Questo progetto è stato inviato nel 2011 (Amministrazione del sindaco di San Marco in Lamis on. Angelo Cera), ai due amministratori del Comune di San Marco in Lamis. Non so se è stato letto e se è stato compreso. In ambedue i casi, a mio parere, la risposta è No. L'estensore del progetto è, ovviamente, emigrato con tutta la sua famiglia. Ho inserito questo ottimo testo nella sezione dedicata all'Economia, in una sottosezione che ho chiamato Sviluppo.
Il webmaster

Al Vice sindaco prof. Raffaele Fino e all’assessore alle attività Produttive prof. Leonardo Palumbo.

Illustrazione del progetto 'Agriturismo'

  1. Il contesto produttivo
    Le risorse di base del Comune di San Marco in Lamis sono date dal tessuto produttivo agricolo, dal patrimonio storico-culturale e dall’ambiente. Altre risorse, quali l’artigianato e l’industria, al momento appaiono residuali. Il settore del commercio e dei servizi sono strettamente connessi al tessuto produttivo esistente e ai bisogni fondamentali della popolazione e non vi sono specificità di grande rilevanza.
    Molti redditi sammarchesi sono tratti da attività nella Pubblica Amministrazione (insegnanti, bidelli, medici, infermieri, carabinieri, militari, ecc.), svolte parte in paese e in gran parte fuori di esso.
  1. L’idea progettuale
    Il riferimento è il tessuto produttivo agricolo dell’intero territorio. In particolare, il punto di partenza è dato dalle imprese agricole, quelle vere. Si sottolinea l’aggettivo vero perché sono in essere alcune imprese agrituristiche che sono sganciate dalla attività agricola vera e propria e si sono costituite come imprese agrituristiche ricorrendo ad artifizi.

Niente da dire sulla legittimità di tali artifizi. Però in tali imprese lo sviluppo dell’agricoltura è del tutto assente o fittizio, contravvenendo, in tal modo, allo spirito della legge sull’agriturismo. Con quest’ultimo, infatti, non vanno confuse altre attività quali la ristorazione pura e semplice e il turismo agricolo.
L’idea del progetto, invece, è incentrata sullo sviluppo dell’agricoltura, attività molto vasta nel Comune di San Marco in Lamis sia per numero di addetti che per reddito ritratto. È su di essa, infatti, che si vuole porre l’attenzione. In tal modo l’attività turistica, che verrà proposta all’interno dell’agricoltura, è una integrazione di quest’ultima che viene così sostenuta e valorizzata e non un’attività da questa avulsa.
Fatta questa doverosa premessa, si arriva subito al punto centrale della questione: si punta alla trasformazione di gran parte delle aziende agricole del territorio di San Marco in Lamis in aziende agrituristiche.
Le aziende agricole, cioè, non devono occuparsi solo di realizzare prodotti agricoli, ma di offrire la loro consumazione diretta in loco, di venderli al minuto puntando sulla valorizzazione della loro qualità. Le aziende, inoltre, devono offrire la fruizione dell’ambiente mediante il pernottamento e l’organizzazione del tempo libero e la riappropriazione della storia che ha caratterizzato il territorio dove operano.
Il trinomio che deve caratterizzare tali imprese deve essere: qualità, ambiente, cultura.

  1. Scopi del progetto
    Scopi essenziali sono: aumento dell’occupazione, qualificazione della stessa in quanto sarà necessario disporre di manodopera giovane e predisposta a recepire l’innovazione delle attività agricole (figli, nipoti, ecc.), diffusione della cultura locale, freno dell’abbandono del territorio e miglioramento dello stesso.
  1. A chi si rivolge il progetto
    Il progetto è rivolto a tutte le aziende agricole del Comune. Naturalmente, però, in primo luogo è rivolto agli Amministratori del Comune che devono essere il motore dell’iniziativa e devono agire non da soli, ma come squadra. Infatti, il progetto abbraccia diversi settori: quello agricolo, quello urbanistico, quello storico-culturale.
  1. Le principali attività possibili in un’azienda agrituristica
    Va subito chiarito che le attività aggiuntive a quella agricola sono attività che vanno ad integrazione della prima e non a sostituzione di essa. Il reddito finale che deve essere ricavato dall’attività agrituristica, in prevalenza, deve essere dato dall’agricoltura.

Come attività turistiche, ad integrazione di quella agricola, ci si può muovere su tre direttrici principali. Può essere praticata una sola attività o tutte quelle previste dalla legge. Le direttrici sono:

  • Ristorazione
    Si può offrire da mangiare sia prodotti aziendali che prodotti non aziendali. È la legge che ne stabilisce i limiti e ad essa si rimanda.
  • Pernottamento
    Può avvenire sia in costruzioni edili che in campeggi appositamente predisposti.
  • Organizzazione del tempo libero
    Le attività da poter svolgere sono numerose: si va dallo sport, al teatro, alle escursioni, ai corsi di qualunque tipo. Rientrano in quest’ultimo aspetto i discorsi che vanno fatti a proposito della cultura locale, della illustrazione della flora e della fauna, della geologia e via dicendo.

Giusto per chiarire, si fa presente che la vendita dei prodotti è, invece, connessa all’attività agricola.

  1. Linee principali di azione
    Le linee di azione sono due: una che riguarda le imprese, l’altra che riguarda l’assistenza alle imprese che sarà offerta dal Comune.
  1. Azioni che riguardano le imprese
  • Valutazione di massima delle strutture aziendali (ad opera informale di personale messo a disposizione del Comune) per determinare le linee di intervento che le aziende intendono perseguire: tutte le azioni possibili, solo una o alcune di esse.
  • Eventuale miglioramento delle strutture aziendali.
  • Iscrizione all’albo degli operatori agrituristici.
  • Inserimento delle aziende nel portale del comune per la promozione delle attività.
  1. Azioni che riguardano il Comune
    Requisito essenziale per fare agriturismo è che le aziende interessate devono essere ubicate in zone dove, dal punto di vista urbanistico, questa attività può essere svolta. Il Comune di San Marco ha da tempo fatto una scelta saggia: ha deliberato che l’agriturismo può essere svolto in tutto il suo territorio. Pertanto, esiste il pre-requisito di base.

Le azioni che il Comune deve svolgere sono le seguenti:

  • Delega a un assessore o a un pool di assessori per seguire il progetto.
  • Coinvolgimento delle associazioni di categoria che devono far da tramite per contattare e convincere le imprese.
  • Promozione del progetto: manifesti, Internet, ecc. Convocazione delle aziende agricole, presso la Biblioteca Comunale, per la illustrazione del progetto.
  • Nomina di un esperto o di un nucleo di esperti (agronomo e architetto-ingegnere) per effettuare una valutazione di massima delle aziende che intendono dedicarsi all’agriturismo. Si deve verificare se esistono le condizioni minime per svolgere tale attività e per consigliare gli eventuali miglioramenti da apportare se queste mancano.
  • Coinvolgere, già in questa prima fase, personale dell’Ispettorato all’Agricoltura e personale della Provincia che in seguito dovranno dare i pareri per l’iscrizione all’albo degli Operatori Agrituristici.
  • Creare una rete degli operatori agrituristici per diversificare l’offerta e per integrarla. Strumenti di questa rete devono essere: un sito internet adeguato (che può essere benissimo il portale del Comune purché abbia determinate caratteristiche), incontri periodici con personale del Comune dedicato, continui contatti con le strutture provinciali e regionali di riferimento.
  • Attività di promozione delle aziende agrituristiche una volta realizzate. Strumenti saranno: sito internet, giornate dedicate, pubblicazione periodica, ecc.
  1. Percorso che un’azienda agricola deve svolgere per diventare un’azienda agrituristica attiva

L’interesse del Comune è avere sul proprio territorio aziende moderne, qualificate e in grado di produrre occupazione e reddito. Per ottenere questo mette e disposizione risorse che servono per pagare il progettista e il nucleo di esperti che devono fare la valutazione di massima e dare i suggerimenti per gli eventuali miglioramenti da apportare.
Una volta che l’azienda si dice convinta a voler intraprendere l’attività di trasformazione, essa dovrà pagare il tecnico che farà il progetto e dovrà sostenere il costo di eventuali miglioramenti. Salvo che non ci siano a disposizione fondi appositi.
Successivamente, ad iscrizione all’albo degli operatori agrituristici avvenuta, il Comune interverrà con un supporto continuo di tipo amministrativo e con un supporto di tipo promozionale.

  1. Implicazioni e difficoltà

- La trasformazione da azienda agricola ad azienda agrituristica richiede la presenza di almeno 1 operatore in grado di fare accoglienza e di illustrare agli ospiti quanto l’azienda è in grado di offrire
Questo significa che i vecchi conduttori, che difficilmente possono ottemperare a questa incombenza, almeno su questo aspetto, devono cedere il passo a personale adatto che può essere rappresentato da figli, nipoti, ecc. Questo primo passo potrebbe preludere a un passaggio nella conduzione dell’azienda.
Non sempre c’è la disponibilità, da parte delle persone anziane, a voler compiere questo passo. Il conflitto generazionale, specialmente in agricoltura, spesso è forte e costituisce un ostacolo vero alla trasformazione aziendale.
- Non sempre c’è il desiderio o la volontà da parte dei giovani a voler subentrare ai genitori in attività (quelle agricole) spesso giudicate pesanti, non gratificanti, socialmente non ben considerate. La gestione di un’azienda agrituristica, al contrario, ha un grado di attrazione superiore.
- Va tenuto presente che c’è una netta distinzione tra aziende di pianura ed aziende di montagna. Non sempre le prime sono più ricche delle seconde. Infatti, in montagna ci sono aziende con molti capi di bestiame che, in quanto a capitale investito, non sono inferiori alle aziende di pianura. In queste però sono da considerare problemi di natura diversa che vanno affrontati in maniera adeguata.

  1. Costi

Un primo costo è dato da un incarico di tipo professionale per il sottoscritto per esprimere in maniera più compiuta e dettagliata il progetto.
Un secondo costo va individuato nel nucleo di valutazione (nel quale dovrebbe rientrare anche il sottoscritto) al quale verrebbe demandata un primo giudizio sui requisiti di base per la trasformazione delle aziende agricole in aziende agrituristiche.
Un terzo costo è legato alla realizzazione di un buon sito internet che sia in grado di assolvere al compito richiesto.
Per coprire i costi il Comune metterà a disposizione risorse proprie o risorse da reperire a vari livelli (provinciale, regionale, statale, comunitario, GAL, ecc.). Solo quando le aziende si saranno consolidate, i costi della promozione saranno ribaltati su di esse.
Saluti
Alessandro Augello