Nella sezione dedicata ad Ernesto Rossi (co-autore con Altiero Spinelli del Manifesto di Ventotene del 1941 ed esecutore testamentario di Gaetano Salvemini, puoi scaricare (e leggere) 2 interventi del Nostro usciti su L'Astrolabio del 25 ottobre 1963.
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Tra vecchie e nuove forme di attività

P. Aurelio Porzio ritratto a S. Matteo sul Gargano. Fu Ministro Provinciale .
P. Aurelio Porzio ritratto a S. Matteo sul Gargano. Fu Ministro Provinciale .
Al convento S. Pasquale in Foggia, sede del Ministro provinciale, fanno capo gli uffici a carattere provinciale: Centro formazione studi - Centro vocazioni - Centro dell'Ordine Francescano Secolare - Centro missioni - Centro assistenza clarisse e Istituti d'ispirazione francescana.
Va ricordato che dal Cinquecento sino alla soppressione murattiana, sede della Curia provinciale era l'antico convento di Gesù e Maria in Foggia. Dopo detta soppressione, e sino alla fine del sec. XIX, il Ministro provinciale risiedeva nel convento della Pietà in Lucera. Con la costituzione della Provincia di S. Michele Arcangelo in Puglia (1899), la sede del Ministro è il convento di S. Pasquale in Foggia.
Per cinquant'anni questo convento era formato da otto celle fabbricate, nel 1863, a spese del nobile foggiano Matteo Barone, sul tetto della chiesa (a destra), allorché i frati Alcantarini furono sfrattati dal settecentesco convento fondato nel 1709. Il quale convento, in seguito alla soppressione, fu adibito a caserma, poi a fienile. Ridotto a ruderi, dava spettacolo delle sue rovine. Nel 1960 il Ministro provinciale p. Aurelio Porzio acquistò detti ruderi, li fece abbattere, e progettò la costruzione di un edificio per un'opera sociale. Cosa che venne attuata durante il governo del suo successore p. Rocco Schiavone (Nota 19), nel 1967: è l’Istituto Antoniano, inaugurato il 28 settembre 1968, alla presenza del Ministro generale p. Costantino Koser.
Circa la sistemazione della Curia provinciale, si pensò più volte alla costruzione di un nuovo edificio (Nota 20), ma, per una molteplicità di cause, i progetti rimasero tali. Soltanto negli anni 1950-51, sotto il governo del Ministro provinciale p. Bartolomeo Mesagna (Nota 21), l’annoso problema fu risolto e la Curia ebbe la sua sede nell'edificio costruito dalle fondamenta accanto alla chiesa di S. Pasquale.
Celebrazione della festa di San Francesco a S. Matteo - 4 ottobre 2007.
Celebrazione della festa di San Francesco a S. Matteo - 4 ottobre 2007.
Il governo della provincia, dal suo centro, suggerisce, coordina, incrementa le attività dei frati. Un lavoro vecchio e sempre nuovo è quello della cura del Terz’Ordine Francescano - ora Ordine Francescano secolare - nelle sue varie componenti e sezioni. Gli Assistenti (prima si chiamavano Commissari) danno il loro contributo di animazione e di formazione. Dalla costituzione della Provincia di S. Michele Arcangelo in Puglia si ricordano i Commissari: p. Valeriano Blasio, p. Ludovico Preta, p. Ippolito Montesano, p. Gabriele Moscarella, p. Dionisio Rendina, p. Aurelio Porzio, p. Tommaso Pagano, p. Giacomo Venditti, p. Doroteo Forte, p. Giacomo Melillo, p. Paolino Castrillo, p. Roberto Calzone, p. Angelo Marracino.
In passato i Commissari del Terz’Ordine eran anche Procuratori delle Missioni Francescane, ora le cariche sono divise, e Promotore delle Missioni è p. Mariano De Cata.
Con la crisi delle vocazioni la Provincia sentì più acuto il bisogno di organizzare, su scala provinciale, l’Opera delle Vocazioni (ora Centro Vocazionale), allo scopo di facilitare quei giovani che desiderano conoscere l'esperienza francescana. Tra i Promotori provinciali si ricordano: p. Ciro Soccio, p. Giacomo Melillo, p. Guido Laera, p. Bernardino Cataneo, p. Vittorino Iasenzaniro, p. Leonardo Di Pinto, p. Mario Di Genova.
Ciò che distingue i francescani nella loro azione è la concretezza, fatta di simpatia, povertà e velocità. Se una forma di apostolato non regge più, ne inventano un'altra più rispondente al momento storico e ai bisogni della Chiesa e della società. Si può essere francescani autentici con ogni forma di onesto lavoro.
Da circa mezzo secolo i francescani sono impegnati anche nel ministero parrocchiale. Sono affidate - pieno iure - alla Provincia monastica le parrocchie di:
1. - Gesù e Maria a Foggia (1936).
2. - S. Potito ad Ascoli Satriano (1941).
3. - S. Maria Vetere ad Andria (1944).
4. - S. Maria di S. Luca a Valenzano (1949).
5. - S. Antonio a Bari (1956).
6. - S. Bernardino a Sansevero (1958).
7. - S. Antonio a Bovino (1958).
8. - S. Maria dei Martiri a Molfetta (1959).
9. - S. Leone a Bitonto (1963).
10.- S. Pio X a Lucera (1964).
11.- S. Antonio a Foggia (1966).
12.- S. Antonio a Campobasso (1969).
13.- S. Giovanni a Campobasso (1969).
14.- S. Pasquale a Foggia (1970).
15.- S. Maria Assunta a Sepino (1974).
Parrocchie affidate - ad tempus - alla Provincia sono:
1. - B. V. M. Immacolata di Lourdes a S. Marco in Lamis.
2. - S. Andrea a Ielsi.
3. - S. Rocco a Pietravairano.
4. - S. Mercurio a Toro.
Tavoletta votiva dipinta presente nel Santuario di S. Matteo.
Tavoletta votiva dipinta presente nel Santuario di S. Matteo.
Altra forma di apostolato e nuovo campo di lavoro: nel ventennio 1952-72 sorgono in Provincia vari Istituti di assistenza sociale ai fanciulli bisognosi: Istituto S. Maria della Grazie a Ielsi - Istituto-pensionato S. Giovanni a Campobasso - Istituto Orfanelli di S. Antonio a Bari - Istituto professionale “Mater Dei” a Casacalenda - Istituto professionale a Stignano - Istituto S. Maria di S. Luca a Valenzano - Istituto S. Francesco a Monopoli - Istituto S. Francesco a Riccia - Istituto S. Maria della Vigna a Pietravairano - Istituto S. Maria di Loreto a Toro - Istituto Antoniano Prima Infanzia a Foggia.
Grazie all'impegno generoso dei frati addetti, gl'Istituti ebbero il loro momento di efficienza, ma non tutti hanno resistito alla prova di fronte a difficoltà di vario genere, non ultima quella dell'atteggiamento dello Stato, contrario all'assistenza privata. Oggi vi sono ancora quelli di Bari, Casacalenda, Foggia, Pietravairano e Valenzano, ma la tendenza della Provincia monastica è quella di abbandonare tali forme di assistenza, che richiedono mezzi adeguati e personale qualificato, mentre la Provincia si dibatte con la crisi di vocazioni.
Nel campo degli studi in questi ultimi decenni, il senso di responsabilità dei Ministri provinciali, l'impegno dei Prefetti degli studi, il lavoro dei docenti hanno contribuito a mantenere la scuola su un piano di efficienza (Nota 22). Ciò in linea generale. Scendendo al particolare non è difficile riscontrare lacune, i cui motivi vanno ricercati nella mobilità delle case di studio, nel frequente cambiamento di Lettori, nella mediocrità di alcuni insegnanti. Non sono mancate perplessità di fronte a nuove situazioni, create dall'evolversi dei tempi. Con l'istituzione da parte dello Stato, della scuola media inferiore obbligatoria (1964), per la scuola privata sorgeva un nuovo problema: mandare i ragazzi dei Collegi serafici alla scuola statale, rinunziando alla propria? Mantenere la scuola interna e mandare i ragazzi, come privatisti, agli esami di Stato? Furono tentati ambedue gli esperimenti, ma non si ottenne il risultato sperato, anzi si verificarono casi in cui buona parte degli alunni, conseguita la licenza, non ritornarono in Collegio. Poi venne la paurosa crisi delle vocazioni, i Collegi rimasero vuoti.
Vecchia foto del chiostro del convento della Pietà a Lucera.
Vecchia foto del chiostro del convento della Pietà a Lucera.
Dato il numero limitato dei chierici studenti, si pensò di concentrarli in poche case, stipulando, in tal senso, una convenzione amichevole con la Provincia minoritica di Lecce: i chierici teologi della Provincia di Puglia e Molise passarono da Manfredonia a Lecce. I chierici di liceo passarono da Lecce al convento di S. Matteo. Ma l'esperimento durò appena due anni (1968-70), la Provincia di Lecce riprese i propri studenti, la Provincia di S. Michele Arcangelo mandò i propri al convento di Madonna dei Martiri a Molfetta, con l'obbligo della frequenza della scuola del seminario regionale.
Frattanto nuove idee maturavano nelle Province francescane pugliesi. Era Presidente del Comitato Pugliese dei Superiori Maggiori il Ministro provinciale p. Angelo Marracino. In data 23 aprile 1974, Marracino annunciava l'impegno di studiare la possibilità di dar vita ad uno Studio Teologico con sede in Bari. Nel giugno dello stesso anno si passò a fatti concreti, veniva costituito uno Studio Filosofico e Teologico per la formazione di religiosi e religiose. Venne scelto, come sede, il convento dei Frati Minori Cappuccini di S. Fara di Bari, messo a disposizione dal Ministro Provinciale dei Cappuccini p. Lorenzo Invidia. Il Presidente Marracino affidò a p. Benigno Papa Cappuccino - oggi vescovo di Oppido Mamertino e Palmi - l'incarico di Preside e di Segretario dello Studio. Nello stesso tempo progettò l'affiliazione ad un Ateneo Pontificio. Cominciò l'anno acccdemico 1974-75, con 30 studenti, di cui 10 frati minori della Provincia di S. Michele Arcangelo. I professori erano 15, di cui 2 frati minori.
All'inizio dell'anno accademico 1976-77, succedeva a Marracino, come Presidente, il benedettino p. Mariano Magrassi - oggi Arcivescovo di Bari -, il quale chiese al Rettore dell'Ateneo Antoniano di Roma l'affiliazione dello Studio di S. Fara. In data 15 giugno 1978, il Rettore p. Gerardo Cardaropoli comunicava a p. Benigno Papa che la Sacra Congregazione per l'Educazione Cattolica, con decreto del 13 giugno 1978, aveva dato il suo consenso alla richiesta affiliazione. Così la vita accademica dello Studio di S. Fara si svolge sotto il controllo del Pontificio Ateneo Antoniano di Roma. Il piano degli studi è articolato in un biennio filosofico e un triennio teologico (Nota 23).
Circa la residenza dei chierici studenti, che frequentano S. Fara, il Definitorio provinciale, nel 1974, volle tentare un nuovo esperimento, dislocando i chierici nei conventi più vicini, facendosi forte della normativa dell'art. 36 degli Statuti particolari che suona così:

“i chierici per ragioni particolari possono essere inseriti in fraternità concrete vicine ai centri di studio”.

Molti in provincia non condivisero tale prassi e la norma relativa. Gli stessi chierici e i giovani aspiranti “trovarono difficoltà, stando separati in fraternità diverse, dalle quali si aspettavano oltre all'accoglienza anche un'azione formativa”. Il Capitolo provinciale del 1979 decise di concentrare gli aspiranti nel convento di Molfetta con la frequenza della scuola pubblica, e i chierici di teologia nel convento di Bitonto (dal 1981 in quello di Bitetto) con la frequenza dello Studio di S. Fara a Bari (Nota 24).
Nel Novecento frati studiosi o predicatori hanno dato alle stampe alcuni loro scritti. Tra gli autori, passati a miglior vita, si ricordano:

La copertina di una pubblicazione di p. Ludovico Vincitorio.
La copertina di una pubblicazione di p. Ludovico Vincitorio.
P. Francesco Antonio De Padova (S. Giovanni Rotondo 15 marzo 1834 - Ascoli Satriano 13 luglio 1916): Il principio etico e l'Immacolata Concezione di Maria, Ascoli 1904 - Il soprannaturale in S. Francesco d'Assisi, Roma 1910 - Cronistoria della Provincia Riformata di S. Angelo, Ariano 1894.
P. Agostino Cimino (Roccamondolfi 7 febbraio 1865 - Campobasso 14 giugno 1937): Fiori Serafici ossia vite d'insigni santi terziari, 3. ed. 1902 - Il convento di S. Maria della Vigna a Pietravairano, Porziuncola 1895 - Il conventino di S. Maria degli Angeli in Sepino, Porziuncola 1896 - Discorsi sull'Eucarestia, Napoli 1901 - Il Santo di Padova, Vicenza 1924 - Panegirici, 3. ed. Torino 1937 - (a cura) Lettere di una gentil donna olandese, Torino 1934.
P. Benedetto Spina (Colledanchise 14 gennaio 1877 - Caserta 5 agosto 1962): La divina agonia, Isernia 1919 - Gloria e misteri della Gran Madre di Dio, Larino 1920 - La Madre dei mesti, Castelmauro 1923 - La donna e la Religione, Isernia 1940.
P. Gaetano Spina (Colledanchise 12 agosto 1881 - Molfetta 16 agosto 1962): Ora di adorazione, Molfetta 1934 - La prima creatura. Stato attuale di una grande questione teologica, Molfetta 1944.
P. Ludovico Preta (Celenza sul Trigno 24 agosto 1878 - Capurso 13 marzo 1966): Storia delle Missioni Francescane in California, Sansone Street 1915.
P. Vincenzo Lovino (Ruvo di Puglia 5 giugno 1872 - Bitonto 28 febbraio 1955): La Madonna dei Martiri, Molfetta 1932.
P. Bernardino Laricchia (Capuso 28 marzo 1881 - 11 febbraio 1959): Regina Martirum Patrona Melphictensium, cenno storico del Santuario, Bitonto 1956.
P. Bonaventura Guglielmi (Polignano a Mare 12 marzo 1880 -Valenzano 29 dicembre 1956): La bomba atomica e la fine del mondo - Le tasse funerarie, questione giuridica.
P. Ezechia D'Agnessa (Ascoli Satriano 13 gennaio 1881 - Bitetto 5 aprile 1957): La mamma parla di Gesù al figlio, Bari - Necessità della Santa Messa, Bari - La Messa festiva del giovane cattolico, Torino - La Messa spiegata ai giovani, Bari - La Messa sacrificio del corpo mistico, Prima Messa dialogata per il popolo, Napoli - La Messa festiva per il fanciullo - Le undici domeniche del B. Giacomo Illirico, Palo del Colle.
P. Vincenzo Blunno (Casalnuovo Monterotaro 22 novembre 1889 - Manfredonia 7 marzo 1967): Roma (dramma), Molfetta 1939 - Brunella (romanzo), Foggia 1961.
La copertina di 'L'alma provincia' di p. Ludovico Vincitorio del 1927.
La copertina di 'L'alma provincia' di p. Ludovico Vincitorio del 1927.
P. Valentino Paglia
(S. Marco in Lamis 17 agosto 1884 - Foggia 15 luglio 1961): Sulle ali di una canzone (romanzo), Foggia 1957.
P. Dionisio Re[n]dina (S. Marco in Lamis 11 dicembre 1889 - Foggia 24 maggio 1972): Certezza unica nel mondo perduto, la Preghiera, Sant’Agata di Puglia 1959.
P. Nicola De Monte (Cagnano Varano 7 dicembre 1877 - Roma 6 dicembre 1956): La mia visita ai Luochi Santi, Lucera 1948 - Cenni storici del B. Giacomo di Bitteto - Saggio storico sul Comune di Cagnano Varano - Il Santo della pace, 3. ed., Sant'Agata di Puglia 1954.
P. Gabriele Moscarella (S. Marco in Lamis 15 maggio 1890 - Bitonto 14 novembre 1966) : Ora di adorazione per il 31 dicembre - Ora di adorazione per il Giovedì Santo, Torino 1938 - Casa del fidanzato, Palo del Colle 1935 - Il primato di Cristo nella luce dell’Immacolata, Manfredonia 1953 - Quel calunniato pomo, Napoli 1958 - Quis ut Deus? S. Michele negli splendori del simbolo, Napoli 1961 -Tradusse dal francese opuscoli di vari autori, come: L’influsso sociale di S. Elisabbetta d'Ungheria, Vicenza 1939 - L'anima di S. Chiara d'Assisi, Sant'Agata di Puglia 1953 - Contemplando una culla, Sant'Agata di Puglia 1960.
P. Ludovico Vincitorio (S. Marco in Lamis 25 marzo 1874 - Molfetta 8 luglio 1952): Il Sacro Ritiro di S. Martino in Pensilis, Lucera 1905 - Il Santuario di S. Maria dei Martiri a Molfetta, Molfetta 1913 - L'alma Provincia di S. Angelo in Puglia dei Minori Osse[r]vanti, 2. ed. Foggia 1927. Quest'ultima operetta, condotta alla buona e con scarso impegno critico, era, però, l'unico saggio di storia della Provincia Osservante di S. Angelo in Puglia, perciò il suo autore merita lode e riconoscenza.