Gli alberi possono frenare ma non interrompere l'erosione; in questo caso le radici imbrigliano in parte il terreno che in tal modo non può più scendere a valle. Per frenare i fenomeni erosivi bisognerebbe costruire un muro a secco, livellare il terreno, eccetera.
Gli alberi possono frenare ma non interrompere l'erosione; in questo caso le radici imbrigliano in parte il terreno che in tal modo non può più scendere a valle. Per frenare i fenomeni erosivi bisognerebbe costruire un muro a secco, livellare il terreno, eccetera.
Il terreno forestale è costituito da sabbia, argilla e limo più sostanza organica sotto tre forme: indecomposta, in via di decomposizione e sotto forma di humus. L'humus si ha quando non si riconoscono più i materiali di partenza: rami, foglie, resti di insetti, eccetera. Tutte queste parti costituiscono un insieme che non è mai compatto, ma è pieno di spazi vuoti, detti pori distinti in macropori (50%) e micropori (restante 50%). Nei primi sono immagazzinati momentaneamente l'acqua e a lungo termine l'ossigeno; nei secondi è immagazzinata l'acqua a lungo termine.
Sia gli uni che gli altri derivano dalla non perfetta adesione tra di loro delle particelle che costituiscono il terreno. Ma essi derivano soprattutto dalle radici che, morendo, lasciano dei canalicoli e dal fatto che i residui vegetali, attaccati da batteri e funghi microscopici, vengono poi attaccati da artropodi (crostacei, ragni, millepiedi, insetti) e anellidi (tra i quali i lombrichi) responsabili di parte della struttura porosa del terreno.
I pori occupano la metà del volume del terreno forestale. Ciò significa che, al limite, in un metro cubo di terra, si può immagazzinare mezzo metro cubo di acqua, pari a 500 mm di pioggia che è la piovosità media annuale delle regioni meridionali.
Vediamo dunque come si esplica in pratica la funzione idro-geologica del bosco. Ci sono due azioni:
1) Azione delle piante
Secondo Susmel:
- con pochi mm di pioggia l'acqua è intercettata dalle foglie al 90%;
- con 20-30 mm di pioggia l'acqua è intercettata solo per il 10-20%. Il resto arriva a terra;
- con piogge superiori ai 50 mm, l'intercettazione in pratica è pari a zero.
Quindi, quando si aprono le cateratte del cielo e la quantità di acqua che viene giù è rilevante, il potere dispersivo del bosco è più limitato di quanto si possa credere.
La grande importanza del bosco invece risiede nel diminuire la forza battente delle gocce d'acqua tramite le foglie degli alberi, le piante del sottobosco e la lettiera (strato di foglie e rami caduti dalle piante).
Alt! Momento di riflessione. Se pensate che la forza battente sia uno scherzo, siete in errore. Già i Romani avevano sperimentato che la goccia scava il fosso, anche se piccolo. Noi che abbiamo studiato l'algebra, cosa dobbiamo dire di milioni di gocce? La risposta è che scavano milioni di fossettini che uniti insieme danno un fossacchione (non un fessacchione). Pertanto, massimo rispetto e proseguiamo.
2) Azione del suolo
L'acqua, arrivata a terra scorrendo prima lentamente in rivoli sulla lettiera oppure infiltrandosi direttamente attraverso di essa, penetra nel terreno. Più spessa è la lettiera, minore sarà la velocità di penetrazione. Lo spessore della lettiera è più elevato nei boschi in buone condizioni.
Ma che fine fa l'acqua una volta arrivata nel terreno? Quella dei piccoli pori (50%) è trattenuta a lungo e rilasciata lentamente, mentre quella dei pori grandi viene trattenuta temporaneamente e rilasciata poi in un paio di giorni. In altre parole, il terreno esplica la funzione di diminuire la velocità di scorrimento dell'acqua. Il terreno si comporta cioè come un serbatoio o come una spugna: assorbe una gran quantità di acqua e successivamente la rilascia piano piano.
In termini tecnici si dice che il terreno aumenta il tempo di corrivazione che è il tempo che intercorre tra la caduta delle acque e il loro arrivo in un dato punto di un condotto.
Domanda: se mancano gli alberi e c'è soltanto terra arata, il suolo non svolge più l'azione regimante? La svolge eccome: viene meno la protezione dalla forza battente dell'acqua ma l'azione di rallentamento della velocità dell'acqua resta.
Una immagine della alluvione del 2014 a San Marco in Lamis.
Una immagine della alluvione del 2014 a San Marco in Lamis.
Ecco perché, quando si cementificano le pendici dei monti sulle quali si raccoglie il terriccio ivi portato dalle acque a fungere da spugna, venendo meno l'azione di rallentamento della velocità di scorrimento, c'è sempre da aspettarsi un'ondata di piena con esiti a volte disastrosi. Ma se proprio vogliamo costruire le nostre case su queste famose pendici, dobbiamo per forza pagarne le conseguenze? No: gli effetti negativi possono essere eliminati o ridotti con delle grandi e opportune opere di idraulica che però hanno i loro costi e proprio per questo non sempre si fanno o si fanno male.
L'azione regimante del suolo decresce a seconda che ci troviamo di fronte a: bosco, prato permanente, terreno agrario, roccia affiorante.

Il Noce del Passo
Tre briganti erano inseguiti dalle guardie. Ne avevano combinate di tutti i colori ed erano consapevoli che, se venivano catturati, difficilmente avrebbero salvato la pellaccia.
Stanchi, si erano fermati a riposare sotto un Noce.
'Ascoltatemi bene', disse il capo ai suoi compari, 'Il bottino, a causa del suo peso, ci ritarda la fuga. Ci conviene sotterrarlo e poi venirlo a recuperare quando le acque si saranno calmate'.
I due briganti si dichiararono d'accordo e, di buona lena, assieme al primo, scavarono una profonda fossa nella quale depositarono i marenghi.
'Ci ho ripensato!', esclamò ad un tratto il capo. 'Forse è meglio che uno di noi resti di guardia. Chi si offre?'
'Io', rispose immediatamente un brigante con la segreta intensione di squagliarsela coi soldi non appena gli altri due si fossero allontanati.
'Perfetto!', disse il capo puntandogli il fucile al petto e lasciando partire un colpo che lo uccise prima che si rendesse conto di ciò che stava accadendo. 'In questo modo sono certo che non scapperai. E tu - si rivolse all'altro -, vuoi fare la guardia anche tu?'
'No?', rispose impaurito il brigante. 'Io ti sono fedele'.
'Benissimo!', esclamò il capo. 'Così guarderai con più attenzione' e, senza dargli il tempo di ribattere, sparò anche a lui.
'Non si sa mai', commentò sarcasticamente dopo che ebbe ricoperto la buca. 'In due la sorveglianza è più sicura'.
L'indomani il brigante venne catturato e fu condotto alla Noce del Passo per essere fucilato. Prima dell'esecuzione, rivolto ai curiosi che erano andati per assistere alla sua morte, disse:
'II tesoro l'ho nascosto sotto un Noce'.
Dovete sapere che a quel tempo non c'era campo che non avesse uno o più alberi di Noci; di conseguenza, i contadini della zona si misero a scavare nelle loro terre come dannati alla ricerca del tesoro, ma nessuno lo trovò. In compenso, per il gran lavoro che fu fatto in ogni terreno, quell'anno tutti ottennero un raccolto strepitoso.