Un avvocato romano rigenerato racconta le principali breccie fatte nel tesoro pubblico nei primi otto mesi del 1872.

1879 Illustrazione italiana pag.172
1879 Illustrazione italiana pag.172
Nell'ottobre del 1872, prima che i deputati tornassero a radunarsi in Roma, veniva alla luce in quella città un libro dell'avvocato Luigi Dubino, intitolato: Storia di un biennio - Considerazioni sui primi due anni del Governo italiano in Roma, dove a pagina 100 e seguenti si tesse un elenco di trenta furti nel pubblico tesoro che abbiamo avuto in soli otto mesi dell'anno 1872. È un bellissimo inno in onore dell'ordine morale ristabilito.
Un assessore municipale di Bologna si appropria in gennaio [di] 35.000 lire della cassa comunale. In febbraio avviene a Vicenza un furto nel Monte di pietà; un altro simile a Treviso. Il segretario del Consiglio provinciale di Benevento ruba dalla cassa del Consiglio lire 70.000, ed il magazziniere delle privative di Menaggio (Lombardia), lire 40.000 ricavate dalla vendita del sale.
In marzo scompare in Firenze il capo di divisione dell'Amministrazione del Demanio, dopo una prevaricazione commessa nel suo ufficio. Un ufficiale superiore di marina, della squadra navale stazionata in America, fugge, portando via lire 160 mila. Un altro impiegato della Direzione generale del Debito pubblico a Firenze sottrae oltre 27.000 lire di rendita di quell'Amministrazione; ed un impiegato secondario del Monte di pietà in Roma dà i polizzini in bianco di quello stabilimento per far pegni fittizi e lucrare, rivendendoli.
Si arresta in aprile il segretario capo di un Municipio piemontese per indebita appropriazione di circa cinquanta mila lire, e l'esattore di Modica (Sicilia) per un vuoto nella sua cassa; ed il Consiglio comunale di Racconigi, costrettovi da dolorose circostanze, vota un'inchiesta sulla contabilità del Municipio.
1879 Illustrazione italiana pag.173
1879 Illustrazione italiana pag.173
Siamo in maggio, e l'esattore di Borgotaro (Parma) fugge con 50.000 lire; si arresta in Napoli un ufficiale della Posta, che sottraeva le lettere per rubarne i valori; alcuni impiegati del macinato in Roma si annettono 28 mila lire; l'esattore di uno dei Comuni di Lomellina scompare con 80.000 lire; e si spicca mandato d'arresto contro alcuni impiegati del lotto di Torino, accusati di grandi malversazioni.
Il mese di giugno è fecondo egualmente di simili fatti. La Presidenza della Camera elettiva fa girare un processo per sottrazione furtiva ed uso fraudolento di biglietti di ferrovia appartenenti ai deputati. Si arresta il commissario distrettuale di Canneto (Mantova), per crimine di prevaricazione. Un impiegato della tesoreria di Napoli, incaricato di versare 30.000 lire all'Intendenza militare, ne dà sole 80 e intasca il resto. E si mette in prigione nella capitale morale d'Italia (Milano) un impiegato siccome reo di falsificazione di documenti ed alterazione di cifre sulle bollette della Dogana.
Nel luglio scompare l'esattore di Vallo (Salerno), lasciando un vuoto di cassa di lire 146.000. Più tardi si scopre un altro vuoto di lire 80.000. Nella Dogana di Napoli si trovano tante bollette false della tassa del macinato per lire 46.000. A Palermo si arresta un cotale che falsificò i biglietti del lotto, appropriandosi un'ingente somma per una pretesa vincita. A Torino nella cancelleria della Cassazione si scopre un vuoto di lire . A Roma un impiegato del Ministero della pubblica istruzione accorda croci e diplomi falsi da cavaliere.
Nuovamente in Torino si scoprono. abusi nella cancelleria del Tribunale civile e correzionale. Un cancelliere di Firenze si appropria [di] lire 12.000, e quella Corte d'assise condanna un avvocato per falsificazione di pubblici documenti.
Viene il mese di agosto, e si arresta un consigliere municipale di Milano perché, essendo sindaco in un altro paese, arraffò lire 450.000; e nella stessa città un impiegato alla Direzione delle poste sottrae un pacco di valori governativi ascendenti alla somma di mezzo milione.
1879 Illustrazione italiana pag.184
1879 Illustrazione italiana pag.184
Dopo di ciò, negate che il Consiglio dei ministri in Roma non avesse ragione d'occuparsi a quei dì esclusivamente della legge che deve sopprimere le Corporazioni r
1879 Illustrazione italiana pag.188
1879 Illustrazione italiana pag.188
eligiose nella capitale del mondo cattolico!
Difatti, appena i deputati si radunarono, due statistiche vennero loro presentate dal ministro Lanza: la statistica degli Ordini religiosi e la statistica dei furfanti, ossia il numero di coloro che pregano Iddio, e il numero degli scellerati che spogliano il prossimo. Dalla prima statistica risulta che nella città di Roma sono 2.375 religiosi e 2.183 religiose. Dalla seconda statistica invece apparisce che in Italia nei nove mesi del 1872 abbiamo avuto 52.266 furti, cioè 2.179 di più che nei primi nove mesi del 1871. E quantunque vivano già nelle nostre prigioni 76.536 malandrini, al 1 novembre se ne dovevano ancora arrestare 82.249!Il ministro Lanza, come Ponzio Filato, si presentava alla Camera colle due statistiche in mano: colla statistica dei seguaci di Cristo, e colla statistica dei seguaci di Barabba, e domandava agli onorevoli: - Chi volete che io lasci in libertà? Coloro che a Roma vivono nei conventi e nei monasteri, seguitando i consigli evangelici, o quegli altri che svaligiano le case e spogliano i viandanti, ed attentano alle sostanze ed alla vita de" cittadini?
È cosa incredibile, ma vera! I deputati risposero col fatto: occupiamoci prima della soppressione dei frati e delle monache, e non pensiamo per ora ai ladri ed agli assassini. La nuova Italia teme più gli Ordini religiosi che le associazioni dei birbanti. Non hunc, sed
Barabbam,
gridarono i rivoltosi. La libertà a Barabba e la croce ai discepoli di Gesù Cristo! Nei primi nove mesi del 1872 vennero commessi nella provincia di Roma duemila duecento diciannove furti. [...]