Generalità' sulle specie arboree allòctone (non originarie) della difesa e problemi del rimboschimento

Galla su ceppaia di Roverella che, essendo pianta autòctona, difficilmente soccombe agli attacchi dei parassiti. La galla è una neoplasìa (formazione di nuovo tessuto di solito di origine patologica) che si forma su molte piante ma in special modo sulle querce, su rami e foglie. In genere deriva da punture di insetti subite dall'ovopositore manovrato per deporre le uova (soprattutto i Cinìpidi che sono una famiglia dell'ordine degli Imenotteri); le galle però possono derivare anche da funghi, batteri, freddo intenso.
Galla su ceppaia di Roverella che, essendo pianta autòctona, difficilmente soccombe agli attacchi dei parassiti. La galla è una neoplasìa (formazione di nuovo tessuto di solito di origine patologica) che si forma su molte piante ma in special modo sulle querce, su rami e foglie. In genere deriva da punture di insetti subite dall'ovopositore manovrato per deporre le uova (soprattutto i Cinìpidi che sono una famiglia dell'ordine degli Imenotteri); le galle però possono derivare anche da funghi, batteri, freddo intenso.
Egregi lettori, parliamoci chiaro: non abbiamo sprecato tempo e sudore nella piccola opera (non operetta!) che avete tra le mani per farvela abbandonare non letta in qualche angolo nascosto, il più lontana possibile dalla vista. Non pretendiamo che ve la sciroppiate in un sol colpo come usa talora il bevitore di birra in singolar tenzone con una fresca bottiglia sotto la canicola estiva. Ci basta anche che la sorseggiate di quando in quando in modo che, da tante parole, possiate distillare la miseria di un concettino che vi aiuti a capire il bosco in generale e in particolare la Difesa che, non dimentichiamolo mai, è di proprietà di tutti, anche vostra.
Siccome non possiamo ricorrere alla frusta per farvi piegare il capo su queste pagine, cercheremo di attrarre la vostra benevola attenzione ricorrendo a tutti gli espedienti di cui siamo capaci. Vi blandiremo con un legger facile, vi faremo vedere belle foto, vi racconteremo delle storie. Insomma, vi faremo divertire. Perciò, occhi puntati sul libretto e seguiteci nei ragionamenti che vi sottoporremo a giudizio.
A dimostrazione della leggerezza del nostro discorrere cominciamo subito con un periodo ipotetico del primo tipo.
"No! Il periodo ipotetico no!", dirà qualcuno. E un altro, più forte:
"Aiuto! Ci vogliono ammazzare. Chiudiamo immediatamente il mattone". E che diamine, ragazzi! E' uno scherzo. Si voleva solo dire che, se facciamo una piccola indagine in paese, subito ci rendiamo conto che ci sono tre categorie di abitanti:
a) abitanti con genitori e progenitori tutti originari del posto (cozzi purosangue);
b) abitanti che, pur nati in paese da qualche generazione, si sa che provengono da ascendenti di altre parti, sia dell'Italia che dell'estero. Essi sono così ben inseriti nel contesto sociale che, se non lo sapessimo, li diremmo senz'altro originari di S. Marco;
e) abitanti che provengono da altre zone ma che sono venuti ad abitare da noi soltanto da poco tempo (forestieri e stranieri venuti qui a lavorare. Nordafricani più o meno di passaggio, alcuni Tedeschi alle Chiancate).
Lo stesso discorso, grosso modo, possiamo applicarlo anche agli alberi. Infatti, ci sono alcune specie che sono originarie del posto e sono dette autoctone. Esse sono adattate all'ambiente, resistono quando le condizioni climatiche si fanno precarie e non si ammalano facilmente, neanche se attaccate dai parassiti (soprattutto insetti e funghi).
Sono le specie arboree
Alberi in una Tavoletta votiva dipinta presente nel Convento di San Matteo a San Marco in Lamis
Alberi in una Tavoletta votiva dipinta presente nel Convento di San Matteo a San Marco in Lamis
che abbiamo già esaminato due anni fa e che per comodità riassumiamo brevemente: Roverella, Cerro, Leccio, Carpino nero, Carpino bianco, Acero campestre, Acero opalo, Faggio, Castagno, Pioppo trèmolo, Nocciòlo, Sambuco e Ciavardello.
Lammia Nuova, febbraio 95. Pino nero attaccato dalla Processionarla (Thaumatopea pityocampa Schiff., ordine Lepidotteri). Il Pino nero non è una pianta autòctona della Difesa e non appartiene neanche allo stesso orizzonte fitoclimatico. Perciò riesce a difendersi meno bene dagli attacchi dei parassiti rispetto alle piante indigene
Lammia Nuova, febbraio 95. Pino nero attaccato dalla Processionarla (Thaumatopea pityocampa Schiff., ordine Lepidotteri). Il Pino nero non è una pianta autòctona della Difesa e non appartiene neanche allo stesso orizzonte fitoclimatico. Perciò riesce a difendersi meno bene dagli attacchi dei parassiti rispetto alle piante indigene
A un secondo gruppo appartengono specie non originarie del luogo in cui si trovano, ma talmente ben ambientate da essere considerate del posto: esse son dette naturalizzate. Nella Difesa
Il Convento di San Matteo a San Marco in Lamis
Il Convento di San Matteo a San Marco in Lamis
, per il momento, c'è una sola specie arborea naturalizzata, l'Ailanto, il quale però si mantiene sempre ai margini del bosco.
Infine, ci sono specie che sono arrivate nella Difesa da poco. Alcune di esse sono state introdotte a scopo di rimboschimento e sono: Pino d'Aleppo, Pino nero e Cipresso; altre sono state introdotte a scopo ornamentale lungo strade e sentieri oppure attorno a qualche costruzione (Lammia Nuova, Pinciara) e sono: Robinia e Olmo campestre; altre sono state introdotte a piccoli gruppi in luoghi particolari: Noce e Pioppo canadese.
Alcune precisazioni
Riguardo al Noce, va specificato che, anche se per le campagne vicino alla Difesa è molto diffuso tanto da essersi naturalizzato, non è presente in questo bosco se non con qualche esemplare più che altro nelle zone private; perciò lo possiamo considerare alla stregua del Pioppo canadese: cioè introdotto da poco.
Dalla trattazione sono escluse le specie di interesse agrario presenti qua e là soprattutto nelle particelle private sul limitare del bosco. Ne sono esempi il Sorbo, il Fico, il Ciliegio. Sono escluse anche piante presenti con uno o pochissimi esemplari quali il Cipresso dell'Arizona e le Catalpe di recente messe a dimora lungo il Viale XXV Luglio che da Borgo Celano
Borgo Celano, in una Tavoletta votiva dipinta presente nel Santuario di San Matteo a San Marco in Lamis
Borgo Celano, in una Tavoletta votiva dipinta presente nel Santuario di San Matteo a San Marco in Lamis
porta sino al piazzale posto sopra la Pinetina di fronte ai Santi Medici.
Pino nero quasi completamente defoliato dalla processionaria
Pino nero quasi completamente defoliato dalla processionaria
Si parlerà invece solo delle specie non autòctone che hanno una importanza per la loro diffusione (perché si trovano in più punti del bosco) e per la loro presenta in massa , cioè per il loro numero relativamente elevato.
Un discorso a parte merita il Tiglio nostrale. Sembra che la nostra idea secondo la quale il Tiglio nella Difesa sia una pianta introdotta è da rivedere e vada perciò inserito tra le specie autòctone.
Infine, un accenno ad altre due specie: l'Acero montano detto anche A. fico, A. di montagna, A. tiglio e Loppone (Acer pseudoplatanus L. o Acer montanum Thuill) e l'Olmo montano del quale si dirà qualcosa in più parlando dell'Olmo campestre. Il primo, con qualche esile esemplare (giovani polloni), è presente sotto il Convento di S. Matteo, dove è presumibile che sia stato introdotto.
L'Olmo montano è invece presente in diversi luoghi al di fuori della Difesa. Tutte e due le specie meritano uno studio più approfondito e chissà se, alla fine, non sarà doveroso riconoscere anche per esse e magari per qualche altra specie, per ora insospettata, l'indigenato nella Difesa al pari di quanto ci è parso necessario per il Tiglio.
Questa è una questione spinosa sulla quale conviene essere cauti. Basta solo dire che una specie che ora non appaia presente non vuol dire che un tempo non esisteva. Essa può essere scomparsa o relegata a tracce irrilevanti semplicemente perché non interessava come fornitrice di legna o di altri prodotti. C'è stata cioè una forte pressione verso la sua scomparsa.
Nota

Ambiente. Processionaria.
Ambiente. Processionaria.
La Processionaria è un insetto che divora gli aghi dei Pini quando e allo stato di larva. Le larve si mantengono in gruppi e d'inverno costruiscono dei nidi nei quali si riparano dal freddo; essi appaiono come degli ammassi di seta biancastri alle estremità dei rami. Nel mese di marzo le larve escono dal nido in fila, quasi in processione (donde il nome di Processionaria) e si sparpagliano sulla pianta per nutrirsi. Ritornano poi sazie al nido seguendo il filo di seta deposto all'andata. Verso aprile, ormai mature, scendono nel terreno per formare il bozzolo dove si incrisalidano. A luglio sfarfallano e le femmine depongono le uova in un manicotto attorno agli aghi. Dopo circa 1 mese nascono le larve che si portano verso un ramo terminale dove formano il nido.
La lotta a questo insetto consiste nell'asportare i nidi e bruciarli, nel trattare con cloroderivati e nell'utilizzo di trappole con feromoni.