Puoi scaricare nella categoria "Nord-Sud" i "file" ri-formattati "I Mezzogiorni d'Europa", "Marcello Vittorini" e "Stignano", di Romano Starace, nella categoria dedicata a Pasquale Soccio. (Nuova finestra!) Download
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[...] Il Paolucci indica che

'Dopo Benevento la direttrice si divideva in tre direzioni. Sono le cosiddette 'Vie dell’Angelo' i percorsi che, attraverso i valichi dell’Appennino, conducono tutti al santuario di San Michele sul Gargano. Il tracciato più meridionale tocca Troia, con la sua cattedrale romanica, la più bella di tutta la Puglia. Colpisce, in quel monumento insigne, il contrasto fra rusticità ed eleganza, fra imponenza monumentale e squisita raffinatezza decorativa; bene evidente nelle porte in bronzo niellato, capolavori di arte bizantina degni di una chiesa di Costantinopoli che Oderisio da Benevento modellò all’inizio del XII secolo. Colpisce e affascina l’uso sapiente della dismisura, della iperbole; per cui il magnifico rosone traforato è incredibilmente grande e una specie di geniale asimmetria governa l’assemblaggio di motivi decorativi occidentali, bizantini, musulmani. I pellegrini che venivano dalla Lombardia e dalla Croazia, dalla Normandia e dalla Polonia, di fronte alla cattedrale di Troia capivano che un nuovo mondo meraviglioso ed incognito si apriva alla loro avventura. Ancora di più lo capivano se, percorrendo la via dell’Angelo mediana, arrivavano a Lucera. 'Lucera saracenorum' si chiamava in antico questa città.
Perché qui dove oggi c’è il castello Angioino, Federico II Hoenstaufen, l’imperatore che parlava tutte le lingue del Mediterraneo oltre al tedesco, che amava il diritto romano, i cavalli, i falconi e tutte le arti, aveva edificato una imponente fortezza-caserma per ospitarvi la sua guardia armata di mercenari musulmani. La via dell’Angelo più settentrionale da Benvenuto porta a San Severo di Puglia e da lì a San Michele Arcangelo, in vetta al Gargano. Il Gargano più affascinante è quello dell’interno carsico e boscoso, pieno di grotte di petraie e di doline alternate a pascoli, a faggete, a macchie di querce. Nei tempi antichi il Gargano era come una fortezza difesa dal suo stesso impervio isolamento, ma era anche un avamposto armato verso il Levante infido dei Greci e il Sud ostile dei musulmani. I crociati, prima di salire sulle navi che da Manfredonia, da Bari, da Brindisi o da Otranto li avrebbero portati in Libano e in Palestina, i pellegrini che si preparavano al 'pasagium ultramarinum', si fermavano in vetta al Gargano. Fin quassù salivano in preghiera, prima di partire per la guerra, i duchi longobardi, gli strateghi bizantini, i conti franchi, i baroni tedeschi. Perché tutta la Cristianità sapeva che al termine dell’Italia, in cima a una montagna alta sul mare come la prua di una nave gigantesca, c’era il Tempio dell’Angelo Guerriero'.
Antonio Paolucci, I Luoghi Santi, stupore dei pellegrini, in Roma, Gerusalemme, lungo le vie francigene del sud, pp. 20 e ss.