Le composizioni proposte sono tratte dal Bollettino del Santuario di S. Matteo a S. Marco in Lamis. I numeri in mio possesso vanno dal n. 1 al n. 6 e sono del 1960. Il tema del Convento di S. Matteo è stato utilizzato molto in varie composizioni: si vedano anche alcune composizioni di Joseph Tusiani e Francesco Paolo Borazio.

Domenico Gatta

La sua figura è legata a tanti ricordi della mia fanciullezza. Quando facevo il chierichetto alla chiesa delle Grazie, ogni mattina servivo Messa. C'erano 3 signori che non mancavano mai: Domenico Gatta, Luigi Lombardozzi e l'avvocato Parisi. Essi cantavano e stonavano piacevolmente. Il mio compagno Leonardo li sfotteva ed allora interveniva il parroco D. Felice Bonfitto, inferocito. Domenico Gatta era il Segretario del Comitato che raccolse i fondi per la posa di una Croce in ferro sulla cima del Monte Celano. Egli era un uomo molto pio e tutti lo chiamavano 'Mincuccio' e così si firmava.

Copia di un poesia che 'Mincuccio' scriveva di getto.
Copia di un poesia che 'Mincuccio' scriveva di getto.
Al periodico bimestrale del Santuario di S. Matteo

Sei tu, di San Matteo, quel Bollettino
(Nato gentil, da poco, come un fiore)
Che spandi per le Puglie un grato odore
di muschio, di violette e biancospino.
Tu solo con i dolci e lieti canti
Quando tetra ne assal malinconia
Puoi col tuo spirto ricacciarla via
E risanare tanti cuori infranti.
Chi t’avrà in mano col più grande ardore
Ti leggerà, ma pieno di contento
A San Marco invierò l’abbonamento
E guadagnato avrà gioia al suo cuore.

Alla pura e senza macchia, Maria

Quando l’ultimo bacio il sol dà al monte
A Te, Vergine, sale il pensier mio;
E tu che sei del bello amor la Fonte,
Rendi il mio cuor fervente e pio.
Com’è dolce pregare innanzi all’Ara
in quell’arcana pace vespertina;
nell’ora bruna e tante volte amara
Pietà abbi di me, Madre Divina!
Ouando la notte cade e tutto imbruna
E l'arla invade un’estasi beata
Ogni desio d'amarti in cor s’aduna
E sol te invoco, o Madre Immacolata.

Sospiro alla Vergine

Una Fiamma ho nel cor che mi divora
E mi consuma sempre più veemente;
Madonna mia, se dormo pure allora
Ti vedo nei miei sogni sorridente.
Come la luna bella sei, Signora
Eletta come il sol, ma più fulgente,
II nome tuo ripete d'ora in ora
II core che per te sospira ardente.
Quando i raggi d'amore scintillanti
Proietti dai begli occhi tuoi giocondi,
In ogni core desti l'allegria.
Di gioia colmi tutti i cuori infranti,
Virtude eccelsa in ogni petto infondi
E pace doni all'anima, o Maria!

 
S. Marco in Lamis: una fornaia
S. Marco in Lamis: una fornaia

Vittorio Siani

T'ergi maestoso, sfidando i secoli,
tra arbusti e quercioli
della smeraldina Valle di Stignano.
L'usignuolo canta e le melodiche note
si librano nell'azzurro spazio
fondendosi col cinguettìo d'altri uccelli;
spesso per i viottoli scoscesi
scende o sale o sbuca tra le fronde
un Fraticello col Breviario o con la sacca.
E tant'altre volte ancora vedi
giovani Frati che i vent'anni
invitano quelli a giochi gai, a gai motteggi.
Oasi di pace e di serenità;
come vorrei fermare il tempo e il passo
e stendermi sull'erba fresca
guardando il cielo tra le foglie;
degli uccelli vedere rapidi voli tra i rami
e del ramarro sentire il lesto fruscio nei cespugli!
Udire a lungo il mattutino francescano
e al vespro i rintocchi di campana!
Ma l'ora ingrata mi riporta via,
lontano da Te, vecchio Convento;
fra gente indaffarata,
fra rumori di motori in fuga,
tra i fischi di sirene d'opifìci,
e tra stonanti note di yuke-box.
Mi riporta nel vortice fervente
dell'odierna vita.
La mente intorpidita dal frastuono
vanamente cerca Te,
nel Tuo verde, nella Tua solitudine.
Oh, Convento di S. Matteo
quant'è amara la nostalgia
per chi sa di Te la pura atmosfera mistica,
il meraviglioso incanto silvestre,
la gioconda libertà degli uccelli,
l'inebriante profumo della madre selva,
là, nell'amena Tua valle!
O Convento solitario antico
non devo, non posso, non so obliarti.
E' nel Tuo sogno che lo spirito si ritempra,
l'anima si scioglie dalla carne
e questa trova refrigerio.
Ed è in questa beatitudine
che piego il ginocchio e chiedo al Tuo Santo
la forza di restare lontano da Te: vecchio Convento!

Uomo a cavallo sulla strada S. Nicandro Garganico-S. Marco in Lamis
Uomo a cavallo sulla strada S. Nicandro Garganico-S. Marco in Lamis

Uomo a cavallo sulla strada panoramica che porta al Convento di S. Matteo a S. Marco in Lamis.
Uomo a cavallo sulla strada panoramica che porta al Convento di S. Matteo a S. Marco in Lamis.

La cumpagnia dei sammarchesi
La cumpagnia dei sammarchesi

S. Marco in Lamis: La processione delle fracchie in una vecchia foto.
S. Marco in Lamis: La processione delle fracchie in una vecchia foto.

Luigi Martino

Quell'erba
ancor tanto bassina
che, a vederla da lontano,
ben pare
una fuga di tela verdina
sotto il vento di marzo ad asciugare:
quell'erba,
vecchio pastore
che vi conduci ai margini l'armento
a brucare contento,
è lo stesso pane
che sbocconcelli senza companatico
e che dividi col tuo fedel cane
che veglia, e t'accompagna
per liberi piani, e a la montagna!
Lo stesso pane, sacro, del Viatico,
che il Signore,
onnipresente,
porge con Sua mano clemente
a sostegno del vacillante cuore!

 
La croce in ferro che si trova sulla sommità del Monte Celano a S. Marco in Lamis.
La croce in ferro che si trova sulla sommità del Monte Celano a S. Marco in Lamis.

Alfonso La Cecilia

Ai piedi della croce di Celano,
su un aspro ondeggiamento di collina,
sorge il convento con la sua chiesina,
quasi a levarsi sopra il gorgo umano:
Una corte, una fonte, edera al muro
fondo scale e un corridoio oscuro.
Una terrazza è aperta sui ligustri
e vestito di saio il francescano,
del sacro ufficio il libro in una mano,
si siede e prega dietro i balaustri;
nel limpido lavacro della pace;
l’alma s'inciela e tutto intorno tace.
Insieme a dondolii di campane
or sale dall'eremo un'armonia:
intonano la loro salmodia
al Santo le divote paesane,
prostrate, in dolce estasi dei sensi,
sull'ara onde si levano gli incensi.
Sospesi, là, nel cielo del convento,
in largo volo gli angeli adoranti,
vigili stanno con preghiere e canti
di paradiso in dolce atteggiamento;
e in quella purità di gesta e d'ali
sono un coro di voci universali.

 

Una vecchia foto del Convento di San Matteo a S. Marco in Lamis.
Una vecchia foto del Convento di San Matteo a S. Marco in Lamis.

S. Marco in Lamis: Convento di S. Matteo - Particolare della biblioteca
S. Marco in Lamis: Convento di S. Matteo - Particolare della biblioteca

Vincenzo De Simone

Io ti vedo, o Signor, tra le genti
con lo sguardo tuo dolce d'asceta
insegnare alla turba in declino
quell’”amor” che sublima le menti
e fa bello e fiorito il cammino.
Deh! Ascolta degli umili il duolo
che li opprime con strazio profondo:
l’alme infiamma di ardore novello
l’alme avvinci in un palpito solo
per l’ascesa e la pace del mondo.
La tua arcana parola di pace
fa che illumini tutte le menti
e l’”Amore” sia unica fede
che sorrida perenne nei cuori
e affratelli e sia guida alle genti.

 
L'interno della chiesa del Convento di S. Matteo a S. Marco in Lamis in una vecchia foto.
L'interno della chiesa del Convento di S. Matteo a S. Marco in Lamis in una vecchia foto.

Vippi

Lu cannucchiale
Da dove sta pusate lu cummente
sotta Monte Celane,
ce scrope tutte e non te sfuje nente:
Melisce e Santa Loja,
la Caulima e lu Chiane,
Casarenelle e tutte lu Strascine,
L'Addulerata cu Sante Vardine;
se pò lu sguarde mire cchiù luntane,
scrupe anche lu Gran Sasse e la
Maiella

 
Vecchia foto del Convento di S. Matteo a S. Marco in Lamis.
Vecchia foto del Convento di S. Matteo a S. Marco in Lamis.