Le caratteristiche delle conifere
Le caratteristiche delle conifere
Le specie arboree autòctone della Difesa appartengono tutte alle Latifoglie caducifoglie tranne il Leccio che appartiene alle Latifoglie sempreverdi. La principale caratteristica delle Latifoglie è avere le foglie larghe.
Le Conifere o Aghifoglie, invece, hanno le foglie lunghe, strette e sottili, a forma di aghi. Mentre nelle Latifoglie le foglie possono essere caduche o persistenti, nelle Conifere sono quasi sempre persistenti.
Le Aghifoglie sono dette anche Conifere perché portano i coni o strobili che sono i loro frutti.
Esse sono dette anche Resinose perché secernono una resina particolare, la trementina.
Ci auguriamo che, dopo aver fatto la presentazione con tanto di spiegazione dei vari nomi, dal petto vi esca un rispettoso:
"Piacere, Tizio e Caio" e non uno strafottente: "E allora? Tanto piacere!"
Sicuri della prima reazione, continuiamo dicendo che le Conifere hanno una organizzazione della parte aerea molto diversa dalle Latifoglie. Le ultime hanno un tronco che, a un certo punto, si divide in due o più branche ognuna delle quali dà origine a due o più rami che a loro volta si dividono più volte sino ai ramuli prodotti nell'anno. Le Conifere in genere hanno un unico tronco dal quale partono a raggio dei rami. Questi possono partire:
- alla stessa altezza e allora si parla di rami a palchi o verticillati (Pino nero);
- da altezze diverse (Pino d'Aleppo).
Antenne, ottobre 95. Pino con l'apice vegetativo rovinato dal morso degli animali al pascolo
Antenne, ottobre 95. Pino con l'apice vegetativo rovinato dal morso degli animali al pascolo
I rami, rispetto al terreno, possono essere orizzontali o possono essere inseriti sul tronco con un angolo maggiore o minore di 90 gradi così come si evidenzia nello schema sottostante.
Le Conifere hanno un solo fusto. Solo raramente ne presentano più di uno (Cipresso maschio).
Adesso, per piacere, spalancate gli occhi e leggete attentamente perché verrà esposto un concetto molto importante che vi permetterà di capire perché alcuni alberi sopportano certe potature ed altri no; perché alcuni alberi si lasciano tranquillamente al loro posto anche se ridotti al solo tronco (ad esempio sul Viale) ed altri vanno sostituiti.
In tutto questo c'entra il tipo di sviluppo. Nelle Latifoglie c'è un apice vegetativo, che non è altro che il germoglio più robusto e centrale, il quale determina l'accrescimento in altezza della pianta. Se questo germoglio, per un motivo qualsiasi viene compromesso (perché malato, perché rotto dal vento, perché tagliato, perché bruciato, perché brucato da un animale) un germoglio laterale si sviluppa al suo posto e diventa a sua volta l'apice vegetativo. Del vecchio apice presto non resterà più alcuna traccia. Si parla di crescita simpodiale.
Nelle Conifere invece c'è un solo apice vegetativo responsabile dell'accrescimento in altezza. Se questo è danneggiato, la pianta al massimo si potrà sviluppare in larghezza. Si parla di crescita monopodiale.
Da ciò si capisce che, se un Tiglio è spezzato in due dal vento, potrà sempre ricostituire la sua chioma; se invece il vento spezza in due un Pino, non resta che una cosa: una prece e sostituirlo. Da ciò si può anche capire facilmente che buona parte dei Pini trapiantati nelle zone spoglie delle Antenne sono ormai condannati perché presentano danni all'apice vegetativo arrecati dal morso di animali al pascolo. E' vero che in molti casi l'apice di un ramo tenderà a sostituire l'apice vegetativo apicale ma non è certamente la stessa cosa.
Un'altra differenza è data dal modo di moltiplicarsi. Le Latifoglie lo fanno per via gamica (o per seme) e agamica (o per gemma); esse cioè sono in grado di emettere polloni e quindi possono essere governate sia ad alto fusto che a ceduo. Le Conifere invece non emettono polloni e quindi si riproducono solo per via gamica (fa eccezione la Sequoia sempervirens, la Sequoia di California). Ne deriva che la sola forma di governo per esse è la fustaia perché appunto la ceppaia, non emettendo polloni, non ricaccia più. Tutte le nuove piante del bosco deriveranno da seme.
Traduzione ad uso e consumo dei Sammarchesi. Se si taglia una quercia nella Difesa, prima o poi dalla ceppaia spunteranno dei polloni che potranno ricostituirla; se si taglia un pino bisogna piantarne un altro.
Ora, ragazzi, non vogliamo di sicuro tediarvi col nozionismo; tuttavia, è opportuno che facciate un altro piccolo sforzo per chiudere in bellezza l'argomento. Del resto siamo sicuri che le cose che seguono le conoscete a menadito. Il nostro sarà solo un piccolo rinforzo alla memoria che ve ne sarà grata perché si parlerà di fiori, di ovuli, di o vari e di frutti.
Rametti di Pino d'Aleppo con aghi e strobili. Nelle strobilo in alto si notano, appressate le une alle altre, solo le parti terminali delle squame che sono gli scudi nel cui centro c'è l'ambone. Nello strobilo al centro e in quello in basso a sinistra si notano le squame tutte aperte; nello strobilo in basso a destra si notano, nella parte inferiore, squame aperte e verso la punta squame appressat
Rametti di Pino d'Aleppo con aghi e strobili. Nelle strobilo in alto si notano, appressate le une alle altre, solo le parti terminali delle squame che sono gli scudi nel cui centro c'è l'ambone. Nello strobilo al centro e in quello in basso a sinistra si notano le squame tutte aperte; nello strobilo in basso a destra si notano, nella parte inferiore, squame aperte e verso la punta squame appressat
Le Latifoglie appartengono alle ANGIOSPERME e presentano dei fiori in cui gli ovuli sono racchiusi nell'ovario. Nelle Conifere, che appartengono alle GIMNOSPERME, invece gli ovuli sono nudi anche se protetti dalle squame ovulari o placentari.
Nelle Conifere i fiori sono sempre unisessuali: cioè, si dividono in maschili e femminili. Come per le Latifoglie sono portati sullo stesso individuo e si parla di piante monoiche (Pino, Abete, Cipresso) o su individui diversi e allora si parla di piante dioiche (Tasso).
Infiorescenza di castagno
Infiorescenza di castagno
I fiori maschili non sono da soli ma sono raggruppati in infiorescenze (insieme di fiori che prendono origine da un unico peduncolo) dette amenti, i femminili in infiorescenze (Pini) oppure si presentano in fiori solitari (Ginepro).
La fecondazione, avvenendo per mezzo del vento, è detta anémofila. Poiché interviene il vento è ovvio che, da una parte, il polline debba essere leggero e dall'altra i fiori femminili debbano trovarsi in posizione vantaggiosa per raccoglierlo. Infatti, essi si trovano sui tratti terminali dei rami, ossia nella parte più esterna della chioma.
I coni, cioè i frutti delle Conifere, hanno una struttura particolare: presentano un asse centrale lungo il quale sono inserite le squame che possono essere legnose o fogliacee.
Le squame dei Pini sono più o meno legnose e all'estremità presentano un ingrossamento detto scudo nel cui centro c'è l'umbone, un rilevamento di grandezza diversa a seconda della specie. Ci può essere anche una linea trasversale che presenta un rilevamento detto carena.