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Ricordo un mio insegnante di storia che faceva risalire tutta la cattiva situazione di allora alla pace di Vestfalia. Un po' di tempo prima Eva aveva morsicato la mela...
È un fatto assodato che la Storia viene insegnata poco e male nella scuola italiana. Molti personaggi importanti, sono ignorati e, nella migliore delle ipotesi, viene data di essi una leggera “infarinatura”.
Persone come Carlo Cattaneo, Arcangelo Ghisleri, Napoleone Colajanni e tantissimi altri, vengono trattati in modo alquanto superficiale o per niente.
La situazione, mondiale e nazionale italiana, è molto critica. L'Italia, se continua così, è destinata a “schiantarsi”, con effetti drammatici, anche mondiali.
Cito Marco Damilano da L'Espresso, N. 8, Anno LXVI, 2020:

[...] L'attualità immediata è ciò che accade, il giorno per giorno, la superficie delle cose. L'attualità permanente sono i problemi strutturali del paese: l'efficienza della pubblica amministrazione, la produttività delle imprese, la qualità della classe dirigente, il nostro sistema di istruzione. E poi la crisi demografica, l'immigrazione che non è mai stata e non può essere considerata un'emergenza ma è una grande questione del secolo e l'emigrazione dei giovani italiani all'estero, il ruolo dell'Italia nel mondo, la cui perdita è sottolineata negli ultimi giorni da quanto sta accadendo in Egitto con lo studente dell'università di Bologna Patrick George Zacy. [...]

Ho deciso di dedicare una intera sezione del mio web a Napoleone Colajanni (1847-1921).
Nella nuova sezione ho inserito alcune note biografiche (file Biografia) del nostro, tratte rispettivamente da opere contemporanee di Onorato Roux (1910), Amedeo Galati di Riella (1914) e Teodoro Rovito (1922).

Illustrazione da "L'Asino" n. 39, 1912 di Galantara e Podrecca.
Illustrazione da "L'Asino" n. 39, 1912 di Galantara e Podrecca.
Ho pubblicato molti testi di Napoleone Colajanni, tratte dalla Rivista popolare del 1911; ho inserito una cronologia del 1911 ed ho diviso i testi proposti per argomenti.
Ho inserito note ed altri elementi multimediali tratti dalla Rete.
Ho pubblicato molti testi relativi alla impresa di Tripoli ed alla guerra italo-turca (1911-1912). Sono anni molto importanti, che decideranno il futuro ed anche il presente drammatico dell'Italia.
Il Colajanni nomina spessissimo i Nazionalisti, con a capo Enrico Corradini: si sentirà ancora parlare di lui negli anni successivi... e di un certo Benito Mussolini.
I primi anni del Novecento sono molto importanti. In essi si trova l'incubazione di avvenimenti successivi, che ipotecheranno la storia europea e mondiale degli anni successivi, con ricadute anche odierne.
La guerra italo-turca terminò ufficialmente il 15 ottobre 1912 con la Pace di Ouchy (Losanna). L'8 ottobre 1912 era iniziata la 1. guerra balcanica, che durò fino al 30 maggio 1913, tra l'impero turco ed il Regno di Montenegro, Bulgaria, Serbia e Grecia.
Nel giugno 1913 iniziò la 2. guerra balcanica (tra gli stessi), che terminò il 10 agosto 1913; il 28 giugno 1914 a Sarajevo (Serbia) fu ammazzato l'arciduca austriaco Francesco Ferdinando; il 28 luglio 1914 l'Austria dichiarò guerra alla Serbia, aprendo così il primo conflitto mondiale, una tragedia di dimensioni immani che cambierà per sempre il volto dell’Europa aprendo la strada ad altri drammi.
Il disegnatore umorista e deputato socialista Guido Podrecca (quello de L'Asino!) in Libia Impressioni e polemiche, Roma 1912 scriveva a Camillo Prampolini (contrario alla guerra di Libia)

[…] E quando, come me, si sentono assillati dallo stesse problema e lo risolvono in senso favorevole all'occupazione, uomini di antica fede socialista - sia pur dissidenti per qualche verso - quali Arturo Labriola, Paolo Orano, A. O. Olivetti, T. Monicelli, Roberto Marvasi - i quali, anzi, ci furon fino a ieri messi di fronte quali più veri e maggiori interpreti del rivoluzionarismo autentico; o uomini quali Angiolo Cabrini, Agostino Berenini, Giuseppe Canepa, Antonio Graziadei, Tullio Rossi-Doria, Bonomi, Bissolati, che fino a ieri voi stessi giudicavate dei migliori fra gli ortodossi - potete con tranquilla coscienza affermarli pervasi tutti di ebrezza militaresca, o non vi sorge il dubbio che essi possano trovarsi nel vero quando al problema dell'espansionismo - sia pur affacciatosi nella repugnante lorica di Marte - danno un valore che travarca le nostre antipatie e simpatie personali? […]

Molti dei personaggi citati aderirono al fascismo, tanto che Benito Mussolini nell'Opera omnia, Vol. XXIV, La Fenice, Venezia 1961, scriveva:

“Nel grande fiume del Fascismo troverete i filoni che si dipartono dal Sorel, dal Peguy, dal Lagardelle del "Mouvement Socialiste" e dalla coorte di sindacalisti italiani, che tra il 1904 ed il 1914 portarono una nota di novità nell’ambiente socialistico italiano, già svirilizzato e cloroformizzato dalla fornicazione giolittiana, con le "Pagine Libere" di Olivetti, "La Lupa" di Orano, "Il Divenire Sociale" di Leone”.

Le illustrazioni che accompagnano questa sezione sono tratte da L'Asino (1912), Tripoli italiana (1911), Lega navale (1912), da opere di M. De Mathuisieulx (1903-1912), Vita d'arte (1908), da un libro del 1900 sul pittore Giovanni Migliara e, qualcuna, dal web.