa;
- La raccolta dei rifiuti solidi urbani, che è effettuata in maniera difforme al disposto di leggi vigenti, che prevedono la raccolta degli stessi in modo differenziato dai così detti rifiuti speciali;
- La revisione della pianta organica del Comune (quella vecchia cozza con la visione moderna della civica amministrazione);
- L’insediamento dei PIP è di là da venire, nonostante ci sia disoccupazione e povertà;
- L’illuminazione pubblica è incompleta;
- I giardini pubblici abbandonati (una volta erano il fiore all’occhiello della città);
- Opere pubbliche iniziate ed abbandonate incomplete senza consegnarle, quindi, alla pubblica utilità, quali: gli uffici della pretura, la biblioteca comunale, la palestra femminile della scuola media “F. De Carolis”, l’anfiteatro di via Verri, il piazzale a Borgo Celano, la caserma dei Carabinieri (finita in contezioso), l’asilo nido di via S. Nicandro, il nuovo ingresso dell'ospedale, la fontana della villa comunale, i gabinetti nella villa comunale, l’ampliamento del cimitero, la casa per gli anziani (pure questa finita in contenzioso), i lavori di restauro del convento di Stignano (fermi nonostante ci sia disponibilità economica), gli alloggi per famiglie bisognose in via di realizzazione alla contrada S. Giuseppe, ecc., ecc.
Lavori questi, iniziati da oltre un decennio e, come dicevo innanzi, mai consegnati alla pubblica utilità.
Disastrosa, quindi, la passata amministrazione.
È possibile una soluzione all'attuale crisi politico-ammimstrativa al comune?
La domanda risulta ormai superata, visto che con molta confusione, dopo che si sono intersecati incontri tra i partiti, tranne che con il MSI-DN, si è data un’amministrazione e non l’amministrazione, che tanto necessita al paese.
È nata un’amministrazione precaria tra DC-PLI e PSDI, tanto che sono solo in sedici (tanti sono, messi insieme, i consiglieri di quel partito).
Di nuovo, della passata amministrazione, c'è il PSDI che, dopo essere stato all’opposizione per diversi anni, ha rifatto per l’ennesima volta il “pacione” con la DC, perché, a loro dire, si deve stare per forza nella stanza dei bottoni, altrimenti non si è niente (Prof. Michele La Porta). (In passato il leader di quel partito il GRANA si è dichiarato ottimo coltivatore del proprio orticello, da ciò deduco che a lui poco importa dei problemi della collettività).
L’innovazione, quindi, servirà a poco e la verifica l’avremo entro il 31-12-90 per l’approvazione del bilancio.
Sono quasi certo che l’ombra del famigerato sedicesimo ricomparirà e tutto andrà a gambe per aria.
Per tornare alla domanda circa la eventuale soluzione, rispondo che non ne intravedo alcuna.
A mio avviso bisogna cambiare gli uomini o questi devono rinsavire e, poi, si potrà parlare di eventuali soluzioni.
Pagella della passata amministrazione
DC = Voto zero (spaccature interne; dissociati; restituzione deleghe ecc.)
PSI = Voto zero (assente)
PLI = Voto zero (disconoscimento del proprio assessore; dimissioni dalla carica di capogruppo, perché in contrasto con l’atteggiamento dei restanti due; inesperienza, a loro dire).
Nicolino Napolitano
Consigliere comunale MSI-DN 
Ordine del giorno approvato dall’Assemblea degli iscritti al PCI sulla crisi comunale.
“L’assemblea degli iscritti alla sezione del P.C.I. di San Marco in Lamis, tenuta l'8-10-90 nella sala consiliare del Comune, esaminati i vari aspetti che caratterizzano la crisi politico-amministrativa verificatasi in seguito al fallimento dell'Amministrazione DC-PSI-PLI, pur esprimendo un giudizio altamente positivo sulla ripresa dei rapporti tra i partiti di sinistra e, successivamente, sul dialogo aperto con altre forze democratiche, 
Ritiene
che non si intravedono le condizioni politiche per dar vita ad un'amministrazione compatta, qualificata e duratura.
Le difficoltà presenti in alcune forze politiche e non chiari rapporti tra singoli consiglieri e forze politiche non permettono di dare a San Marco un governo in grado di affrontare i problemi
Pertanto, il P.C.I. non aderirà all’avvio di eventuali trattative che prevedono un suo coinvolgimento diretto nella soluzione del la crisi comunale”.
Quello che riportiamo è il documento politico-programmatico presentato in base all'art. 4 della L. N. 142/90, dai partiti della DC, PSDI e PLI.
Documento politico-programmatico (Art. 34/142)
I Partiti della D.C., del P.S.D.I. e del P.L.I., di fronte al perdurare della crisi politico-amministrativa, che rischia di aggravare la già precaria situazione del nostro paese, consapevoli della delicatezza del momento e con senso di responsabilità, danno vita ad un accordo politico-programmatico per dare una amministrazione alla città.
L'accordo nasce dalla convinzione che eventuali elezioni anticipate non apporterebbero cambiamenti significativi e, in ogni caso, non risolverebbero la crisi politica esistente, ritardando così la soluzione dei problemi a danno della collettività.
I partiti sono convinti di superare certe incompatibilità che nel passato hanno deteriorato i rapporti per una collaborazione proficua.
L'accordo tra i tre partiti nasce nella consapevolezza delle difficoltà intrinseche, ma con l’auspicio che certe incomprensioni con altre forze politiche, ancora manifestatesi, possono essere superate e consentire una più larga maggioranza.
a gravità dei problemi esistenti fa ritenere indispensabile una collaborazione di pieno coinvolgimento delle forze di minoranza per la definizione di risposte concrete.
Questa valutazione ha portato alla stesura di un programma indicativo, e non certamente esaustivo, sia per le ristrettezze di tempo, sia per una analisi più approfondita delle problematiche e sia soprattutto per lo spirito di collaborazione che si intende crearecon le minoranze.
Pertanto, dall’analisi delle problematiche elencate sono da ricercarsi gli obiettivi e le priorità che si vogliono raggiungere.
Linee programmatiche
1) Problema del personale;
2) Privatizzazione nettezza urbana;
3) Problema finanziario;
4) Progetto di sviluppo socio economico (P.I.P. occupazione giovanile ecc.);
5) Problema urbanistico (P.R.G., strumenti urbanistici, 167 ecc.);
6) Lavori pubblici (definizione di problematiche ad essi inerenti);
7) Turismo, Sport e Tempo Libero;
8) Problematiche sociali (anziani, giovani, tossicodipendenti ecc,);
9) Demanio e proprietà comunali;
10) Cimitero;
11) Scuola e cultura;
12) Territorio e ambiente;
13) Ordine pubblico;
14) Commercio e redazione piano commerciale.
Conclusioni
I tre partiti sono consapevoli di aver tracciato alcune direttrici che Vanno riempite di contenuti, con l’apporto di tutti; pertanto, si impegnano a sottoporre a verifica periodica la realizzazione delle progettualità indicate.
Lista dei candidati
Sindaco: Cera Angelo
Assessore effettivo: Pomella Nazario
Assessore effettivo: Schiena Domenico
Assessore effettivo: La Porta Michele
Assessore effettivo: Villani Pietro
Assessore effettivo: Placentino Luigi
Assessore effettivo: Martino Gaetano
I Consiglieri