“Unità linguistica meridionale. Studi e ricerche in ricordo di Michele Melillo”

Il frontespizio di un volume curato da Michele Melillo.
Il frontespizio di un volume curato da Michele Melillo.
Il volume, curato da Pasquale Caratù, sarà presentato venerdì 3 febbraio prossimo, presso l’Auditorium di Palazzo Celestini.
Il 3 febbraio 2017, alle 16,30, presso l’Auditorium di Palazzo Celestini, sarà presentato il volume 'Unità linguistica meridionale. Studi e ricerche in ricordo di Michele Melillo', relatore: prof. Francesco Sabatini, Presidente onorario dell’Accademia della Crusca.
Il volume, curato da Pasquale Caratù,  prof. emerito di Linguistica italiana  presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bari e da Anna Rubano, prof.ssa associata presso la stessa facoltà, accoglie ben ventiquattro contributi di Onomastica e Toponomastica, di Linguistica storica, di Lessicologia meridionale, di Letteratura italiana, di Storia ed Archeologia, redatti da specialisti che esplicano la loro attività nelle varie Università meridionali (Foggia, Bari, Messina, Palermo, Catania, Lecce), accanto ai quali sono presenti alunni della ’Scuola sipontina’.
Questo evento per ricordare il compianto e mai dimenticato prof. Michele Melillo, insigne linguista, che ha dedicato gran parte della sua vita a studiare con rigore scientifico i dialetti centromeridionali lasciandoci una ricca produzione di scritti che attestano originali intuizioni sulla loro struttura fonetica, morfologica e sintattica. Degna di rilievo è l’intuizione, da cui il titolo del libro che sarà presentato, che fino al Medioevo l’intero spazio geografico, a partire dall’Umbria fino alla Sicilia, avesse una omogeneità linguistica comune e che solo dopo è nata una diversificazione dialettale che ha caratterizzato le singole parlate  meridionali.
Il prof. Melillo è stato anche storico del territorio, specialmente del Subappennino daunio, che lo ha visto nascere, e di Manfredonia, dove è vissuto e ha operato per più di quarant’anni. È stato preside del Liceo Scientifico ‘Galilei’ di Manfredonia,  del Liceo ‘Lanza’ di Foggia’ e del ‘Poerio’ della stessa città.
Una immagine del Prof. Michele Melillo.
Una immagine del Prof. Michele Melillo.
Gli alunni, gli amici e tutti i suoi concittadini lo ricordano con il dovuto affetto.
Ieri, venerdì 3 febbraio alle ore 16.30 circa si è tenuta, presso Palazzo dei Celestini, la presentazione del libro “Unità linguistica meridionale. Studi e ricerche in ricordo di Michele Melillo”. A presentare il libro c’erano: il curatore, Prof. Pasquale Caratù e il Prof. Francesco Sabatini, presidente onorario dell’Accademia della Crusca, conosciuto per la sua rubrica presso la RAI. Dopo una breve introduzione al libro, fatta dal Prof. Caratù, questi ha passato la parola al Prof. Sabatini. Egli, dopo aver ricordato il Prof. Melillo ha iniziato la presentazione dicendo che di unità linguistica meridionale, ossia di unità dei dialetti meridionali, si può parlare a partire dalla dominazione angioina, per poi proseguire con l’uso del volgare e diffondersi grazie ai commerci sia via mare (lungo la costa, specie grazie ai crociati) sia via terra (seguendo le vie tracciate dai romani, in particolare attraverso la via Appia, e i cosiddetti TRATTURI, strade usate dai pastori per portare le greggi da nord verso sud). All’introduzione storica ha fatto seguito brevi accenni ad alcuni saggi di vario argomento (letterario, archeologico, sulla toponomastica e l’onomastica). In conclusione il Professor Sabatini ha fatto dono ai presenti di due “chicche”: l’una riguardante un passo del Decameron ove Boccaccio parla del 'Paese delle bestie', il quale sarebbe la città di Vieste (tale affermazione era dovuta al fatto che, come spiegava il Professore che, nel dialetto locale 'a Vieste' diventava 'Abbieste', da cui Boccaccio allegoricamente ha ricavato 'il paese delle bestie'), tale riferimento toponomastico, continuava il Prof. era dovuto anche al fatto che tale nome era dovuto all’associazione del Gargano con la pastorizia e quindi alle bestie; inoltre, il Prof. ha voluto sottolineare che, negli ultimi anni in Italia, si sta assistendo ad un aumento dell’interesse per l’italiano, imputabile al fatto che una popolazione con un tasso d’educazione medio è esclusa dalla comunicazione a causa dell’aumento, nella lingua italiana di anglismi.
La presentazione è stata molto esaustiva e ricca di spunti per approfondire ed è stata accolta da una vasta gamma di uditori.
Michele Carpato
Fonte: www.manfredonianews.it