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Il testo che segue è stato scritto da J. Tusiani e doveva servire da introduzione del grande poeta e scrittore sammarchese ad un libro fotografico che non è stato mai stampato. Ho accompagnato questo testo con foto di Giuseppe Bonfitto. Qualche foto è dello scrivente, come pure le note.

Joseph Tusiani con P. Mario Villani in una foto del 2010.
Joseph Tusiani con P. Mario Villani in una foto del 2010.
Una domanda che probabilmente non avrà mai risposta potrebbe essere la seguente: 'In tutti gli anni di studio, dalle pagine del sillabario alla tesi di laurea, quale frase ti ha colpito maggiormente, e sì emozionato da accenderti la fantasia e farsi parte di te?' Grande fu la mia fortuna quando, in un corso di glottologia presso l'Università Fredericiana di Napoli, la scoperta dell'etimo del vocabolo 'pupilla' si tramutò in incontenibile gioia e divenne il primo di tutti i miei sogni. Il mio viso, rimpicciolito come quello di un pupo, è riflesso negli occhi della persona in cui fisso i miei, è la prima foto nella storia dell'umanità: è Adamo che si scopre nella pupilla di Eva.
Venni poi a sapere degli antichissimi studi sulla luce, da Aristotele (immagine)Aristotele.jpg a Leonardo da Vinci (immagine)b_250_0_16777215_01_images_tusiani_tooltips_Leonardo-da-vinci.jpg, del bisogno, cioè, che sentirono i nostri avi di recuperare la chiarità del giorno strappandola alla notte inevitabile.
G. Bonfitto. San Marco in Lamis: vecchia veduta di Largo Piano
G. Bonfitto. San Marco in Lamis: vecchia veduta di Largo Piano
Ma questo per me era ragionamento; la poesia me l'aveva già data il termine 'pupilla', che era vita prestata dalla vita stessa. Monsieur Daguerre (immagine)Louis-Daguerre.jpg, più che padre della fotografia, io oggi preferisco considerarlo banditore di quella poesia perché con la sua conquista egli prolunga la vera entità della storia, nostra e altrui, salvandola dall'oblio.
È stato detto che la vita non è quella che abbiamo vissuto ma quella che ricordiamo di aver vissuto; ecco, dunque, la magia dell'arte fotografica: fa rivivere, e anzi per la prima volta vivere, ciò che, senza di essa, rimarrebbe materia disintegrata e sepolta, e dunque come non mai esistita. Se dico 'arte fotografica mi tocca forse chiedere venia per l'uso di un sostantivo che ha scatenato lunghi dibattiti e acerbe querimonie tra fotografi e artisti, nonché imbarazzanti pensamenti e ripensamenti: basti pensare al poeta Lamartine (immagine)b_250_0_16777215_01_images_tusiani_tooltips_Lamartine-par-Decaisne.jpg che, nel 1858, denigrò la fotografia come 'invenzione del caso che non sarà mai arte ma plagio della natura da parte dell'ottica' e, l'anno dopo, la elevò al di sopra dell'arte stessa, esaltandola come 'fenomeno solare in cui l'artista collabora con il sole'.
G. Bonfitto. Il Convento di S. Matteo a S. Marco in Lamis
G. Bonfitto. Il Convento di S. Matteo a S. Marco in Lamis
Questo libro di Giuseppe Bonfitto, 'San Marco Ieri e Oggi. Immagini di un Secolo: 1900-2000', è una raccolta di foto rare e miliari: non è da leggere, dunque, ma da contemplare e meditarci su. La contemplazione la ispira ogni antico particolare a cui il tempo ha risparmiato il graffio definitivo; la meditazione, invece, la impone il silenzio che scende su ogni umana vicenda.
Questa è la nostra Città.
Foto di Giuseppe Bonfitto
Foto di Giuseppe Bonfitto
Ma quanto di essa, e in essa, è cambiato nello spazio di un secolo? Quanti dei vecchi "mugnali" sono rimasti com'erano, bianchi di calce appena distesa, slabbrati ma ancora civettuoli e desiderosi di ammirazione? E quante delle vecchie case sono ancora riconoscibili sotto cosiddette moderne "elevazioni architettoniche" che qualcuno preferisce non ricordare? E, infine, come definire la 'nuova' San Marco che comincia dove, un secolo fa, ai piedi del campanile della Collegiata si accovacciavano le ultime dimore del paese tra i cespugli dell'Orto di Zuvidde e va a sconfinare con grotteschi casermoni fin quasi alla scalinata del Convento di San Matteo? Tutto questo a me importa ben poco.
Due ex sindaci, Raffaele Fino e Giuseppe Soccio, e Padre Mario Villani, anima intellettuale del Santuario, mi hanno affidato il compito di scrivere queste umili parole di presentazione forse perché sanno che i miei 65 anni d'America hanno irrobustito l'amore per queste radici. È del tutto irrilevante per me l'anomalia di un paese che contava venticinquemila abitanti quando si estendeva dal Monte di Mezzo alla Chiesa Madre, e ne conta non più di tredicimila oggi che esso ha obliterato il panorama che vive nei miei ricordi. Non è la geografia che con imperiosa e dolce voce materna ammutolisce le onde dell'Oceano Atlantico: è quell'indefinibile e irresistibile impeto che mi fa baciare queste zolle, e queste radici trasforma in reliquie. Per 'radici', naturalmente, intendo anche i mitici personaggi di cui, in questo libro, spicca più di un esemplare in uno scenario storico che qui conviene brevemente rivedere.

Vecchia abitazione costruita sulla roccia a S. marco in Lamis
Vecchia abitazione costruita sulla roccia a S. marco in Lamis
Una tipica ed antica abitazione di S. Marco in Lamis
Una tipica ed antica abitazione di S. Marco in Lamis
L'attuale sede del Municipio di S. Marco in Lamis in una vecchia cartolina
L'attuale sede del Municipio di S. Marco in Lamis in una vecchia cartolina
 

G. Bonfitto: la prima corriera comparsa a San Marco in Lamis
G. Bonfitto: la prima corriera comparsa a San Marco in Lamis
Il ventesimo secolo giunge a San Marco, e clamorosamente si rivela ai Sammarchesi, attraverso gli scoppi del motore della prima corriera, qui ammirata da un gruppetto di curiosi visibilmente
G. Bonfitto. La croce in ferro eretta sulla cima del Monte Celano. Fu costruita da Michele Serricchio.
G. Bonfitto. La croce in ferro eretta sulla cima del Monte Celano. Fu costruita da Michele Serricchio.
increduli. Sul Monte Celano viene issata la prima croce in ferro ('Ave Crux, Spes Unica) che sostituisce una in legno, a ricordo dell'Anno Santo del 1925. Come sempre austero e ricco di glorie prelatizie, il Palazzo Badiale è ancora il 'Trono' nella zona che ne porta il nome. L'avvento del Fascismo è testimoniato da foto di cortei, saggi ginnici, apparizioni di note facce locali per l'occasione atteggiate a ghigni di pomposi gerarchi, e tanti scolaretti in divisa di Balilla. E c'è, soprattutto, l'Edifizio Scolastico (facciata anteriore e posteriore) la cui inaugurazione coincise con la mia quinta elementare.

G. Bonfitto. Esercizi ginnici a S. Marco in Lamis durante il ventennio fascista
G. Bonfitto. Esercizi ginnici a S. Marco in Lamis durante il ventennio fascista
G. Bonfitto. L'edificio scolastico Balilla, inaugurato nel 1933
G. Bonfitto. L'edificio scolastico Balilla, inaugurato nel 1933
G. Bonfitto. L'edificio scolastico Balilla. Veduta posteriore.
G. Bonfitto. L'edificio scolastico Balilla. Veduta posteriore.
G. Bonfitto. Vecchia foto del mercato scoperto di S. Marco in Lamis
G. Bonfitto. Vecchia foto del mercato scoperto di S. Marco in Lamis