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XV
E adesso eccomi qua.
La vecchia è morta. La Melide è morta. Il ragazzo porta a monte le capre.
Solo una volta ho rivisto il curato di Braino. Lui correva giù a valle, io venivo su per la strada dei pascoli.
"Novità su a Montelice?" mi ha gridato ridendo dal basso.
Ho allargato le braccia.
"N. N."
Era troppo ingrassato per dirgliele. Sempre ridendo ha ripreso la corsa. Davvero era proprio ingrassato.
C’è quassù una cert’ora. I calanchi ed i boschi e i sentieri ed i prati dei pascoli si fanno color ruggine vecchia, e poi viola, e poi blu: nel primo buio le donne se ne stanno a soffiar sui fornelli chine sopra il gradino di casa, e i campanacci di bronzo arrivan chiari lì giù fino a borgo. Le capre s’affacciano agli usci con degli occhi che sembrano i nostri.
Allora mi vien sempre di più da pensare ch’è ormai ora di preparare le valige per me e senza chiasso partir verso casa. Credo d’avere anche il biglietto.
Tutto questo è piuttosto monotono, no?

Hai mai visto gli ex voto di san Matteo? Conosci Giovanni Gelsomino?