E per tetto l'autobus numero 22 - Prezzi delle case alle stelle. Traffico impossibile. Scuole strapiene. Aria e acqua inquinate...

di Lorenzo Soria - da Los Angeles
Da 'L'Espresso' del 21.12.2000

Menlo Park, California. È notte fonda e a bordo del 22, l'unico autobus in circolazione 24 ore al giorno, ci sono una dozzina di passeggeri. Passa davanti ai palazzi opulenti della Sun, della Oracle, della 3-Com e di altre aziende che hanno cambiato il mondo e generato migliaia di milionari in dollari e sfiora ville circondate da imponenti colonne e dove le Mercedes giardinetta sono le macchine della baby-sitter. Nel percorso tra San José e Menlo Park il mezzo fa fermate a Sunnyvale, Santa Clara, Palo Alto e in altre comunità il cui nome è entrato nella leggenda di Silicon Valley, ma nessuno lascia il proprio sedile. Dopo circa due ore, il 22 fa ritorno alla base e molti dei suoi passeggeri scendono solo per risalire sul prossimo autobus in partenza, ricominciando daccapo.
Ispettori dell'azienda dei trasporti? Nottambuli con una singolare ossessione per i mezzi pubblici? In realtà, anche questa notte a bordo del 22 c'è un'umanità varia quanto normale. Il cassiere di un ristorante fast food. Una giovane salvadoregna che fa le pulizie. Un giardiniere. Ma i loro impieghi molto poco high-tech pagano cifre ben lontane dal poter consentire un affitto e così, comprato un biglietto che con tre dollari al giorno permette l'uso illimitato dei veicoli pubblici, il 22 è diventato il loro hotel mobile.
La Silicon Valley rappresenta un modello di sviluppo economico studiato, invidiato e imitato nel resto del mondo. È il bacino imprenditoriale e creativo che ha dato avvio alla rivoluzione digitale. È un lembo di terra che ha generato ricchezze sproporzionate, dove il reddito medio delle famiglie assomma a ben 87 mila dollari, i milionari (sempre in dollari) sono oltre 17 mila e i teenagers usano le aule dei licei per scambiarsi dritte per la compravendita dei titoli. Ma se molti la descrivono come il Paradiso in Terra, la Silicon Valley offre anche un volto non proprio idilliaco. C'è un divario tra ricchi e poveri da Terzo mondo. E mentre continuano ad affluire da ogni parte del globo camerieri, ingegneri, imprenditori e avventurieri convinti di avere scoperto l'Eldorado dell'era moderna, i problemi si accumulano. Il traffico impossibile. Le scuole che straripano. L'aria e l'acqua inquinate. 'Eccoci nel cuore della New Economy', spiega Amy Dean, che come direttrice del South Bay Labor Council coordina le oganizzazioni sindacali che operano nella valle,

'ma quello che trovi è in realtà un luogo di trasformazione economica senza precedenti che ignora le istituzioni e ha dimenticato i valori della nostra comunità'.

Una famiglia per stanza.
Non è che i poveri qui guadagnino di meno che nel resto degli Usa, anzi. Con la disoccupazione appena al di sopra dell'1 per cento, un tasso che gli economisti ritenevano impossibile, anche i giardinieri e le donne delle pulizie che passano la notte sul 22 portano a casa più soldi che altrove. Ma con i nuovi ricchi 'dotcom' impegnati in aste per strapparsi le ville sul mercato a botte di milioni di dollari, con il prezzo medio di una casa che ha toccato la cifra di 430 mila dollari (più del doppio del costo medio nel resto degli Usa) e con niente in affitto al di sotto dei 1.500 dollari al mese, molti appartamenti accolgono ormai non un individuo, ma una famiglia per stanza. C'è chi vive nei garage, chi divide divani letto con sconosciuti che lavorano in turni diversi. Anche i poliziotti, gli insegnanti, i vigili del fuoco e altri lavoratori che forniscono servizi essenziali per il benessere delle loro comunità si trovano spesso forzati a cercare casa a due ore di distanza. 'Pensavo di avere una professione onorevole', spiega Anne Bryant, maestra in una scuola elementare nei sobborghi di San Jose che guadagna 37 mila dollari l'anno e che ha trovato un tetto solo grazie alle sovvenzioni del Comune: 'Che tristezza realizzare che sono invece a un livello che mi qualifica per l'assistenza pubblica'. Si lamentano persino i medici. Nell'ultima newsletter dello Stanford University Medical Center, il dottor Martin Bonk, presidente del centro, ha spiegato ai colleghi che sta diventando sempre più difficile 'mantenere le nostre famiglie'.
Ma la qualità della vita sta peggiorando anche per i Larry Ellison, gli Steve Jobs, i John Chambers e gli altri magnati che hanno creato e alimentato il miracolo. Uno dei problemi più evidenti è il traffico. All'inizio dello scorso decennio per andare da San Francisco a San Jose occorrevano circa 40 minuti. E un recente rapporto di un'organizzazione chiamata Silicon Valley Toxics Coalition ha elencato la presenza di preoccupanti livelli di sostanze contaminanti come piombo, mercurio e arsenico. Mentre i problemi si accumulano, il bacino economico all'epicentro della New Economy e della rivoluzione digitale si ritrova senza strumenti per rispondere con le appropriate contromisure. Questa è la valle degli spiriti indipendenti e ribelli, anche se alcuni imprenditori più illuminati hanno creato organizzazioni come il Silicon Valley Network e Manufacturing Group, che assieme con i leader delle comunità locali stanno cercando dei rimedi. Discutono la necessità di investire nei trasporti pubblici. Cercano fondi per appoggiare le strutture edilizie pubbliche. Hanno anche puntato il dito contro l' "outsourcing", la pratica di girare ai cottimisti alcune funzioni come l'assemblaggio di parti di computer per compensi che rendono impossibile il sogno di un tetto sotto il quale trovare riparo. I loro moniti non hanno tuttavia trovato molto ascolto e Carl Guardino, presidente del Manufacturing Group, è pessimista.

'Stiamo pensando ai prossimi 25 anni, ma troppi datori di lavoro sono disinteressati alla nostra prospettiva', sostiene: 'Pensano solo ai risultati del prossimo trimestre'.