Bob Metcalfe, dell'Idg, analizza il futuro del Web: come cambiarà la divisione del potere, e la vita della gente.
I numeri degli utenti, la cultura aziendale e il ritardo che l'Europa sta accumulando: dalle cifre alle analisi nell'intervista esclusiva trasmessa il 4 dicembre

In qualità di ricercatore e consulente dell'International Data Group, può riferirci i dati relativi all'utenza di Internet?

Una delle questioni relative ad Internet in questo momento consiste nella relatività dei 'numeri': sulla quantità di utenti di Internet i numeri sono diversi a seconda della persona a cui si pone tale domanda. Se si considerano gli utenti totali di Internet, il numero direi che si aggira intorno ai 50 milioni; ci sono stime che si aggirano, però, intorno ai 100 milioni; se poi ci limitiamo alle persone che usano il web il numero può scendere a cinque o dieci milioni, a seconda del punto di vista dal quale lo si guarda. I dati, dunque, non sono certi. Quello che è certo, è che, qualunque sia il numero, esso crescerà: raddoppia ogni anno.
La crescita continua, ma le affermazioni su quanto essa sia grande sono piuttosto speculative. Io, ripeto, stimerei un numero di circa 50 milioni di persone in tutto il mondo. Anche la previsione per l'anno 2000 ritengo sia altamente speculativa: va dai 150 milioni ai 250 milioni, sempre a seconda delle persone a cui si chiede. Il numero che utilizzo per la pianificazione del lavoro è di 200 milioni, ma non baserei un piano d'affari su un ipotesi di lavoro, poiché nel lasso di tempo che intercorre tra i nostri giorni e il 2000 il numero dell'utenza Internet potrebbe variare notevolmente.

L'Idg ha recentemente svolto delle ricerche per capire quali sono i paesi più interessati allo sviluppo di Internet e all'uso del network. Quali sono i risultati?

L'Idg crede che Internet sia molto importante, ma voleva cercare di capire cosa pensassero gli utenti di molti paesi, in particolare gli utenti che usano la rete per ragioni di affari. Da questa ricerca sono emerse enormi variazioni di interesse fra le imprese, fra i paesi, fra le industrie, intorno all'idea di Internet. Una delle teorie sottintese di questi dati è che le persone che investono in Internet tendono ad essere vincenti, mentre chi è riluttante a questa innovazione tecnologica rischia di essere perdente: le piccole imprese che investono in Internet potrebbero fare un balzo rispetto ai loro competitori! Nell'inchiesta sono state coinvolte 11 mila imprese diverse e di dimensioni differenti, sparse in diversi paesi e regioni del mondo. A queste imprese è stato chiesto: 'Pensate che Internet abbia una parte importante nella vostra strategia di affari?'
Guardando i dati raccolti regione per regione, in ordine vengono L'Asia del Pacifico (non considerando il Giappone), poi gli Stati Uniti ed infine l'Europa. La regione in cui si pensa che Internet sia l'elemento più importante per il futuro non sono gli Stati Uniti, come si potrebbe facilmente pensare, ma l'Asia del Pacifico, in cui il 52 per cento degli intervistati ha risposto che Internet è la chiave del futuro. Il Giappone e gli Usa hanno dato un risultato simile: circa il 30 per cento ha affermato che Internet è importante per la strategia del proprio futuro. Un dato che a mio avviso dovrebbe preoccupare gli europei è che la percentuale delle risposte positive, in Europa, è del 16 per cento: la metà rispetto agli Stati Uniti. Se non si pensa che Internet sia importante, ciò non costituisce in sé un problema. Ma se, come me o l'Idg, si pensa che esso sia importante, allora i dati che abbiamo raccolto sono preoccupanti, perché indicano che l'Europa non sta impiegando Internet sufficientemente, e, quindi sarà meno competitiva negli anni a venire, nell'era dell'informazione.

Pensa che questo problema sia causato da una situazione di monopolio o forse è implicito all'atteggiamento della cultura europea che guarda alle nuove tecnologie con lentezza rispetto agli altri paesi?

Se si cercasse una ragione rispetto al problema del ritardo europeo, forse ha a che fare con i costi delle telecomunicazioni. Negli Stati Uniti il mio compito è di lamentarmi dei monopoli telefonici e di quanto essi caricano i costi per l'ampiezza di banda digitale ad alta velocità: circa dieci volte di troppo. E mi rendo conto che in Europa il problema è molto peggiore, poiché i monopoli, in Europa, sono molto più forti che negli Stati Uniti. Noi abbiamo una situazione competitiva maggiore, senz'altro, grazie alla quale i costi si sono mantenuti più bassi. In Europa, viceversa, i costi delle telecomunicazioni sono ancora molto alti proprio a causa dei monopoli che li regolano.

Tornando alla ricerca svolta dall'Idg, quale tipo di attività del net è considerata più importante?

L'uso più diffuso di Internet, e che, pertanto, è considerato molto importante, è l'e-mail: i messaggi elettronici diretti. Ma proprio dietro alla posta elettronica, e prossimo a sorpassarla, si trova l'accesso al web. L'accesso al web, però, richiede una maggiore ampiezza di banda; attraverso un modem lento, dunque, si può usare l'e-mail facilmente, ma è piuttosto difficile navigare attraverso il web al tipo di ampiezza di banda di un dial-up modem: è costoso e lento. Certamente, l'accesso al web è l'accesso degli utenti che navigano sul web per divertimento o dei consumatori che lo usano per fare shopping. Poi, ci sono anche gli utenti che usano il web per svolgere affari i quali sono, probabilmente, dominanti; si tratta di un commercio business-to-business.

Il web ed Intranet cambiano la cultura imprenditoriale. Può desciverci il fenomeno?

I miei lettori sono persone del sistema di informazione americano. Ed io ho visto un incredibile, improvviso cambiamento negli ultimi due o tre anni sul modo di spendere il denaro in relazione agli acquisti ai quali sono interessati. Certamente Internet è 'caldo' e, negli Stati Uniti, moltissime società hanno un sito web. La maggior parte degli investimenti delle imprese sono stati diretti all'acquisto di nuovi sistemi di informazione ed alla loro costruzione per le imprese, per cui esse, ora, sono tutte basate sul web; questa è la ragione per cui il Netscape è venuto fuori dal nulla e per la quale la Microsoft si è mossa puntualmente nel business di Internet, così come molte altre imprese. Questi sistemi web esistono da due o tre anni, e i cambiamenti culturali nelle imprese sono piuttosto forti. Il web prende i dati aziendali ai quali prima si poteva accedere solo da appositi terminali, e attraverso orribili interfacce. Ora, improvvisamente, chiunque sia autorizzato, nell'impresa, può accedere liberamente a questi dati e guardarli attraverso dei grafici.
Il numero di informazioni che circola è molto più alto di quanto non lo fosse prima dell'uso del web, e la cultura è più aperta perché le persone hanno più accesso alle informazioni aziendali. Uno degli esempi più importanti di cambiamento all'interno di un'azienda sono i manuali del personale: quando si lavora per una grande società americana, vengono consegnati dei manuali che indicano quali sono i giorni di vacanza delle persone che lavorano nell'azienda, quali sono le proprie indennità, qual è il salario; dunque si può andare a leggere un manuale relativo alle persone che lavorano nell'impresa. Questi manuali sono stati inseriti nel web e quello che è stato notato è che la gente legge molto di più i manuali del personale; non solo: i cambiamenti che vengono apportati sono immediatamente a disposizione di tutti, non è necessario spedire nuove copie del manuale, ma è sufficiente che, per e-mail, si comunichi alle persone che c'è una nuova pagina nel manuale degli impiegati, per esempio relativo alle vacanze. Si può guardare, dunque, e vedere il nuovo regolamento relativo alle vacanze. Da questo esempio si può notare che uno dei modi in cui la cultura dell'impresa è stata cambiata dal web in generale è che c'è molta più informazione interna disponibile.

Si tratta di un processo di democratizzazione. Ma la tradizione in Europa è quella di pensare che l'informazione sia potere. Cosa ne è della gerarchia, allora, se un grande cambiamento culturale vuol dire 'aprire' l'informazione, e dunque il potere?

L'informazione è potere anche negli Stati Uniti. Ma la teoria è che se si dà il potere ad un numero maggiore di persone, si rendono più persone potenti, e la propria compagnia, in questa direzione, andrà migliorando. Quando le imprese statunitensi sono in competizione si rivela una buona strategia di business quella di dare il potere alle persone: il fatto di offrire maggiori informazioni agli impiegati li rende più efficienti, e tale efficienza rende l'impresa più competitiva. L'impresa vince. Chiunque nasconda informazioni per mantenere il potere è in pericolo, perché l'impresa rischia di non competere molto bene, perché le persone sulle quali si potrebbe fare affidamento per dare aiuto all'azienda non possiedono le informazioni di cui hanno bisogno per svolgere il loro lavoro. L'informazione è potere, e si può concedere questo potere, in ogni caso; non si può dire che dando più potere a qualcuno si diventa meno potenti. Quando fornisco un'informazione, io ho ancora il potere. Di conseguenza, offrendo l'informazione, dal punto di vista aziendale il potere si moltiplica.

Molti dibattiti si sono svolti sulla globalizzazione dell'economia. Tale globalizzazione sarà costruita sul mercato di Internet? Il mercato virtuale sarà un mercato reale?

I governi sono veramente preoccupati di questo, poiché stanno osservando che Internet abbatte le frontiere, si possono avere informazioni da qualunque luogo, si possono vendere informazioni e servizi attraverso il net. I governi sono preoccupati per le tasse, poiché la possibilità di tassare è limitata da Internet. Credo che Internet aiuterà nella generale evoluzione del potere, nella distribuzione del potere al di fuori dei governi centrali. Ora che la Guerra Fredda è finita ed ora che ci troviamo nell'epoca dell'informazione, penso che assisteremo ad un declino dei governi con la conseguente diminuzione del loro potere. Ciò è assolutamente positivo. E' positivo per tutti, eccetto che per le persone che gestiscono i governi; a loro, naturalmente, ciò non piacerà. Negli Stati Uniti, le persone che stanno costruendo il net stanno combattendo con il governo e credo che Internet stia vincendo. Il governo sta trovando molte difficoltà nel cercare di bloccare il naturale sviluppo di Internet.

Lei crede nella fusione delle Smart Communities di livelli diversi, non solo quelle locali: negli affari, nell'educazione, nell'aministrazione, nella città. Lei pensa che Internet possa connettere delle persone che agiscono insieme?

Sì, certamente. La comunità è, probabilmente, la parola che descrive quello che Internet crea, sebbene in molti modi. Noi ci stiamo rendendo conto che nelle piccole comunità come nelle piccole città - io vivo in una piccola città nel Maine eppure noi siamo nel net - le attività stesse del luogo, come la commissione di pianificazione o la commissione del turismo o la commissione di consultazione, sono migliorate attraverso il network. Esistono, poi, le comunità di interesse, persone che hanno degli hobbies o sono particolarmente interessate alla navigazione, oppure sono interessati alla politica, o alla storia: il net consente loro di trovare altre persone interessate agli stessi argomenti. Si stanno formando, dunque, queste comunità orientate da interessi comuni; esse non sono 'costrette' dalla geografia, poiché si possono avere degli amici interessati alla storia che vivono in paesi diversi e si può essere parte di un gruppo di discussione in una comunità di interesse on line.

Infatti, le persone sono state attratte dal network per comunicare con gli altri. Fino a questo momento si è verificata una sorta di anarchia nel network. Ma ora, con il web, con la push technology, con il commercio elettronico, lei pensa che il tipo di vita nel cyberspazio cambierà radicalmente?

Internet è fuggito dalle sue origini, ora ha una vita propria. Le persone che hanno costruito Internet erano solo degli utenti che la controllavano, ma ora ne hanno perso il controllo. C'è tuttora un forte elemento di anarchia, e Internet tende a resistere, le persone su Internet tendono a resistere ai tentativi di renderla meno anarchica. Io noto una specie di salubrità in tutto questo, 'democratizzazione' potrebbe essere un bel termine per descrivere tutto quello che sta accadendo su Internet. I governi stanno combattendo contro tale libertà. C'è stato un recente tentativo, negli Stati Uniti, per restringere il discorso su Internet, per impedire alla gente di parlare liberamente. Era stata anche approvata una legge per mantenere moderate le conversazioni su Internet. Questa legge veniva chiamata Communications Decency Act.
Per fortuna negli Usa abbiamo una costituzione in base alla quale si può dire tutto quello che si vuole: libertà di parola. E la Corte Suprema ha abrogato la legge su Internet; è stato detto che il governo non ha il diritto di limitare l'espressione del pensiero su Internet. Il caso di cui la Corte si è occupata è iniziato perché c'è stato un attacco da parte del governo nei confronti di Internet per cercare di ridurre l'anarchia e controllare quello che veniva detto, ma le forze di libertà di Internet hanno fatto ricordare che la Costituzione degli Stati Uniti protegge l'espressione del pensiero anche su Internet.

Ho l'impressione che ciò che cambierà Internet saranno gli investimenti massicci e la presenza dell'industria, e non i governi. Le industrie vogliono fare di Internet un grande spazio di lavoro. Per questa ragione, forse, nel prossimo anno ci sarà uno scontro fra i navigatori di Internet e l'atteggiamento dell'industria. Cosa pensa in proposito?

Ci sono molte persone che si preoccupano che l'industria si 'prenda' Internet. Io non sono preoccupato di questo. Credo, tuttavia, che i grandi affari stiano adottando Internet e saranno su Internet; un grande affare è grande solo perché molte persone scelgono, almeno negli Stati Uniti, di fare quell'affare; un affare è grande se così è valutato dalla gente. Se c'è libertà scelta, se ci sono alternative, l'idea di un grande business non mi spaventa affatto. Altre persone potrebbero aver ragione a sospettare che se le grandi imprese adotteranno Internet, in qualche modo la controlleranno: controlleranno i suoi contenuti, e saranno una forza oppressiva. Io, però, sono più ottimista, i grandi affari sono benvenuti su Internet: essa fa molte cose positive per la gente. Credo che l'effetto del net sarà un aumento del numero dei partecipanti e dell'attività economica.

Quali sono i prossimi apporti nella tecnologia di Internet, e quali i traguardi più importanti?

Delle molte tecnologie quella che viene in mente è il denaro: il denaro è una tecnologia che è stata inventata in Italia 2000 o 3000 anni fa, fin dalle monete romane. Si tratta di una vecchia tecnologia che sostituiva lo scambio di merci. Su Internet il denaro si sta inventando di nuovo, adesso, e il grande business lo sta verificando. Facendo un po' di attenzione, il denaro che verrà inventato aiuterà tutti, poiché sulla sua utilità non ci sono dubbi. Si andrà in questa direzione se si tratterà del tipo giusto di denaro, e per tipo giusto intendo dire che molte transazioni che andranno sul net saranno molto modeste, molto più piccole di quelle della nostra vita di tutti i giorni. Negli Stati Uniti abbiamo i pennies (monete da 1 centesimo), nickels (monete da 5 centesimi), dimes (da 10 centesimi) e quarters (da un quarto di dollaro), che non usiamo praticamente più, sono troppo piccole. Ma in rete possiamo immaginare delle transazioni per l'ammontare di mezzo centesimo o di un decimo di centesimo, e comunque cifre dell'ordine di centesimi, perché in rete questo è possibile: possiamo avere denaro elettronico in unità veramente piccole.
Prendiamo per esempio il caso dell'articolo che scrivo settimanalmente. Ebbene, in questo momento l'articolo viene comprato grazie alla pubblicità. Coloro che fanno pubblicità nel mio giornale pensano che i lettori del mio articolo facciano parte di una fascia sociale benestante e sono quindi ansiosi di collocarvi la loro pubblicità, grazie alla quale il mio articolo può essere letto gratuitamente dalla gente. Ma che cosa succederebbe se volessi scrivere su temi che interessano persone che non rappresentano un buon investimento pubblicitario, come verrebbe sostenuto il mio articolo? L'articolo che scriverei potrebbe essere letto da chiunque per mezzo centesimo. Fatti i dovuti calcoli, se un milione di persone leggesse il mio articolo io riceverei un milione di mezzi centesimi per finanziare i miei scritti. Questa è una risposta alla sua domanda: denaro, microdenaro. Il microdenaro, come viene chiamato questo sistema di micropagamenti di quantità piccolissime di denaro, è una nuova tecnologia che avrà un effetto incredibile proprio perché non è mai stata sperimentata prima. Da noi non esistono più le monete da mezzo centesimo.

Ascoltare un pezzo musicale sarà possibile per un centesimo di centesimo...

La proprietà di tipo intellettuale come la musica, le opere e gli scritti di ogni tipo, rappresenterà una fetta sempre maggiore della nostra economia. E ciò sarà sempre più vero man mano che ci allontaniamo da un tipo di economia basata su prodotti agricoli, prodotti industriali o servizi, per andare verso un'economia basata su prodotti come film, opere letterarie o poesie: prodotti intellettuali, insomma, che potrebbero avere prezzi molto ridotti. Proprio perché non ci si può permettere di leggere un poema per 100 dollari, nessuno lo potrà comprare, ma se si trovasse un mercato che permettesse di addebitare solo una piccolissima somma per il poema, nascerebbero i presupposti per un fiorire di opportunità di vendita di prodotti creativi.

Quali sono, in questa prospettiva, i prossimi traguardi della tecnologia per la rete?

L'enorme sforzo per velocizzare la rete esplicita l'esigenza di migliorare i canali, intendo i principali canali di informazioni, nel cuore della rete, affinché essi divengano sempre più veloci nella trasmissione dell'informazione stessa. Nonostante siano stati utilizzati, fino a questo momento, circuiti capaci di trasmettere 1 milione di bit per secondo, ora, il flusso di informazioni tipico per la rete funziona all'incirca a 45 milioni di bit al secondo. La prossima generazione supporterà 155 megabit al secondo, e dopo qualche mese questi canali saranno in grado di trasmettere alla velocità di 2.4 gigabit al secondo, ossia 2.4 miliardi di bit al secondo.

Tutto ciò tramite fibre ottiche?

Tutto ciò che ora riguarda l'asse principale, la spina dorsale della rete, sono le fibre ottiche. Questo asse sta diventando sempre più veloce, i canali necessari al trasporto dei dati attraverso i circuiti sono sempre più veloci. La strettoia, ed anche qui ci sono notevoli miglioramenti, è situata tra la casa, ad esempio, e l'Internet provider o la compagnia telefonica. E' quello che viene chiamato sia 'il primo miglio' o 'l'ultimo miglio' tra l'utente e la compagnia telefonica: questo tratto è il 'collo di bottiglia'. E' opinione generale il fatto che anche nei prossimi 5 anni la maggioranza degli utilizzatori della rete dovranno impiegare il modem sulla rete telefonica per poter accedere ad Internet. Il modem è, in effetti, un metodo orribile di usare Internet: è troppo lento. Lei saprà che, molto probabilmente nei prossimi 5 anni, vedremo modem che funzioneranno a 64.000 bit al secondo, sempre comunque troppo lenti per alcuni tipi di dati...non si possono trasmettere immagini televisive a 64.000 bit al secondo! Si può, con grande difficoltà, trasportare la voce a tale velocità su Internet. Il passaggio della televisione sulla rete o della telefonia su Internet dovrà attendere che i circuiti locali si velocizzino. Posso dire che oggi, negli Stati Uniti, la gente potrebbe usufruire di 1 milione di bit al secondo tra la casa ed il centro telefonico. Questa velocità, per ora, sarebbe ampiamente sufficiente, eppure non si dispone di 1 milione di bit per secondo, ma solo di 28.000, 33.000, o 56.000 bit al secondo: una trasmissione comunque troppo lenta.

Qual è la sua impressione a proposito della sovrapposizione tra TV ed Internet attraverso i provider via cavo, oppure tramite la televisione web: ci sarà un assorbimento della TV via Internet, oppure essi rimarranno due mezzi di comunicazione diversi e separati e non si uniranno mai?

Si uniranno molto lentamente ed in modalità diverse. Il trasporto di Internet attraverso le reti televisive esiste: utilizzando un modem via cavo, per esempio, si potrebbe avere il proprio Pc collegato al modem e usare Internet sulla rete televisiva. Ma questo è diverso dall'avere, invece, la televisione su Internet: il fatto di ricevere dei video su Internet è totalmente diverso dal poter avere Internet sulla rete televisiva. Come è possibile trasportare immagini video televisive su Internet e come si può trasportare Internet attraverso le reti televisive come le reti via cavo? Ebbene: la Tv web non si serve della rete televisiva, ma essa utilizza la rete telefonica per far arrivare Internet sulla tua televisione. Questa è una terza modalità di fusione di media: usare la rete telefonica per ricevere Internet sul televisore senza neanche utilizzare la rete televisiva. Si può avere quindi: la televisione sulla rete Internet, oppure Internet sulla rete televisiva, o ancora avere Internet sul televisore di casa. Sono, queste, tre modalità di fusione diverse che stanno avendo luogo proprio adesso. Ci vorranno decenni prima della fusione della televisione con Internet, quando, cioè, essi saranno mezzi indistinti.

a cura della redazione di Mediamente
22 dicembre 1997