Da 'Qualesammarco' del 20.09.88
Ospedale, dica trentatré
Due i nodi: carenza di personale e "questione Radiologia" • A qualcuno conviene mantenere il disagio • Parlano alcuni dei responsabili del Presidio Ospedaliero
a cura di Nina Nardella e Angela Soccio
Il quadro della situazione generale dell'Ospedale di S. Marco, analizzato in prima pagina dal Dott. Giorgio Arpaia, è stato puntualizzato durante le interviste ai primari delle varie divisioni del nostro Ospedale.
Durante tali interviste, si è cercato di evidenziare quelli che, a loro parere, erano i problemi più urgenti e sentiti nelle varie divisioni.
Le principali difficoltà emerse possono essere cosi schematizzate:

  • carenza di personale medico e paramedico
  • la "questione Radiologia"

Vediamo come vengono esposte le difficoltà relative al primo punto, lasciando parlare gli intervistati stessi.
"La carenza di personale, soprattutto medico, determina l'impossibilità di organizzare, nello spirito della Riforma Sanitaria, centri ambulatoriali esterni finalizzati alla prevenzione, diagnosi e cura di malattie di particolare rilevanza sociale nelle popolazioni servite da questa USL, quali l'ipertensione arteriosa e arteriosclerosi, l'obesità, il diabete mellito ed altri dismetabolismi" (Dott. Mario Stilla, Direttore Sanitario dell'Ospedale di S. Marco in Lamis).
Il Dott. Lanzetta, primario del reparto di Medicina Interna, sottolinea che "l'Ospedale deve sapersi adeguare alle esigenze della gente. Per questo, l'Ospedale di S. Marco ha dato la sua disponibilità ad effettuare il servizio diabetologico, proprio perché fra la popolazione il diabete ha un'incidenza elevata e preoccupante. Per realizzare un servizio di questo genere, però, non è sufficiente solo la buona volontà, ma occorre personale medico ed infermieristico ed un'equipe psico-sociale; quindi, se sul territorio esiste un certo tipo di lavoro bisogna che ci sia una flessibilità, da parte di chi detiene il potere, nel saper adeguare il personale e le attrezzature secondo queste necessità. Dare all'Ospedale un indirizzo non solo curativo, ma anche preventivo e riabilitativo, significa prendere con coraggio dei provvedimenti inerenti e non so fino a che punto chi deve prendere queste decisiosi possa avere il coraggio di farle.
Il problema della carenza del personale potrebbe avere una piccola soluzione dotando il Pronto Soccorso di personale autonomo, in modo che i medici del reparto possano dedicarsi esclusivamente all'attività del reparto stesso. La carenza del personale infermieristico, invece, è stata anche aggravata dallo spostamento di alcune unità ad altri servizi, contro il parere degli organi tecnici; questo aggrava ancora di più il disservizio, in quanto assottiglia ulteriormente il personale a vantaggio di servizi che forse non ne hanno una stretta necessità ed urgenza.
Per quanto riguarda la "questione" Radologia", tutti gli intervistati l'hanno definita un problema annoso, data l'importanza e il ppeso che ha anche sugli altri reparti, dal momento che è dall'inizio del 1980 che tale servizio (visto che non si puo'definire la radiologia né una divisione né una sezione) è malfunzionante perché privo delle figure del primario e dell'aiuto, per non parlare della presenza di costose attrezzature che da tempo giacciono inutilizzate nell'ala nuova dell'ospedale dove, tra l'altrp, dovrebbe trasferirsi tale servizio. Si è ancora in attesa di un ennesimo concorso, con la speranza che il vincitore del prossimo non rinunci all'ultimo momento come è giá accaduto in precedenza o che tale concorso non si vada ad arenare contro le solite beghe politiche. La Radiologia effettua degli interventi a volte definiti "abusivi" in quanto fatti nelle condizioni precedentemente descritte.
Allo stato attuale esiste una convenzione con Casa Sollievo della Sofferenza che prevede la presenza per due volte la settimana di due medici che vengono a "refertare" degli esami già fatti; tali medici assicurano la presenza, ogni volta, per circa un'ora, con difficoltà e disagi facilmente immaginabili, soprattutto per i pazienti (sempre più pazienti) che si vedono mandati anche per gli esami radiologici piú semplici all'Ospedale di San Giovanni Rotondo.
I due grossi nodi della carenza del personale, (che come si è visto costringe non solo i medici, ma anche gli infermieri ad operare in condizioni non ottimali: gli infermieri, per esempio, sono presenti a volte con un solo elemento per sezione, soprattutto nelle ore notturne) e del limitato funzionamento della Radiologia sono dovuti esclusivamente a delle scelte politiche, frutto delle solite manovre clientelari.
Lo spostamento di alcune unità infermieristiche in altri reparti o servizi o il mantenimento dello status quo della Radiologia, evidentemente gradito a chi manovra i fili del potere politico, ha la precedenza sul soddisfacimento delle esigenze e dei bisogni reali legati alla salute del cittadino.
Tutto ciò priva gli operatori ospedalieri degli strumenti e degli spazi professionali per poter meglio rispondere alle richieste della popolazione. Nonostante tutto, l'Ospedale funziona. Ma per quanto ancora potrà funzionare sulla base soltanto della buona volontà e della professionalità dei medici e degli infermieri?
È doveroso sottolineare che i reparti sono efficienti. Funziona il reparto di Ostetricia, nonostante abbia bisogno di una adeguata ristrutturazione e di spazi idonei al bisogno di "intimità" e discrezione delle gestanti. Funziona il reparto di Pediatria, nonostante la forte carenza di personale infermieristico e la mancanza di collaborazione con i servizi esterni.
Lo stesso discorso vale per i reparti di Medicina Interna e Chirurgia. I dati seguenti, forniti dal reparto di Medicina riguardante il numero dei ricoveri confermano quanto sopra affermato:
- anni 1980/82-numero ricoveri: 1347 femmine, 1434 maschi;
- anni 1984/86-numero ricoveri: 1531 femmine, 1572 maschi;
- anno 1987 - numero ricoveri: 645 femmine, 670 maschi.
"L'incremento dei ricoveri è dovuto senz'altro ad un miglioramento dell'assistenza ospedaliera, essendo aumentato il numero dei ricoveri e diminuite le giornate di degenza. Esistono nel campo medico dei parametri particolari per valutare il buon funzionamento di un reparto e i risultati forniti dalla divisione di Medicina Interna si pongono ad un livello abbastanza alto nell'ambito nazionale" (Dott. F. Santamaria).
Questa la situazione a grandi linee dell'Ospedale di S. Marco.
In questa prima indagine abbiamo preferito lasciar parlare i dati e le cifre, nonché i responsabili di alcuni reparti. Ci ripromettiamo di tornare sull'argomento nei prossimi numeri, analizzando aspetti specifici dell'assistenza sanitaria, non solo nell'ambito prettamente ospedaliere, ma dando uno sguardo anche agli altri servizi socio-sanitari esistenti sul territorio.