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Da Qualesammarco n. 2 del 1988
Vento e sole made in USA: Un modello-pilota per produrre energia
Giuseppe Tarantino, 64 anni, ingegnere elettrotecnico, oltre 30 anni d’Amerìca, è un sammarchese che ama ugualmente scienza, letteratura e arte. Tre anni fa pubblicò il romanzo di formazione Come un Natale, l’anno scorso ha allestito una mostra di pittura al Classico “Giannone” ed ha avuto un discreto successo. Non sapevamo, però, che il suo cilindro nascondesse altre sorprese. Nell’ottobre ‘88 ha presentato al Sindaco di S. Marco il progetto di un modello-pilota per la produzione di energia termica ed elettrica, che dovrebbe sfruttare il sole e il vento di Borgo Celano.
La cosa ci ha incuriosito e abbiamo lasciato a Tarantino stesso la parola allegando la richiesta fatta al Sindaco.

Da Qualesammarco n. 2 del 1989
Da Qualesammarco n. 2 del 1989
In Italia tutto è lento, eccetto che sulle autostrade, dicono negli Stati Uniti. E nessuna scienza fa tanto dinamico l’italiano quanto quella della politica, che - mi sia permesso dirlo – è spesso professata in senso negativo, con implicazioni personali e intenti di opportunismo.
Nessun popolo ricco di storia come il nostro è tanto dilaniato, angariato e quindi annegato nella febbre delle ripulse ... che menomano la spinta, la forza di propulsione.
L’America - ho spesso sentito dire - non ha cultura e storia. E’ priva di umanesimo: scienza e arte, queste, da cui noi traiamo ispirazione e insegnamento, senza ancora adempiere il retaggio ed emergere per erudizione, cultura, civiltà.
La verità è che il giovane italiano oggi crede più nella Sisal che nelle arti e nelle scienze, impotente, fra l’altro, di concepire, per mancanza di fonti e quindi di formazione, l’aspetto empirico delle arti e delle scienze.
Egli è privo di quel fardello culturale che ci viene dall'esperienza, dalle applicazioni pratiche che rendono la professione delle scienze vivida, reale, proficua.
Privati di questa aspirazione, i “cervelli” italiani in fuga negli Stati Uniti, oggi come oggi, sono ben seimila.
È stato, è (e sarà?) un dramma, quello dell’italiano che, per sogni e aspirazioni, per il compimento della sua intelligenza e inventività, è costretto ad evadere da un mondo privo di forze, insensibile all'aspetto fisico-scientifico delle arti e delle scienze.
Sul viale, una sera, un giovane perito tecnico mi avvicina e mi dice: “Voglio evadere, voglio andare negli Stati Uniti. Come fare?”
Psicologicamente, conosco il mio concittadino. Conosco la sua flemma: la stremata dinamicità, la condanna inflittagli dagli uomini (nostri), dalle istituzioni, dalla società, e dico: “Dovresti conoscere l”inglese, avere il senso preciso di ciò che vuoi e quindi l'esperienza necessaria per inserirti in un mondo in cui - dice Fulvio Colombo - “trasferirsi è un’operazione difficile: significa togliere radici e rimettere radici, organizzarsi, prepararsi e affrontare incertezze, lotte ...”. Affrontare - aggiungerei io - la cernita molto rigorosa da parte di un mondo scientificamente molto più organizzato ed esigente; da parte di un umanesimo intransigente a qualsiasi forma di raccomandazione, impietoso verso l’infingardia umana.
Il dramma dell'emigrazione è il più inumano, il più traumatico: "Addio, monti sorgenti dall’acque, ed elevati al cielo; cime inuguali, note a chi è cresciuto tra voi, e impresse nella sua mente ... addio.”.
Addio cime di scienze elevate alle stelle: addio, Fermi, Segre, Marconi, Rubbia!... Addio, civiltà che tanto di scienza ti nutri per progredire!
Terra natia, a te ritorna il figlio peregrino.
A te ritorno, se in questo estremo lembo di terra garganica “mi sono chinato e [...] riconosciuto”.
E il mio ritorno, e la mia presenza tra voi, carissimi concittadini, con il mio interesse per la narrativa, per l’arte, per la fisica, non è per raccogliere meriti ma, idealmente, per sentirmi piccola scintilla di sproni, di iniziative, di fermenti culturali.
Con la convinzione di offrire un modesto contributo alla “rinascenza" del Gargano (e in particolare di Borgo Celano), ho deciso di procedere alla realizzazione di un mio progetto, per il quale ho chiesto al Comune di S. Marco in Lamis la concessione di un particolare sito per l’impianto, come rendo noto con la seguente domanda, consegnata a fine ottobre ‘88, alla quale l’Amministrazione non ha dato ancora risposta.
Giuseppe Tarantino
Al sindaco del comune di S. Marco in Lamis
Il sottoscritto Giuseppe Tarantino, nato a S. Marco in Lamis il 7-11-1925, residente in Borgo Celano nel complesso denominato la “Nevaia”, dopo anni di ricerche scientifiche, ha messo a punto un progetto il cui fine è la produzione di energia (calore, elettricità etc. ), e per la realizzazione di esso nella sua fase sperimentale, ha condotto dei sopralluoghi sul promontorio del Gargano per la ricerca di un sito adeguato all'impianto. Il progetto consiste in un modello-pilota che possa usufruire e utilizzare vantaggiosamente l'energia del sole e del vento.
Dai suddetti sopralluoghi è risultato che zone ottimali per l’installazione dell’impianto si trovano in località Borgo Celano, designate sulla qui annessa pianta planimetrica nella particella preferenziale 130 (zona demaniale) o nell'area a nord della particella 42, anch’essa zona demaniale.
Per quanto sopra il sottoscritto fa gentile richiesta a codesta Amministrazione di concessione di uno dei suddetti suoli, nell'ambito delle norme vigenti, per la realizzazione del progetto, il quale, in particolare, consiste di quanto segue:1) di una vasca - come dal disegno n. 1, annesso, interrata, approssimativamente di 30 metri cubi, il cui meccanismo sarà azionato da una sovrastante turbina a vento;
2) di una casa-modello, addossata alla esistente roccia a strapiombo e esposta a mezzogiorno, con annessi pannelli e concentratore solare per alternato azionamento del meccanismo-apparato producente calore, contenuto nella vasca.
Nell'attesa di un gentile riscontro, porgo distinti saluti.
Giuseppe Tarantino
Borgo Celano, 31-10-1988