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Sede nuova e progetti nuovi

La sede del Circolo Acli a S. Marco in Lamis.
La sede del Circolo Acli a S. Marco in Lamis.
Il 1972 è denso di incontri, iniziati il 7 gennaio e continuati fino al 16 maggio. In essi si fa il punto della situazione politica ed organizzativa, si pianificano corsi di dattilografia, si nominano i docenti dei corsi per genitori ed adulti nella persona del sottoscritto e del professor Tavoliere che accettano gratuitamente devolvendo il rimborso della sede nazionale al circolo. L’Assemblea del 2 dicembre 1972 eleva il costo della tessera da 1600 £ a 2000 £. in vista dei nuovi impegni e progetti. Nel 1973, il circolo prepara il suo trasferimento nei nuovi locali in corso Matteotti 190, ad oggi ancora sede delle Acli, con un’operazione analoga ed opposta a quella che, come si è accennato, ha fatto il presidente Carboni nel 1974 per la nuova sede nazionale. Carboni ha lasciato i locali della sede nazionale di proprietà della Chiesa, che le Acli hanno avuto in fitto a prezzo simbolico dalle sue origini, per una nuova sede, il circolo, al contrario, trasferisce la sede nei locali di proprietà della parrocchia oggi I.D.S.C., quasi a un prezzo simbolico.
Don Bonifacio Cipriani.
Don Bonifacio Cipriani.
Ricordo la conclusione delle trattative portate avanti già da qualche anno con il parroco don Bonifacio, già assistente delle Acli, che conosceva molto bene i dirigenti vecchi e nuovi del circolo e la loro provata fede cristiana. Nonostante tutto è stato necessario convincere anche il vescovo di Foggia, mons. Amici, in un momento di grande tensione tra il Vaticano e le Acli. E, proprio in questo periodo così delicato, don Bonifacio prepara un incontro a Foggia con il Vescovo. Docente a Foggia in quel periodo, all’incirca verso la metà del mese di maggio, anticipo l’uscita dalla scuola e mi reco davanti alla sede vescovile verso le 11.00, ora dell’incontro, dove ho appuntamento con il presidente del circolo Del Conte e con altri due componenti del direttivo. Entriamo nella sede vescovile percorrendo una grande gradinata e veniamo introdotti in un’ampia sala d’aspetto dove attendiamo con trepidazione e timore per alcuni minuti. Poi il Vescovo si affaccia e ci invita ad entrare nella sua stanza guardandoci con amorevole severità.
Emozionati, dopo aver baciato la sua mano, veniamo invitati, con un cenno, ad occupare alcune poltrone di fronte. Le ragioni e il discorso che avevamo preparato a lungo, in quegli attimi interminabili in cui la presenza del Vescovo ci è parsa austera e maestosa, ci sono completamente spariti dalla mente.
Per fortuna inizia lui con queste parole: “Allora, da quello che mi riferiscono - dice - volete occupare un locale a San Marco, da sempre servito per opere cristiane e gestito, come da lascito testamentario, da ogni associazionie di provata fede cattolica”. Si ferma un attimo, ci guarda e poi riprende categorico: “ Vi sentite degni di continuare questa missione cristiana nel vostro circolo?” E mentre cerchiamo di balbettare parole d’assenso e promesse, continua: “E se vi sentite all’altezza del compito, come farete a conciliarvi con gli eventi delle Acli nazionali? Se promettete di essere fedeli alla Chiesa, senza farvi coinvolgervi in idee pericolose che attraversano questo brutto momento della vostra storia, che sono certo passerà subito come tutte le mode effimere, vi autorizzo a definire il tutto con il vostro parroco”. Ci benedice e ci licenzia mentre noi farfugliamo promesse e devoti ringraziamenti, frastornati da quell’incredibile incontro che, con il presidente Del Conte, Vincenzo Martino e Giuseppe Cera, purtroppo ora tutti scomparsi, abbiamo ricordato spesso, e che chi scrive, come unico superstite, non ha ancora dimenticato.
Da sx: L'avv. Giuseppe Centola e l'assessore regionale Ciuffreda.
Da sx: L'avv. Giuseppe Centola e l'assessore regionale Ciuffreda.
Il 2 giugno si riunisce il direttivo ed il sottoscritto relaziona sui nuovi locali e si indice un’assemblea urgente per il 10 dello stesso mese al fine di chiedere ai soci un contributo straordinario di 1000 £ per sopperire alle urgenti necessità della nuova sede. Intanto, alla fine dell’estate, e precisamente il 30 settembre si indice un’assemblea per il rinnovo del direttivo che si riunisce per la prima volta il 14 ottobre con l’assegnazione degli incarichi. Viene rieletto come presidente ancora una volta Del Conte, come segretario Maruzzi, V. Martino come amministratore e come consiglieri G. Cera, Antonio Nardella, Alfredo Consiglio, Michelangelo Napolitano, Angelo Luciani, il sottoscritto come vicepresidente. Il nuovo direttivo si riunisce il 26 novembre per programmare attività culturali e sportive anche perché la sede nuova permette una più ampia programmazione, necessaria anche per sopperire ad un enorme indebitamento dovuto sia alla ristrutturazione dei locali nuovi, completamente fatiscenti, con un pavimento, un bagno ricavato in una gradinata in disuso, un impianto elettrico più funzionale e ad altri lavori necessari, ma anche per debiti pregressi con la Legnotubex e il fornitore di bibite risalenti agli anni sessanta.
Interno della chiesa del Santuario di San Matte nel 2000.
Interno della chiesa del Santuario di San Matte nel 2000.
Poiché i vari aumenti del costo della tessera e i vari contributi straordinari dei soci, non riescono ad azzerare il deficit, malgrado siano 174 gli iscritti, si convocano nel 1974 numerose assemblee per programmare attività svolte da parte di giovani universitari, come i corsi di recupero per ragazzi di scuola media, i quali portano discreti risultati alle casse del circolo. Il sottoscritto, intanto, si prodiga a risolvere la difficile convivenza fra giovani ed anziani, essendo stato il promotore della politica del rinnovamento nella continuità, e a chiudere la situazione economica in modo definitivo e radicale. Si organizza qualche gita sul Gargano di un giorno per i soci, si chiede alla sede provinciale di saldare il debito con la Legnotubex e s’invita il fornitore di bibite, che ha sequestrato banchi e macchine da scrivere, a chiudere la vertenza. Viene pagato il proprietario della vecchia sede con una somma simbolica di 50.000 £ e si chiedono contributi ad amici e benefattori.
Una Tavoletta votiva del 1953 presente nel Santuario di S. Matteo.
Una Tavoletta votiva del 1953 presente nel Santuario di S. Matteo.
È stato questo enorme ed estenuante impegno condiviso con il presidente Del Conte, che ha finalmente potuto risanare la situazione debitoria. È opportuno ricordare un episodio, di questa fase storica del circolo, per sottolineare, con un senso di doverosa riconoscenza, la dirittura morale di un uomo di vecchio stampo qual era il presidente Del Conte. Il 18 giugno del 1974 il presidente relaziona con soddisfazione che il circolo ha finalmente un attivo di 54.000 £ ed invita tutti a prodigarsi per reperire almeno 150.000 £ necessarie per arrivare alla fine dell’anno sociale senza indebitamenti. Il direttivo dell’8 agosto, assente per malattia il presidente, forse per il caldo estivo, dopo aver ringraziato il sacerdote don Antonio Nardella per un contributo volontario di 20.000 £ ed altri amici non iscritti, per i loro piccoli contributi, per un totale di 50.000 £, il Consiglio di Presidenza decide di comprare con quei soldi, destinati ad incrementare la cassa, un frigorifero.
Ritratto di una Donna sammarchese del 1900.
Ritratto di una Donna sammarchese del 1900.
Il presidente Del Conte, appena informato dell’acquisto, si dimette per protesta, ritenendo la spesa voluttuaria, in un momento in cui tutti si sacrificano per risanare il bilancio.
Il direttivo naturalmente rigetta le dimissioni, ma di fronte alla irremovibilità di un uomo all’antica, il sottoscritto che si sente anche un po’ responsabile dell’accaduto, in quanto vicepresidente, invita la sede provinciale ad intervenire. Questa, con una nota del 4 settembre, invita il direttivo a rigettare le dimissioni perché non giustificate. Intanto Del Conte, pressato dal sottoscritto e inorgoglito dall’interesse della sede provinciale, rientra nel suo incarico. Il frigorifero funziona ancora, è acceso tutti i giorni, in inverno e in estate, da oltre trent’anni, sopravvive a tutti i dirigenti, come simbolo della sopravvivenza delle Acli e delle sue fortune.
Ritratto di una fanciulla sammarchese del 1910.
Ritratto di una fanciulla sammarchese del 1910.
In ottobre si stabilisce il costo della tessera di 2.500 £ e si aumenta il compenso al bidello di 3.000 £ come segno che le cose cominciano ad andare bene. L’11 gennaio 1975 l’assemblea approva il bilancio 1974 con un attivo di 746.000 £ e 136 iscritti, il 25 gennaio l’assemblea elegge 6 delegati al Congresso Provinciale. Nel 1976 le attività seguono un corso normale grazie anche alla presenza costante del sottoscritto ed, il 6 settembre, il direttivo, senza, purtroppo, la presenza del suo presidente, Del Conte, attivista militante dalle origini del circolo, convoca l’assemblea per il rinnovo del direttivo che eleggerà alla presenza di 77 soci su 137 il nuovo Consiglio di Presidenza. Il 30 settembre, il sottoscritto viene eletto presidente circondato da alcuni anziani, come Alfredo Consiglio e Michele Ceddia come vicepresidente e da tanti giovani, come Sebastiano Delle Vergini, Luigi De Angelis, Angelo Ferro, Leonardo Palumbo, Salvatore Tavoliere, Michele Coco e Luigi Villani, già impegnati negli anni precedenti nelle varie attività che hanno segnato sul territorio la vitale presenza del circolo Acli. Il sottoscritto, già nella riunione del 10 ottobre, spinge il direttivo a potenziare il Patronato e le attività teatrali, specie quelle dialettali. S’indice poi l’assemblea per il 27 ottobre dove si eleva per il 1976 il costo della tessera a 3.000 £ e si potenziano i corsi di dattilografia con i cui proventi si ristruttura un vano del circolo. Il 28 dicembre si decide di ristrutturare, in modo più funzionale, la sede, adattandola alle esigenze delle attività e dei soci e si approva un bilancio positivo sia dal punto di vista economico sia per le attività, cresciute in poco più di un anno.
Ritratto di una mamma sammarchese con i suoi figli del 1945.
Ritratto di una mamma sammarchese con i suoi figli del 1945.
Il 31 gennaio 1976 il direttivo discute sull’organizzazione logistica della sede per conciliare le varie attività svolte. Ma poiché queste sono poco conosciute dalla massa dei cittadini e rimangono limitate agli addetti ai lavori e a pochi amici, si pensa ad uno strumento come il ciclostile che possa pubblicizzare le iniziative con manifesti, volantini ed anche con un periodico. La celebrazione del trentennale della Resistenza si svolge con successo come tutte le altre iniziative politiche.
Il sottoscritto riunisce il direttivo quasi mensilmente imponendo una febbrile attività, sostituendo i dirigenti assenti o poco motivati con altri che organizzano attività sportive, come i tornei di ping pong e il secondo torneo di calcio cittadino svoltosi dal 15 luglio al 15 agosto ’76. Si sollecita la Regione Puglia e si ottiene un contributo di 500.000 £ per le attività culturali svolte. Si sollecitano anche i rimborsi alla sede provinciale per i corsi di agricoltura svolti nel circolo, si mette una piccola tassa sui giochi e si ritirano dal centro ENAIP di Lucera venti banchi necessari allo svolgimento dei corsi. Si trasferisce nella sede del circolo un ciclostile per stampare notiziari da divulgare all’esterno, regalato dalla segreteria provinciale della sinistra DC. Inoltre viene acquisito al circolo un proiettore cinematografico per la proiezione, ogni fine settimana, di documentari e film.
Il 16 luglio 1976 indico un’assemblea per relazionare sulle dimissioni del presidente nazionale Marino Carboni, sulle riunioni del Consiglio Provinciale, per chiudere il tesseramento e fare una minuziosa relazione sulle attività: in essa si approva l’autonomia del circolo Acli dai partiti politici. Chiudo il mio discorso, tra il plauso dei presenti, affermando che il circolo sarà veramente libero da influenze esterne solo se i settori funzioneranno e produrranno entrate economiche senza dipendere dall’aiuto esterno degli Enti pubblici che non sempre si comportano bene nei confronti delle Acli. Solo il consigliere Tavoliere, nel suo intervento, muove critiche alle Acli locali e provinciali per la loro scarsa autonomia politica e per il fatto che si limitano ad essere presenti sul territorio solo con attività culturali e sportive. L’ostilità della pubblica amministrazione verso il circolo sarà comunque una costante sotto tutte le bandiere politiche, proprio per la sua autonomia, per non essersi fatto mai asservire ai potenti di turno, per essere rimasto fuori dalle vicende politiche o lontano dalle scelte personali dei presidenti e dirigenti che non si scostavano comunque dalle denunce puntuali del circolo alle contraddizioni del potere.
San Marco in Lamis: Giornata della Madre del 1935
San Marco in Lamis: Giornata della Madre del 1935
Oggi, a quasi trent’anni di distanza, l’accusa è di fare troppa politica o di essere di parte e strumento dell’opposizione. Ma quale opposizione? A quella dei partiti che a turno vanno al potere? Una cosa è certa: il circolo è rimasto sempre al suo posto, vigile, con i suoi strumenti in difesa del cittadino che non ha voce e degli ultimi che non hanno potere.
La scelta nazionale e provinciale di autonomia delle Acli dai partiti raggela i rapporti con la DC locale, tanto da considerare scomodi i consiglieri Aclisti eletti nelle sue liste. Io stesso, più volte consigliere comunale, sono tenuto ai margini del partito democristiano. D’altro canto gli altri partiti, di destra e di sinistra, considerano le Acli troppo vicine alla DC.
Ma, accanto ai problemi politici, incombono quelli quotidiani di amministrazione. Per esempio, l’eterno problema del riscaldamento dei locali, incombente in ogni inverno, danneggia il circolo senza portare mai ad una adeguata soluzione.
Visita agli occhi del 1950.
Visita agli occhi del 1950.
La stufa a legna annerisce i muri che ogni anno necessitano di pitturazione. La stufa a gas riscalda poco ed ha costi eccessivi come quella elettrica che fa scattare il contatore. Tuttavia le attività, malgrado i pochi contributi degli enti pubblici e dei privati, riescono a mandare avanti il circolo. Il cambio dei locali alza sì i costi di gestione, non trattandosi più del vecchio monolocale seminterrato ma di più ampi spazi aumenta però anche le attività nel campo dello sport con centinaia di tessere dell’Unione sportiva Acli.
Nel campo dell’ENARS si potenzia il Club teatro, aumentano i corsi di dattilografia e di formazione e le attività culturali: ed il 1976 si chiude con un bilancio di 1.101.703 £ di entrate e 1.068.351 £ di uscite.
S. Marco in Lamis. Manifestazione del 4 Novembre 1988.
S. Marco in Lamis. Manifestazione del 4 Novembre 1988.
È la prova che l’autonomia politica rende malgrado il calo dei tesserati. Infatti, lo zoccolo duro delle Acli si assottiglia, sia perché gli anziani scompaiono lentamente ed inesorabilmente per malattia o decesso, sia perché i giovani si allontanano dal paese per motivi di studio o di lavoro. Inoltre la frequenza al circolo, come luogo di ricreazione, è sempre più difficile per la presenza delle attività di Formazione professionale e di Patronato che rendono difficoltosa la convivenza. Problemi questi che sono discussi nei numerosi consigli di presidenza e nelle assemblee del 1976 e del 1977 nelle quali si commemorano i dirigenti scomparsi quali Del Conte, Maruzzi, D’Apolito, Nazario Di Giovanni e tanti altri, ricordati sempre dal sottoscritto con stima e commozione per la fede fino all’abnegazione verso le Acli, per l’insegnamento lasciato, di servizio al prossimo, di capacità di autofinanziamento per la sopravvivenza del circolo nei momenti difficili.
Tutti questi verbali sono gelosamente custoditi.