Fegato con la cipolla In evidenza

Avendo degli ospiti a cena, delle volte è possibile dimenticare qualche ricetta. Per fortuna esistono una serie di ricette che garantiscono di fare un'ottima figura agli occhi dei commensali, tra questi si annovera certamente il fegato con la cipolla. Si tratta sostanzialmente di un piatto molto semplice da preparare ma che è in grado di regalare al palato un'ottima sensazione. Fa parte della tradizione veneta, ma con l'andare del tempo ha conquistato il palato di tantissime persone sparse nella nostra penisola e non solo. Per questa ricetta possono essere impiegati i fegati di vari animali, come ad esempio il maiale o il manzo, ma se questi due elementi possono risultare troppo "amari", potete optare per il fegato di vitello o di vitellone, decisamente più "dolci" e notevolmente più teneri rispetto a quelli citati in precedenza. Cominciate la preparazione di tale pietanza partendo dalle cipolle di Tropea, che dovranno avere un gusto particolarmente dolce. Per approfondire, seguite la seguente guida, in cui vi verrà spiegato chiaramente come cucinare il fegato con la cipolla.

Scrive p. Michelangelo Manicone
Porci cotti alla Pampanella
Qui (a Cagnano Varano, nota del webmaster) gli Inquisiti, i ladri, ed i porcari rubano de' porci, li ammazzano, gli sventrano, e per cuocerli, gli acconciano in questa maniera. Fanno una buca bislunga nel suolo. Indi in distanza di due o tre palmi dal fondo di essa buca vi pongono orizzontalmente delle grosse legna parallele tra di loro; e su questa graticola di legno vi acconciano il porco. Poscia fanno sul porco uno strato di felce, o di altre foglie, che cuoprono di terra. Finalmente su questo strato di terra, vi accendono un gran fuoco, che pur cuoprono di terra. Il porco in tal guisa acconciato a capo di tre giorni è già giunto alla perfetta cottura; e dicesi, che questo piatto della natura sia sì dilicato, che tentar potrebbe di gola lo stesso Apicio. Or questo metodo di arrostire il porco, metodo universale fra' pastori del Gargano, appellasi Il porco alla pampanella. Questa è una espressione ben costrutta, ben derivata, e significantissima; perché dimostra bene la cottura del porco fatta colle foglie degli alberi. Il Vocabolario della Crusca è dunque pregato di accettarla senza scrupolo ma in fatto di lingua non v'è salute fuor di Toscana. L'Accademia della Crusca crede lorda e schifosa ogni parola, che non sia purgata nell'Arno. Ma il rifiutare i vocaboli espressivi, perché non sono frutti del nostro terreno, è un'insensatezza simile a quella di un Principe, che lasciasse mancar l'opportuno alimento al popolo, perché quel genere non è un prodotto della sua Capitale.

Caratteristiche

  • Immagine: Immagine
  • Ingredienti:

    3 cipolle dolci di Tropea di media grandezza
    6 etti di fegato a nostra scelta
    olio d'oliva q.b
    sale q.b
    pepe q.b
    succo di un limone q.b
    2 cucchiai di aceto balsamico

  • Preparazione:

    Sbucciate accuratamente le cipolle e riducetele a fettine sottili. Mettete dunque una padella abbastanza capiente sul fuoco, facendola riscaldare per qualche minuto. Aggiungete successivamente un filo di olio d'oliva e la cipolla. Con un cucchiaio di legno mescolatela e apritela, in modo che possa cuocere in maniera uniforme. Spargete un pochino di sale, ma attenzione a non esagerare, in quanto questo elemento sarà presente anche all'interno della salsa. Coprite il tegame e continuate la cottura fino a quando la cipolla non avrà assunto un colorito trasparente.
    Nel frattempo occupatevi del fegato. Date a quest'ultimo una lavata sotto l'acqua corrente, in modo da eliminare il sangue in eccesso. Con un canovaccio in cotone tamponate fino a quando non sarà asciutto. In genere quando si acquista questo alimento, è il macellaio che taglia la frattaglia a fette; nel caso in cui questo non fosse successo, prendete un coltello a lama liscia e riducete a fettine dello spessore di circa mezzo centimetro. Aggiungetelo ora alla cipolla.

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