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Da Qualesammarco, n. 1 del 1998
Il punto
Condizione giovanile, qualche proposta per S. Marco
A tantissimi giovani, disoccupati e ragazze, vengono negati diritti elementari all’esistenza e, nonostante le montagne di parole spese sulla drammaticità, in particolare dei problemi occupazionali, per loro si continua a fare poco, nemmeno quel poco che si promette (si veda a questo proposito le delusioni della c.d. legge “De Vito” o la truffa dei “contratti di formazione-lavoro” o la volatilizzazione della legge regionale “Binetti” sull'occupazione giovanile).
Eppure quella dei giovani e del lavoro, strettamente legate tra loro, sono le questioni sociali emergenti più importanti a cui le istituzioni politiche e sociali devono dare concrete risposte.
Se si pensa a Comuni del Sud come quello di S. Marco, dove la fuga forzata e l’emarginazione dei giovani rendono vano qualsiasi sforzo tendente ad arrestare il degrado socio-economico della nostra sempre più periferica realtà cittadina, ci si rende conto che solo la soluzione dei problemi giovanili può assicurare un futuro dignitoso a questi stessi Comuni.
Ecco allora la necessità, anche in una zona depressa e marginale come la nostra, che la politica degli enti locali territoriali guardi con attenzione alla complessa e difficile condizione giovanile.
Le interviste fatte ai giovani, oltre al simpatico ma a lungo andare anche noioso struscio sul viale del “ventisette”, mettono in evidenza quelli che sono i problemi, i bisogni e i desideri dei giovani di S. Marco a cominciare da quello che significa essere uno dei mille iscritti disoccupati del Collocamento o uno dei tanti giovani che svolgono “lavoro nero” anche presso imprese che, magari a trattativa privata, hanno in appalto importanti opere pubbliche o presso ditte, non si sa perché di Lucera e di Milano, che già in parte gestiscono i servizi di pulizia e mensa del nostro Ospedale.
Notevole peso hanno pure le denunce fatte su altre questioni che caratterizzano la condizione materiale ed esistenziale dei giovani sammarchesi: la mancanza di spazi di aggregazione sociale, culturale e sportiva che costringe i giovani ad uscire da S. Marco anche per andare al cinema o in discoteca, l'inesistenza di corsi professionali della Regione, l'inadeguatezza delle strutture scolastiche per l'IPSIA e il Liceo Scientifico e, infine, i preoccupanti fenomeni di devianza sociale di cui sono protagoniste le fasce giovanili più povere.
Certo, non è con la sola attività degli enti locali che si possono risolvere i problemi giovanili. Ma, in particolare, il Comune può essere, con tutti i limiti istituzionali e finanziari, un importante punto di riferimento, soprattutto per quei giovani che hanno voglia di impegnarsi e di promuovere iniziative occupazionali, culturali, musicali, sportive.
A S. Marco, in questi anni di stagnazione dell’iniziativa privata e di instabilità politico-amministrativa, sono stati i giovani ad organizzarsi e a tentare di proporre nuove attività sociali e di lavoro.
Un esempio concreto è dato dalle cooperative giovanili: la “zappalavigna” con l’allevamento di conigli, la “nuovi servizi” con il programma di interventi a favore degli anziani e degli inabili, la “progetto infanzia” con le iniziative nel settore dei minori, la “edil-samrnarchese” che ha messo insieme giovani operai edili e muratori, e poi le altre cooperative del settore agricolo.
Ed è proprio per sostenere e valorizzare questo tipo di attività che si propone, con la mozione presentata al Consiglio Comunale e che pubblichiamo in altra parte del giornale, di destinare un apposito capitolo di spesa del bilancio comunale 1988 a interventi straordinari sulle problematiche giovanili.
Sia per la gravità dei problemi giovanili e sia per la necessità di utilizzare e non mortificare la “risorsa giovani” a S. Marco, la concretizzazione di tale proposta non è più rinviabile ad un futuro, sempre più improbabile, di migliori condizioni delle finanze locali.
Lo stanziamento di un minimo di risorse finanziarie sin dal prossimo bilancio comunale sarebbe un segno di disponibilità verso i giovani e darebbe senso e sostanza all’attuazione di quanto previsto nello stesso programma dell’attuale Amministrazione Comunale, la quale, con la costituzione di una Consulta Giovanile e di uno specifico assessorato che segua le questioni giovanili, mira ad offrire occasioni di partecipazione e di rappresentanza istituzionale all'universo giovanile locale.
Forse, anzi sicuramente, tali iniziative sono ben poco rispetto ai bisogni che esprimono i giovani, ma esse serviranno, comunque, per dare maggiore consapevolezza ai giovani stessi della forza vitale delle loro ragioni di ribellione, e non di rassegnazione, ad una situazione sociale e politica che, insieme a loro, emargina intere zone del Meridione, soprattutto quelle interne e di montagna come S. Marco.
Emanuele Leggieri