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Note di toponomastica sammarchese tra mito e storia

Il massiccio del Gargano visto pianura venendo da nord
Il massiccio del Gargano visto pianura venendo da nord
Ho sott'occhio un libretto di Matteo Ciavarella "Fra orti e mugnali" (NOTA 1). E’ un elenco delle strade di S. Marco in Lamis, ciascuna corredata della sua cronistoria.
Precede un buon compendio storico del paese ed una prefazione del Tusianib_250_0_16777215_01_images_vittorio-de-filippis_strade_tooltips_tusiani_500.jpg. E’ un bel libro. Ne ho scorso le pagine ed alcune strade mi hanno parlato: le strade raccontano a chi le ha percorse nella prima infanzia, le ha riviste nell'età matura, le ricorda - ed ha scoperto di amarle - nell'età avanzata, con la nostalgia del vecchio emigranteb_250_0_16777215_01_images_vittorio-de-filippis_strade_tooltips_migranti-italiani.jpg.
Nella rubrica televisiva "Almanacco del giorno dopo" nel 1983 è piú volte presentata una voce: "Le pietre raccontano"; le strade mi parlarono molto tempo prima, me ne è buon testimone il mio amico prof. Tommaso Nardellab_250_0_16777215_01_images_vittorio-de-filippis_strade_tooltips_tommaso_nardella.jpg....
Via Carduccib_250_0_16777215_01_images_vittorio-de-filippis_strade_tooltips_strada-del-purgatorio.jpg, Via Romab_250_0_16777215_01_images_vittorio-de-filippis_strade_tooltips_via-roma-03.jpg, piazza Madonna delle Grazieb_250_0_16777215_01_images_vittorio-de-filippis_strade_tooltips_largo_piano.jpg, la Padulab_250_0_16777215_01_images_vittorio-de-filippis_strade_tooltips_la-palude.jpg, via lungo Ianab_250_0_16777215_01_images_vittorio-de-filippis_strade_tooltips_sopra-il-ponte-02.jpg, via pozzo grandeb_250_0_16777215_01_images_vittorio-de-filippis_strade_tooltips_via-pozzo-grande.jpg, via Staraleb_250_0_16777215_01_images_vittorio-de-filippis_strade_tooltips_zona-starale.jpg. Voci e sussurri, racconto antico della primitiva S. Marco. Racconto che in parte illumina tempi protostorici, in parte tempi di storia certa, ricordati da Ciavarella, a partire dal 1500-1600.
La facciata della Chiesa del Purgatorio, in Via G. Carducci già Strada del Purgatorio
La facciata della Chiesa del Purgatorio, in Via G. Carducci già Strada del Purgatorio
Dice il Ciavarella: "via Carducci... dal 1809 al 1931 aveva portato la denominazione di strada del Purgatorio, che traeva origine dalla Chiesa del Trionfo del Purgatorio fatta costruire nella prima metà del seicento dal sacerdote don Angelo Pupillo, che fu anche il fondatore della confraternita delle Anime del Purgatorio b_250_0_16777215_01_images_vittorio-de-filippis_strade_tooltips_interno-chiesa-purgatorio.jpg, riconosciuta dal sovrano nel 1777".
Ho dei dubbi: come si chiamò quella strada dal 1500-1600 al 1809? E se invece la strada si fosse già chiamata via del Purgatorio per voce popolare, dai tempi della costruzione della chiesa omonima; o se addirittura la strada si fosse già chiamata così, e la chiesa ne avesse preso il nome?
La via Carducci oggi è una strada anodina: asfaltata, in salita, stretta se si misura col metro delle strade moderne. Io la ricordo, da bambino, diversa e più significativa: la "strada del Purgatorio" mi sembrava - ed era per quei tempi - straordinariamente larga. Nella parte altab_250_0_16777215_01_images_vittorio-de-filippis_strade_tooltips_parte-superiore-via-carducci.jpg dalla "piazza di sopra" (corso Giannone) alla Chiesa era una scalinata larga di pedata e bassa di alzata, acciottolata. Ai margini aveva due marciapiedi larghi, diversamente costituiti.
Corso Matteotti, già Corso Umberto I, denominato comunemente 'chiazza di sotto'
Corso Matteotti, già Corso Umberto I, denominato comunemente 'chiazza di sotto'
Dall'altezza della Chiesa al suo sbocco nella "piazza di sotto", già "piazza seconda" ed ora corso Matteotti, la strada si restringeva, ed aveva una lieve pendenza.
Sembrava una strada fatta per contenere adunanza di popolo a monte della Chiesa e fino al sagrato, e per consentire a valle il deflusso dell'adunanza.
Vecchia immagine di inzio '900 di Via Roma
Vecchia immagine di inzio '900 di Via Roma
Via Roma
: "è una delle principali strade della città... tutt'ora indicata con la primitiva denominazione: "la strada del ponte" (da La Strada Ponte delle Grazie) così detta da un ponticello costruito, in tempi abbastanza remoti, allo scopo di permettere ai cittadini un più agevole passaggio sul torrente Iana ......" "L'antica denominazione di strada Ponte le Grazie rimase in vigore fino al 1907..." Così il Ciavarella.
Vecchia veduta dei due ponti che attraversavano il torrente Iana
Vecchia veduta dei due ponti che attraversavano il torrente Iana
All'inizio del secolo, e come la ricordo io, la "Strada del Ponte" iniziava dalla "Piazza di Sotto" (via Matteotti) e terminava al "ponte". Il ponte scavalcava il torrente quasi a metà del suo percorso urbano, e non era un ponticello: aveva la stessa larghezza della strada, era fiancheggiato da spallette. Subito dopo il ponte la strada, ed il sobborgo delle Grazie, si allargava, e le pareti laterali delle case fiancheggiavano il torrente. Ancora all'inizio del secolo anche il ponte si allargava. Qui i miei ricordi si fanno confusi; ma mi sembra che esso diventasse copertura del letto torrentizio, già divenuto scarico di acque luride e di immondizie e fortemente maleodorante; un pezzo di tombinatura ante litteram, che poi fu seguito, dopo molti anni (molti... non so quanti, ero già studente inforestierato) dalla copertura lungo tutto il percorso del torrente fino al "Puzzu ranne".
Il Largo Piano come appariva
Il Largo Piano come appariva
(Piazza) Largo delle Grazie. Dice Ciavarella: ... "la denominazione trae origine dalla chiesa dedicata a Maria SS.ma del Rosario e a Cristo Redentore, ma intesa comunemente come la Chiesa della Madonna delle Grazie. Ritenuta da qualcuno come la Chiesa più antica di S. Marco .......
Ricordo il S. Marco degli inizi del secolo, quale io lo vedevo, e lo vide il Bacchelli: appiattito sulle pendici del monte, dal rione San Giuseppe a quello dell'Addolorata e di San Berardino. Il paese era pressoché tutto lì ordinato in file di case perpendicolari all'asse della valle, le più alte di 2-3 piani verso il fondo valle, e sempre più basse lungo le strade a gradoni risalenti sul monte.
Il quartiere 'Casarinelli'
Il quartiere 'Casarinelli'
Il panorama andava visto da Casarinelli, ed io bambino lo vedevo, di giorno e di sera, da "Le Pietre" la casetta di campagna che mio padre si era fatta costruire anticipando la consuetudine del weekend ("Le Pietre" si vedono, isolata casetta sul profilo del monte, nel quadrante alto a sinistra della figura 25 della raccolta iconografica di Bonfitto e Nardella) (NOTA 2).
Da lassù io vedevo il paese distendersi ai miei piedi: linee di coppi e stradine allineate e parallele. La massa era tagliata trasversalmente dalla linea dei corsi "piazza di sopra" e "piazza di sotto", e dalla linea del torrente. Sporgevano in avanti i rioni al di qua del torrente: l'Addolorata, le Grazie, il polmone verde dei grandi platani della Villa.
Veduta aerea di S. Marco in Lamis. Era il 1972
Veduta aerea di S. Marco in Lamis. Era il 1972
L'allineamento delle strade sfalsava fra i vari dispiegamenti del paese da est ad ovest; cioè erano tutte parallele e discendevano dal piede delle "Coppeb_250_0_16777215_01_images_vittorio-de-filippis_strade_tooltips_coppe-casarinelli.jpg" (credo si chiami così il monte a nord del paese) alla "piazza di soprab_250_0_16777215_01_images_vittorio-de-filippis_strade_tooltips_corso-giannone-08-500.jpg". Quelle che dalla "piazza di sopra" raggiungono la "piazza di sottob_250_0_16777215_01_images_vittorio-de-filippis_strade_tooltips_innesto-giannone-matteotti.jpg" (da corso Giannone a via Matteottib_250_0_16777215_01_images_vittorio-de-filippis_strade_tooltips_corso-umberto-03.jpg), anch'esse parallele tra loro, non erano però allineate con le strade superiori. E così quelle, che dalla "Piazza di sotto" raggiungevano il corso del torrente, erano a loro volta parallele tra loro ma non allineate con le superiori. Specie di notte le filiere delle luci sottolineavano il caratteristico sfalsamento delle strade; io le vedevo bene dalle "Pietre".
Le uniche strade, larghe in confronto alle altre, perfettamente allineate tra loro, erano quelle del Purgatorio, del Ponte, delle Grazie.
Nel 1500, al tempo cioè della costruzione della Chiesa del Purgatorio, il paese era costituito, se ho ben compreso la ricostruzione del Ciavarella, da alcuni nuclei abitati: uno fra il "Tronob_250_0_16777215_01_images_vittorio-de-filippis_strade_tooltips_municipio-01.jpg" ed il "Purgatorio"; in basso dai rioni del "Pozzo Grandeb_250_0_16777215_01_images_vittorio-de-filippis_strade_tooltips_i-pozzi-04.jpg" e della "Paludeb_250_0_16777215_01_images_vittorio-de-filippis_strade_tooltips_mappa-palude.jpg" fino alla "strada del ponteb_250_0_16777215_01_images_vittorio-de-filippis_strade_tooltips_strada-del-ponte.jpg".