Vi presento un buon testo scritto nel 1970 su di una rivista ciclostilata locale (Lu paponn). L'autore è Giuseppe Giuliani, del quale offriamo, in altra parte di questo web, un altro scritto. Nel pezzo si parla delle prospettive di sviluppo per Borgo Celano offerte dal nascente turismo di massa. Lo scritto è di 46 anni fa e l'auspicio (=sviluppo per il tramite del turismo) è stato fallito di grosso; forse il problema non è stato mai affrontato seriamente. Perciò parlare ancora una volta di turismo come arma di sviluppo e crescita sarebbe come sfondare una porta aperta, pestare l'acqua nel mortaio oppure 'uccidere un uomo morto'. Alla luce di quanto accaduto negli ultimi decenni viene amaramente da sorridere: gli enunciati dello scritto sono ancora validi ed attuali ma non vengono in alcun modo messi in pratica. Pare che qualcuno, prossimamente ci proverà: staremo a vedere.

Lo spazio sottostante il Belvedere di Borgo Celano in una foto del 1987
Lo spazio sottostante il Belvedere di Borgo Celano in una foto del 1987
Le statistiche parlano chiaro: le somme spese dai turisti in Italia hanno fatto salire la nostra bilancia commerciale di ben 500 miliardi di lire, di cui solo piccola parte è spesa da italiani che trascorrono le loro vacanze in una zona di mare delle nostre amene contrade.
Il nostro Gargano sta attraversando il periodo più che favorevole al suo sviluppo turistico. Gli alberghi esistenti sono insufficienti a contenere l'enorme massa di stranieri e di italiani che nel periodo estivo si riversano sul promontorio. Le acque del nostro mare non ancora inquinate, la bellezza delle nostre spiagge e il verde dei Boschi fanno della nostra terra un centro turistico di grande interesse anche internazionale.
Per gli italiani il Gargano è diventato la meta d’obbligo. Non vi è ragazza del nord Italia che non sogni di venire a trascorrere la sua luna di miele sulle nostre coste. Chi ha avuto modo di viaggiare per il Gargano nei mesi estivi, da Torre Mileto a Rodi a Peschici, Vieste, S. Nicola, Manacore, Pugnochiuso, la baia del Monaco, la baia delle Zagare e Mattinata, si è accorto che la ricettività è insufficiente ad accogliere questa massa enorme di turisti che affluisce da noi (i comuni di Peschici e di Vieste sono l'esempio più evidente di una ripresa economica nel tenore di vita, soprattutto per aver praticamente contenuto il fenomeno dell'immigrazione, e, quello che desta sorpresa, per aver richiamato nei loro paesi di origine molti emigrati).
Il Parco Avventura a Borgo Celano
Il Parco Avventura a Borgo Celano
Di questa grossa torta, fatta di lire, il nostro Gargano ha avuto la sua piccola parte, ed i paesi rivieraschi hanno saputo trarre concreto profitto del particolare momento turistico che attraversa il Promontorio.
Ed ora ci domandiamo: S. Marco in Lamis ha avuto la sua parte? E purtroppo la risposta è negativa. Da un attento esame delle statistiche del 1969 risulta che 31.233.000 stranieri hanno passato le loro vacanze in Italia, lasciando una valuta pari a 1.020 miliardi di lire contro i 308 miliardi che gli italiani spendono all'estero.
Qualche sprovveduto lettore potrebbe dirci: noi non abbiamo il mare. E noi rispondiamo che è opportuno fare molte considerazioni, alle quali far seguire quello che si potrebbe e si dovrebbe fare perché S. MARCO IN LAMIS possa finalmente inserirsi negli itinerari turistici.
Niente o quasi si è fatto perché la nostra cittadina risolvesse quelle infrastrutture inerenti a questo problema. Finora iniziative sono state prese da privati, Zingaro e Castracane, i quali hanno costruito due ottimi alberghi ristoranti. Borgo Celano, da alcuni definito giustamente, il borgo della salute, potrebbe con opportune iniziative rendere fisso il soggiorno a quei villeggianti pendolari che, di sera, vi si recano dal capoluogo e dai comuni della pianura per consumare una cena all’aria fresca dei nostri monti. Borgo Celano potrebbe cambiar volto in pochi anni, solo se si riuscisse a creare un bosco ed un parco di giochi per ragazzi. Mancano gli alberi; senza alberi non si può vivere in montagna. Durante il giorno è impossibile ai residenti uscire fuori di casa per la mancanza di ombra, refrigerio indispensabile durante le ore canicolari. Per ora i residenti sono costretti a raggiungere il boschetto dei «monaci» o la «difesa S. Matteo».
Veduta dell'antica sacrestia del vicino convento di san Matteo
Veduta dell'antica sacrestia del vicino convento di san Matteo
E manca, come dicevamo, un parco di divertimento per i bambini: ce lo hanno fatto notare molte signore, mamme e nonne di bambini che si annoiano per tante ore, perché qui non hanno il mare che li tiene «occupati». Bisognerebbe creare un parco alberato con altalene, scivolini ecc. in modo che i bimbi abbiano un luogo dove trascorrere le loro ore di svago.
La risoluzione delle infrastrutture è a buon punto; sono previsti 226 milioni per il completamento della rete idrica e la sistemazione delle strade interne.
Solo se si riesce a risolvere questi tre problemi, Borgo Celano con opportune iniziative potrà inserirsi nel contesto dello sviluppo turistico del Gargano.
Il Belvedere di Borgo Celano a San marco in Lamis
Il Belvedere di Borgo Celano a San marco in Lamis
A tutto questo bisogna aggiungere una buona propaganda per i prodotti genuini della nostra terra, che serviranno a richiamare gli appassionati della cucina sana e genuina. Anziché parlare di sagra di Borgo Celano, che di sagra non ha niente, perché non si organizza la sagra del "Pancotto"? Il Pancotto è il nostro piatto da lanciare e che certamente avrebbe la sua fortuna. Chi ha avuto la fortuna di mangiarlo ne è rimasto entusiasta e quest’anno è ritornato per mangiarne ancora. Questo piatto se è bene preparato, con le diverse erbette delle nostre «Cime», condito con l'ottimo olio del Calderoso, diventa una pietanza di gran gusto e valore proteico. Riuscendo a lanciarlo il nostro "pancotto" potrebbe figurare tra le specialità pugliesi, a cura delle Camere di Commercio di Puglia, alla prossima fiera di Milano. E questo lancio alla campionaria milanese introdurrebbe il «pancotto» fra i piatti più caratteristici della cucina italiana.
Per la prossima estate la "sagra del pancotto" potrebbe avvenire presso gli ottimi ristoranti: S. Maria di Stignano, Il Faro, El Sombrero, da Pietro e da Caterina. Si potrebbero dedicare due domeniche di luglio a questa sagra, che richiamerebbe un rilevante numero di forestieri.
Non si deve dimenticare che Borgo Celano dista dal mare appena 30 minuti di auto da Siponto e 60 minuti da Rodi e da S. Menaio. La nuova strada costruita dal Consorzio di Bonifica del Gargano in pochi minuti ci porta a Carpino e, quindi, alle porte di Rodi. Moltissimi sono quelli che preferiscono trascorrere il giorno al mare e la sera in montagna;quindi è necessario che il retroterra si adegui alle esigenze del momento, altrimenti saremo inesorabilmente tagliati fuori dal boom turistico.
Foto del chiostro cinquecentesco del vicino santuario di san Matteo
Foto del chiostro cinquecentesco del vicino santuario di san Matteo
Abbiamo inoltre tutta una tradizione di turismo religioso. Questo capitolo merita un articolo a parte. Suggeriamo solo questo: basterebbero delle opportune intese con i padri di S. Matteo per attirare nell’orbita anche questi turisti - pellegrini che si recano al Santuario. Non basta concentrare tutta l'attività turistica sulla "processione delle fracchie" per richiamare l'attenzione del turista.
In questa occasione il turista si ferma appena qualche ora e lascia sul luogo appena pochi spiccioli.
E per poter realizzare tutto ciò che noi abbiamo cercato di sensibilizzare; è estremamente necessaria la fattiva opera di uomini capaci, consci e responsabili di ciò che si può si deve fare per il nostro turismo. E' necessario, senza demagogia, lasciare il passo ai giovani capaci di prendere le opportune iniziative. Non dobbiamo aspettare che tutto ci piova fatalmente dall'alto. Dobbiamo essere noi, col nostro lavoro e con le nostre capacità ad inserirci nello sviluppo industriale (turistico) della nostra terra, la quale non ha possibilità di offrirci altre risorse, se non il turismo.
Potremmo così veramente trovare una buona occasione di lavoro per tanti lavoratori che sono costretti ad emigrare in cerca di un tozzo di pane, e conseguente smembramento di centinaia di famiglie.
Coloro che dirigono e amministrano la cosa pubblica ed i nostri circoli (turistici e culturali) sapranno prendere queste iniziative? Noi diciamo di “si”: è il nostro augurio e la nostra speranza.
Giuseppe Giuliani
Articolo tratto da “Lu Paponn'” - Settembre 1970