Pasquale Soccio da un ritaglio di giornale. Disegno di Francesco Cancelliere.
Pasquale Soccio da un ritaglio di giornale. Disegno di Francesco Cancelliere.
In occasione della Giornata mondiale del libro (23 aprile 2016) ho deciso di rendere di pubblica lettura il libro di Pasquale Soccio, Materna terra, Adda editore, 1992. Ho digitalizzato l'opera, inserendovi per il tramite di "tooltip" le note originali dell'Autore. Qualche nota esplicativa e le foto sono dello scrivente. Le illustrazioni sono del grande artista sammarchese Filippo Pirro. L'opera, di fatto non più reperibile, è stata stampata con i soldi dei frati del convento di San Matteo a San Marco in Lamis - Gargano. Il libro è molto bello da leggere: a tratti si legge l'Autore di 'Gargano segreto'. 'Materna terra' sembra non avere un filo unitario: molti contenuti erano stati già trattati precedentemente, eppure il libro è di piacevolissima lettura.
Scrive Umberto Eco in 'De Bibliotheca':

"Ora, cos’è importante nel problema di accessibilità degli scaffali? È che uno dei malintesi che dominano la nozione di biblioteca è che si vada in biblioteca per cercare un libro di cui si conosce il titolo. In verità accade sovente di andare in biblioteca perché si vuole un libro di cui si conosce il titolo, ma la principale funzione della biblioteca, almeno la funzione della biblioteca di casa mia e di qualsiasi amico che possiamo andare a visitare, è di scoprire dei libri di cui non si sospettava l’esistenza, e che tuttavia si scoprono essere di estrema importanza per noi. Ora, è vero che questa scoperta può essere data sfogliando il catalogo, ma non c’è niente di più rivelativo e appassionante dell’esplorare degli scaffali che magari riuniscono tutti i libri di un certo argomento, cosa che intanto sul catalogo per autore non si sarebbe potuto scoprire, e trovare accanto al libro che si era andati a cercare un altro libro, che non si era andati a cercare, ma che si rivela come fondamentale".

La copertina di 'Materna terra' con una illustrazione di Filippo Pirro
La copertina di 'Materna terra' con una illustrazione di Filippo Pirro
Queste pagine sono nate per amore e per dovere.
Sollecitate da un dovere civico, sono da conside­rare testimoniali; e in qualche modo testamentali per il diffuso sentimento di commiato che le ha ispi­rate.
La struttura di questo lavoro è pertanto compo­sita.
La prima parte si affida alla memoria e alle immagini per una più sensibile evocazione rivelatrice.
Triplice lo scopo della seconda parte.
Col tentativo di uno sforzo sintetico per un ampio arco storico, si è inteso porre in rilievo la lunga vita­lità di luoghi naturalmente predestinati.
La provvidenziale operosità francescana, con te­nace ripresa di rinascita da tante dolorose vicissitudini, è emersa sempre vittoriosa in circa mezzo mil­lennio di storia.
Infine il prezioso patrimonio storico e artistico impone un responsabile dovere per la conservazione, la tutela ed esigente efficienza al passo coi tempi.
Noi tutti concittadini abbiamo quindi una eredi­tà da accogliere, continuare e trasmettere.
La coscienza di un dovere impone la responsabi­lità di un civico impegno. Consapevole di tanto, già da anni chi scrive ha agito di conseguenza, apren­do un solco che ha ancora un percorso assai lungo da compiere. Certo, non spetta a lui esprimere un giudizio di valore in merito a quanto ha scritto e promosso. Si augura solo che quel tanto che ha potuto produrre valga, se non di esempio, almeno di fer­vido stimolo a fare di più e meglio.
Dedico questa mia ultima fatica di studi locali ai figli di S. Francesco per il dovere di una personale gratitudine; e soprattutto a quei francescani che si sono avvicendati nei due conventi portando alla lo­ro rinascita un contributo ragguardevole con ope­rosa alacrità tipicamente minoritica. Essi hanno re­stituito a San Marco in Lamis, col giusto respiro della piena efficienza, due splendide opere d'arte e di fe­de: Stignano e San Matteo. Rappresentano questi monumenti l'unico vanto della città e, si può ag­giungere, dell'intero Gargano per la loro singolare imponenza e bellezza.