Offro da leggere la versione digitale dell'opera di un grande scrittore di San Marco in Lamis - Gargano, Pasquale Soccio. Il libro si intitola Gargano segreto, edito da Adda - Bari nel 1972. L'opera è arricchita da disegni e puntesecche di Alfredo Petrucci, di San Nicandro Garganico. Ho deciso di digitalizzare questo bellissimo libro, praticamente introvabile (a meno che non si abbia a che fare con qualche fornita biblioteca). La prosa, nello stile di Pasquale Soccio, è poetica ed evocativa: nel suo scritto il Gargano si "vede" ed è emozionante leggere questa prosa per chi conosce gli angoli descritti. E' bellissima.

La copertina di Gargano segreto di Pasquale Soccio
La copertina di Gargano segreto di Pasquale Soccio
Chiedermi che cosa è il Gargano, è chiedermi chi sono io, sua zolla vivente e vagante. Nato dal bisogno di un colloquio con la mia terra, al fine di comprenderla e meglio comprendere me stesso in momenti essenziali, decisivi, riassuntivi della mia vita, questo libro vuol anche presentarsi come un aiuto, un avvio discreto a una nuova e sempre diversa esperienza garganica. Un visitatore odierno, assillato ormai dalla ricerca di un luogo nuovo, turisticamente quasi inedito che gli offra tuttora qualche cosa di autentico per riposare e ritrovare, a un tempo, se stesso e la propria anima smarrita, può accogliere i vari suggerimenti, diretti o indiretti, contenuti in queste pagine variamente meditate e sofferte. Ecco perché, qui, terra e uomo si offrono con lo stesso significato unitario: realtà e simbolo, segni di una sola verità, quella umana. Si tenta cioè di penetrare l'essenza di manifestazioni e fenomeni umani espressi da un determinato e particolare spazio geografico, oltre ogni mutevole vicenda sociale e transitoria situazione storica.
Cercando insomma di scoprire le radici di un evento, la sorgiva bellezza di un volto, di un paesaggio, di un aspetto, di un moto, di un gesto; rilevando la millenaria permanenza di una realtà umana e terrestre, si vuole ambiziosamente giungere a svelare in senso assoluto, la personalità univoca di una terra e di una gente.
Il lettore che avesse interesse ad aspetti pratici, di superficie, ad appariscenze di "carattere" e di "colore", a costumanze e usi spiccioli, potrebbe rimanere in qualche modo deluso.
Infine, lo dico con un po' di pudore, sono parole all'orecchio, come dette a me stesso sottovoce, quale frutto d'amore; e ciò può spiegare anche una certa, spontanea disposizione al canto della pagina, e alcune ricorrenze intenzionali di motivi, ricordi, impressioni.
Dedico questo libro al mio ex allievo Tommaso Nardella, che, con affettuosa premura, ne ha sollecitato e raccolto impressioni e parole in lunghe e laboriose sere del profondo inverno garganico.
All'eletto e compianto amico Alfredo Petrucci, cui mi legavano saldi e fraterni vincoli d'affetto, e come me ancorato a questa montagna da "sentimenti di struggente e straziante nostalgia per la perduta libertà" col definitivo esilio dal Gargano, essendosi già in vita "costituito prigioniero di una grande biblioteca" e morendovi, come per autodecisione nel giugno del 1969, la mia tenace e durevole riconoscenza per avere, a suo tempo, consentito con slancio a dar lume a queste pagine con suoi mirabili disegni riguardanti la comune terra d'origine.