Puoi scaricare nella categoria "Nord-Sud" i "file" ri-formattati "I Mezzogiorni d'Europa", "Marcello Vittorini" e "Stignano", di Romano Starace, nella categoria dedicata a Pasquale Soccio. (Nuova finestra!) Download
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[...] 2. Il percorso che dal Sannio arrivava a Larino, Geronum, attraversava il Fortore e Teanum Apulum, arrivava alle falde del Gargano Occidentale per proseguire nella valle di Stignano e addentrarsi nel Gargano.

La via Claudia-Valeria e la viabilità lungo l’Adriatico; La via di Juvanum; La via Sulmo-Aequum Tuticum; La via Aufidena; Ad Pirum; La via per Atina; La via Bovianum-Larinum; La strada Aecae-Cubuletria. Con lo studio della Tabula Peutingeriana L'impressione che i tanti monasteri benedettini, sorti nel Medioevo, sul territorio molisano (parte integrante dell'antico Sannio), potessero essere collegati tra loro da una rete viaria solo parzialmente conosciuta (almeno dallo scrivente) che, con i suoi assi nord - sud ed est - ovest, metteva in comunicazione non soltanto i centri di Venafro, Isernia, Bojano, Sepino, Larino, ma anche e soprattutto questi con i Centri limitrofi e i grandi percorsi che, da Roma, raggiungevano tutto il sud: la via Latina e la via Campana che collegavano rispettivamente Roma con Capua, Roma con Corfinio, Sulmona, Alfedena e Capua e, con essi, consentivano di raggiungere il mare Tirreno e l'Adriatico; La scoperta importante che va a colmare una lacuna della Tavola Peutingeriana secondo la quale la viabilità che da Venafro conduce verso nord, 'ad Rotas', località sconosciuta (forse, secondo alcuni Autori, l'attuale Monteroduni, secondo altri, l'Abbazia di San Vincenzo al Volturno, con chiara allusione alle ruote dei mulini, che nel tratto iniziale del fiume Volturno, sorgevano numerosi lungo le sue sponde), si interrompeva in direzione dell'Appennino molisano, senza alcuna prosecuzione verso Alfedena e Sulmona. Le ricerche del prof. De Benedittis documentano, invece, la presenza di un tratto di continuità tra la strada Campana che, da Sulmona e Alfedena, passando per l'antica Abbazia di San Vincenzo al Volturno, conduceva a Capua. Questo monastero, pertanto, non veniva a trovarsi isolato ma inserito lungo un asse stradale che lo collegava con il Tirreno e l'Adriatico sia attraverso il percorso che da Isernia conduceva a Boiano e a Larino, sia attraverso il percorso che da Bojano, Sepino e Benevento conduceva fino a Brindisi: tutto ciò ne spiega l'importanza ed il ruolo strategico sul confine meridionale dell'impero carolingio. La conferma dell’esistenza di una strada che collegava Sora - Atina a Isernia passando sul versante nord del monte La Falconara, ove, nel territorio del Comune di Scapoli (IS), si trovano i resti di un antico monastero benedettino, S. Pietro ad Itrias, fondato nell' 842 d. C. La via da Sulmo a Aequum Tuticum pone diversi interrogativi. Gli itinerari in linea di massima concordano nell’indicare tra le strade romane dell’Italia centro-meridionale quella che, partendo dalla parte settentrionale di Sulmo (Corfinium per la Tab. Peut. e Interpromium per l’It. Ant.) raggiunge Aequum Tuticum passando per Aesernia e Bovianum. Questa strada con la sua prosecuzione verso Alba Fucens è stata chiamata da molti via Minucia. La denominazione si basa sui passi di Strabone (VI, 3,7), di Orazio (anche se come percorso viario alternativo) (Ep., I, 18,20: '[...] Brundisium Minuci melius via ducat an Appi' (se per andare a Brindisi sia migliore la via Minucia o la via Appia) e di Cicerone (ad Att., IX, 6,1). '[...] cohortesque sex, quae Albae fuissent, ad Curium via Minucia transisse' [le sei coorti pompeiane che erano ad Alba Fucens - Massa d’Albe (AQ) - passando per la via Minucia si unirono alle truppe dei cesariani guidate da Bivio Curione]. Questa strada è forse la via di comunicazione ricordata da Cicerone che da Aequum Tuticum conduceva a Brindisi. Il percorso della Minucia trova in Brindisi e in Beneventum i capita viarum ed attraversa il Sannio passando per Aequum Tuticum. Gianfranco De Benedettis, La provincia Samnii e la viabilità romana, Cerro al Volturno, 2010. Si deve specificare che la via Minucia era un percorso alternativo alla più famosa via Appia per coloro che da Roma volevano raggiungere il porto di Brindisi: percorrevano prima la via Latina fino alla città pentra di Venafro, poi da Isernia la via Minucia per Bojano, Sepino, Aequuum Tuticum (Ariano Irpino- località S. Eleuterio), Herdonia, Canosa, Brindisi. Gianfranco De Benedettis, La provincia Samnii e la viabilità romana, Cerro al Volturno, 2010.