Vai su Angelo Mazzoleni, sotto-sezione di Download >> Risorgimento.
Ci sono molti nuovi file da scaricare.
N.B. Non tutti i nuovi file caricati vengono segnalati per il "Download"!!!. Cercate!!! Download
Toggle Bar

Da Qualesammarco, n. 1 del 1988
I cassetti di Robinson
I “cassetti” hanno avuto una prima risposta: due anziani e due giovani hanno consegnato i loro scartafacci. Gli anziani, anzitutto. Il primo è Michele Ceddia (uno dei nostri redattori!), 69 anni, pensionato, ex emigrato. Ha approntato quattro racconti che si muovono tra risentimento morale, affetti sensuali, inaspettati personaggi di paese ed esotiche avventure africane. Ceddia ama un linguaggio tutto cose, che certamente è tanto più apprezzabile quando si pensi che esso è strappato agli sforzi di un autodidatta.
Il secondo è Antonio Sassano, 5 7 anni, bidello, prolifico produttore di versi dialettali. Qui di seguito ne diamo un’interpretazione e una verifica testuale. Sassano sa ricreare certo sapido, a volte sanguigno, mondo popolare e lo sa alleggerire spesso nel rifugio della rima. Da non sottacere il recupero che egli fa di termini dialettali antichi.
I giovani. Il primo è Mario Lombardi, 33 anni, emigrato e provvisoriamente disoccupato. Ci ha consegnato una raccolta di poesie scritte tra l'85 e l'86. Mario ha abbastanza cuore e immaginazione e sa comunicarci con ruvida gentilezza le sue storie apprese per strada o tra i tetti della città dove ha imparato i mille specchi della vita. Mario ci ha sorpresi con quei suoi Breton e Rimbaud associati al jazz più lacerante della Beat Generation, con quel suo amore spossessato per Mara.
Daremo a Mario lo spazio che merita, molto presto.
Il secondo giovane è il fin troppo noto: Mikalett, cioè Michele Giuliani, 41 anni, postino. Il suo scartafaccio si intitola “Massime e proverbi universali”. Mikalett ha racimolato qua e là grani di sapienza e li ha messi in bell”ordine alfabetico, da A come Allegria a V come Vita. Difficile scegliere tra tanti ammonimenti e inviti e avvertimenti. Il buon Mikalett si è divertito anche lui a comporne qualcuno. Ne scegliamo tre a caso: “Essere ignoranti oggi, è il colmo della vita”, “Meglio avere dei preti uomini, che degli uomini preti”, “La politica è una cosa seria, che con il tempo che passa diventa miseria”. Condiremo, comunque, i prossimi numeri del giornale con qualche sparsa salacità.
Naturalmente rinnoviamo a tutti l'invito a consegnarci i loro materiali. Ma ripetiamo: non solo materiali creativi (poesia, narrativa, ecc.); ma anche documentari (autobiografie, diari, ricordi, testimonianze, fotografie) e saggistici (ricerche, tesi di laurea, ecc.).
Tutti i materiali pervenuti alla sede dell'Arci (Largo Mercato, 5, ore serali del mercoledì e del venerdì) saranno visionati e accuratamente conservati.
Di tutti sarà data puntuale segnalazione in questa rubrica e alcuni di essi saranno parzialmente pubblicati sul giornale. I più interessanti potranno godere della presentazione in pubblici incontri e ne sarà favorita la pubblicazione e la diffusione, con modalità da stabilire successivamente. 

Mi chiamo Antonio Sassano e sono nato a S. Marco in Lamis l'8 ottobre 1929. Da piccolo ho frequentato le scuole elementari fino alla V classe traendo buoni profitti. Dopo non ho voluto più andarci, anche se le possibilità non mi mancavano. Fu così che mio padre, dopo qualche anno mi portò in campagna e mi mise a contatto per la prima volta col lavoro.
In principio ero tutto contento, ma man mano che passavano i giorni incominciavo a fare le differenze. Solo allora mi accorsi che avevo sbagliato, quindi preferivo la scuola. Chiesi a mio padre se voleva farmi riabilitare, ma non fu possibile. Allora erano altri tempi e quelle possibilità a S. Marco mancavano. Non mi è rimasto che rassegnarmi e piegarmi a lavorare, senza però tralasciare la lettura, di cui sono stato un grande divoratore. Ho amato sempre la poesia e con molta passione, e questo forse mi ha spinto a scrivere qualche cosa. Ho incominciato a scrivere con gli altri, da loro mi aspettavo che per quello che gli avevo dato comparisse almeno il mio nome, invece no.
E fu cosi che mi misi a scrivere per conto mio. Ora con questo non voglio dire che mi sento qualcuno, lo faccio per hobby e senza pretese, mi diverto, passo pure il tempo.
Nel 1976 mi iscrissi ai corsi serali per conseguire il diploma di licenza media, anche lì con buoni profitti.
Nella vita ho fatto un po' di tutto, dall’agricoltura al viticoltore, mestiere che ho dovuto lasciare, e con molto rammarico, causa le mie condizioni fisiche non tanto buone. Ora da diversi anni sono entrato nella scuola, dove sto tuttora facendo il bidello.
La Santa Maria
Curatele te cunzegne l’accuncime
e li ligname te l’appinne n’ganna
questa è la veria e custe è lu raddate
quante te fa i ngule tu e la rata.

M'ha fatte magnà pane de canigghia
m'ha fatte veve acqua de pantane
m'ha fatte fa la trippa come nu pelone
ce ponne abbuverà li carravane. 

M'ha fatte sta quasa sempe inte la marana
m’ha fatte magnà pure dalli ciampane
pe tre persune è fatta la pugghia chiana
curatele capevuttere e uardiane.
Antonio Sassano