Nella sezione dedicata ad Ernesto Rossi (co-autore con Altiero Spinelli del Manifesto di Ventotene del 1941 ed esecutore testamentario di Gaetano Salvemini, puoi scaricare (e leggere) 2 interventi del Nostro usciti su L'Astrolabio del 25 ottobre 1963.
Nella sezione Storia>>Panfilo Gentile è da scaricare il libro completo, diviso in 9 capitoli, Polemica contro il mio tempo
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Nord-Sud

 
  • Una tesi di Maturità

    Una tesi di Maturità

    Lunedì, 18 Febbraio 2019 - 101.05 Kb - pdf - 9674327a355a3423a9412dab672241de - Antonella Danna, La Questione Meridionale. Tesi di Maturità, Liceo Classico dell'I.I.S.S. "Francesco Crispi" di Ribera Con l'espressione “Questione Meridionale” si definisce lo sproporzionato divario, nelle attività sociali ed economiche, nell’intensità della vita collettiva, nella misura e nel genere della produzione, tra le regioni settentrionali e quelle meridionali dell’Italia; tale divario ha dato luogo ad un ampio dibattito relativo alle cause del mancato sviluppo economico, sociale, culturale del Sud dopo l'Unità d'Italia. [...]

  • I galoppini

    I galoppini

    Lunedì, 18 Febbraio 2019 - 140.03 Kb - pdf - 67cb019e1c07adef94d958f3b87bb6e5 - De Blasio, La malavita a Napoli: ricerche di sociologia criminale, Napoli, Stab. tip. G. M. Priore editore, 1905 [...] “Elettori! Se mi permetto di chiedervi il voto, non lo faccio per vanagloria, ma per distruggere il monopolio della corruttela, che da anni tiene avvinto il nostro collegio!” [...] Ad elezione finita restano come amici del Deputato i soli Guardaspalle, ai quali ricorrono gli elettori per avere delle raccomandazioni. È inutile dire che la maggior parte dei nostri onorevoli non si sono mai occupati dei loro elettori; ma certe volte, per togliersi, come essi dicono, le seccature... [...]

  • Emigrazione e questione meridionale

    Emigrazione e questione meridionale

    Domenica, 10 Marzo 2019 - 189.15 Kb - pdf - 3c7dcbb5af71f02f57c3671e983ca317 - Da http://basilicata.bancadati.itRiflessione storiografica: emigrazione e questione meridionale [...] “Il problema meridionale si risolverà… se sapremo creare una nuova idea politica e una nuova forma di Stato, che sia anche lo Stato dei contadini; che li liberi dalla loro forzata anarchia e dalla loro necessaria indifferenza. Né si può risolvere con le sole forze del mezzogiorno… ma soltanto con l’opera di tutta l’Italia, e il suo radicale rinnovamento”. [...]C. Levi, Cristo si è fermato ad Eboli, Mondadori, Cles (TN) 1976, pag. 210

  • Partecipazione e spartizione

    Partecipazione e spartizione

    Domenica, 24 Marzo 2019 - 97.17 Kb - pdf - 4b0220acb8a2d6a54b4ec6d96e380304 - Angelo Romanò, L'Astrolabio, n. 21 del 14 novembre 1977 [La lottizzazione] è, nella sfera del sottogoverno, il correlato del consolidamento delle correnti nella DC prima, e poi delle formule di coalizione nella fase del centrismo e del centrosinistra. La pratica ormai abituale d'assegnare a uomini designati dai partiti gli incarichi che comportano responsabilità non politiche ma amministrative e manageriali negli enti e nelle aziende delle Stato o collegate ad esso è un momento, tra i più rilevanti e carichi di conseguenze, della tendenza ad espropriare lo Stato che caratterizza la presenza dei partiti nel nostro Paese; e ha riflessi sia sul ruolo dei partiti, che così si trasformano da centri di elaborazione politica, di dibattito, di orientamento ideologico e culturale, di progettazione in vere e proprie strutture di potere, sia sul libero dispiegarsi della dialettica democratica della società, dal momento che il potere, concentrandosi, tende a emarginare e a escludere coloro che non si riconoscono nei suoi apparati. Di fatto, la società si spacca e disunisce, con fenomeni diversi ma sempre negativi ai fini della sua crescita. [...]

  • Clientele ed ipocrisie

    Clientele ed ipocrisie

    Martedì, 26 Marzo 2019 - 143.55 Kb - pdf - ae78961ccccc2f1760b7b4ce97d477f9 - Bruno Manfellotto, L'Astrolabio, n. 24, 1977 [...] La cosiddetta “catena di Sant'Antonio” si è ormai spezzata e non darei quest'onore a Luciano Infelisi; l'arte del rovellismo è solo l'esempio più deteriore di come - e con i soldi di chi - abbiamo industrializzato buona parte del Mezzogiorno, ma non darei affatto il primato di questa scoperta al magistrato romano.[...] 

  • Marcello Vittorini

    Marcello Vittorini

    Venerdì, 12 Aprile 2019 - 2.14 Mb - pdf - 487160d739b3fe0e8b1e148dd7ca06ac - Marcello Vittorini, 16 articoli sulla rivista L'Astrolabio (1978-1979), a cura di Michele Colletta. Ho trovato i 16 articoli che vi propongo, nella raccolta de L'Astrolabio (1963-1984), rivista molto letta all'epoca e creata da Ferruccio Parri ed Ernesto Rossi, al quale si deve anche il titolo.I contenuti degli scritti mi hanno colpito profondamente, per cui ho cercato informazioni sull'Autore, Marcello Vittorini.Purtroppo ho trovato poco. Sono, tuttavia, convinto che il nostro sia uno di quegli italiani geniali, ma sconosciuto ai più. Per questo mi sono deciso a pubblicare questi suoi 16 articoli.Marcello Vittorini era un Ingegnere civile, docente universitario ed urbanista di fama internazionale, protagonista dell'urbanistica italiana della seconda metà del secolo XX.Egli ha perso, ma le sue intuizioni, le sue proposte, i suoi scritti, a volte durissimi, sono di una attualità impressionante.

  • Lezioni di Storia

    Lezioni di Storia

    Mercoledì, 08 Maggio 2019 - 133.99 Kb - pdf - d4aef31967c71237de2a2f230ebb6911 - Vi presento 2 articoli scritti nel 2011 (L'Unità del 19.03-2011 e www.nens.it), ma che sembrano scritti oggi (2019). Sono due buoni esempi di come si 'volgarizza' la Storia, “maestra di vita”. Vincenzo Visco: [...] Il fatto è che le forze che potevano in teoria opporsi ad una deriva degenerativa non sono state all’altezza del loro compito per insufficienze culturali e politiche, ma soprattutto perché non avevano la stessa interpretazione della vicenda italiana e del percorso di necessaria modernizzazione del Paese, e comunque non ne avevano una adeguata. [...]Giorgio Ricordy: [...] Il piglio spregiudicato e decisionista con cui Craxi e il suo gruppo di potere si muovono su questa direttrice comporta da un lato il progressivo dilagare del sistema tangentizio e lottizzatorio nel quale trovano spazio diffusi margini di interessi personali, dall'altro il radicamento di ostilità e diffidenza da parte di aree crescenti del potere economico e internazionale. Contemporaneamente, la disinvoltura, spesso strumentale, con cui viene gestita la finanza pubblica per fini clientelari, apre la strada ad uno squilibrio debitorio che in pochi anni porta il debito a raddoppiare e il deficit di bilancio a diventare quasi incolmabile anche per la conseguente vertiginosa crescita degli interessi passivi. [...]

  • A. Graziani e il Mezzogiorno

    A. Graziani e il Mezzogiorno

    Mercoledì, 19 Giugno 2019 - 97.35 Kb - pdf - eaa436fc853b0096fb9e1af064106f79 - Augusto Graziani, L'Astrolabio n. 23-1982 [...] Bisogna anzitutto avere percezione nitida del fatto che tracciare l'avvenire del Mezzogiorno come avvenire di produzione e di mercato e non di clientela e di assistenza, lede inesorabilmente una struttura di interessi che ha ormai acquisito una conformazione consolidata. Un avvenire produttivo del Mezzogiorno, significa per il Centro-Nord l'impossibilità di continuare nel disegno strategico di utilizzazione della zona lavoro meridionale che esso sta perseguendo e che consiste nell'utilizzare i lavoratori del Mezzogiorno mediante il decentramento di attività produttive, facendo affluire manodopera nelle regioni del Nord soltanto nella misura necessaria per rimpiazzare lavoratori locali nelle mansioni più ingrate e ormai rifiutate. Ma, e questo è forse l'ostacolo principale, un avvenire produttivo per il Mezzogiorno significa il venir meno della gerarchia burocratica e clientelare che, assicuratesi il controllo dei flussi di denaro pubblico, domina la società meridionale attraverso strade che passano per il controllo amministrativo e che nulla hanno a che vedere con i meccanismi del mercato. Sono, inutile dirlo, gli stessi ceti che sul piano nazionale stringono alleanze con gli imprenditori del Nord, per dare vita a governi nazionali che sì reggono sulle due staffe dell'efficienza nel Nord e del clientelismo nel Sud. Detronizzare questi ceti e sostituirli con una società democratica, fatta di borghesia imprenditoriale e di lavoratori che si muovono in un mercato di piena occupazione, rappresenta una prospettiva di portata rivoluzionaria. [...]

  • Economia e Mezzogiorno

    Economia e Mezzogiorno

    Venerdì, 28 Giugno 2019 - 388.94 Kb - pdf - 587f182543408664e81b99b9809f6c8c - Vi presento una serie di articoli apparsi sull'Astrolabio nn. 21-22-24 e 25 del 1982 e nn. 1-4-8-16 e 17-20 del 1983. [...] I meridionalisti appaiono alla gente o come piagnoni che lacrimano sulle sventure del Mezzogiorno oppure come alacri sostenitori di un sistema di potere, per lo più corrotto e corruttore, ben nidificato e sostenuto con la finanza pubblica. O protestano oppure sono ben inseriti dentro enti, centri studi, organismi di consulenza e di ricerca, dispensatori di favori e di prebende. A volte singolarmente certi meridionalisti fanno l'una e l'altra cosa: contestano e approfittano al tempo stesso. E così intellettuali, come si dice?, impegnati tracciano la mappa dei malanni del Mezzogiorno e al tempo stesso si ritagliano una fettina di potere e di denaro all'ombra di “prestigiosi” centri. Ma lascerei ad un sociologo della conoscenza (possibilmente anglosassone) il compito di esplorare meglio le ragioni e gli effetti di questa schizofrenia di una certa intellettualità meridionalista. [...] Bisogna allora mettere a punto interventi specifici sul mercato del lavoro, sfuggendo al doppio pericolo, già sperimentato, del garantismo ad oltranza (vedi l'esperienza della legge 285 sulla disoccupazione giovanile) e del sussidio indiscriminato. [...]Mariano D'Antonio

  • I Mezzogiorni d'Europa

    I Mezzogiorni d'Europa

    Domenica, 04 Agosto 2019 - 716.86 Kb - pdf - e958bc832ef9948a9ead19a97ca06fb8 - I Mezzogiorni d'Europa, a cura di Rocco Tancredi, Lacaita editore, Taranto, 1974 [...] Sempre meno popolato, sempre più vecchio. Secondo le previsioni demografiche dell’Istat, l’Italia invecchia irreversibilmente, ma il Sud ancora di più. E da qui al 2065 è destinato a svuotarsi. Gli italiani si sposteranno sempre più verso il Centro-nord: tra meno di cinquant’anni le regioni settentrionali accoglieranno il 71% dei residenti, mentre nel Mezzogiorno si scenderà al 29 per cento. Con 1,1 milioni di individui che faranno le valigie.In base allo scenario tracciato dall’Istat, saranno 14,4 milioni gli italiani che si sposteranno da una regione all’altra entro il 2065. La previsione, però, è quella di un calo degli spostamenti, dai 330mila all’anno attuale ai 262mila entro il 2065, per via del progressivo invecchiamento della popolazione. Chi si muove ha di solito un’età compresa tra i 25 e i 39 anni, e questa classe d’età con il calo della natalità generalizzata sarà sempre più ristretta.Ma a beneficiare di questi spostamenti, seppur ridotti, sarà soprattutto il Nord Est, con un saldo di trasferimenti positivi di 473mila unità in meno di 50 anni. A seguire il Nord Ovest, con 458mila individui in più; e il Centro, con 389mila unità aggiuntive. Negativo, invece, il saldo per il Mezzogiorno: nelle isole mancheranno all’appello 198mila individui, nelle regioni del Sud si conteranno 1,1 milioni di persone in meno.Entro il 2065 nelle isole mancheranno all’appello 198mila individui, nelle regioni del Sud si conteranno 1,1 milioni di persone in meno.Nel 2065, gli italiani saranno circa 54 milioni, 6 milioni e mezzo in meno rispetto a oggi. Di questi, solo 10,7 milioni risiederanno al Meridione. E la popolazione meridionale sarà quella a invecchiare più in fretta rispetto a tutto il resto d’Italia. Nel Sud e nelle isole, la popolazione passerebbe da un’età media iniziale compresa tra i 43 e i 44 anni, più bassa di quella registrata nel Centro-nord, a una vicina ai 46 anni entro il 2025, e poi a una superiore ai 50 entro il 2045. [...]Fonte: linkiesta.it/it/article/2018/05/04/sempre-piu-vecchio-povero-e-spopolato-il-sud-italia-e-destinatoallest/37972/

  • 3 mesi in Calabria

    3 mesi in Calabria

    Venerdì, 06 Dicembre 2019 - 149.82 Kb - pdf - 1b2dc4cb3af5b205536b1db0fcddb499 - Cesare Lombroso (1835-1909), 3 mesi in Calabria, in Rivista contemporanea, fascicolo CXXI, dicembre 1863, Torino.[…]Può dunque immaginarsi in quale stato sia l'igiene fra quei poveri nostri fratelli. Un decimo quasi del suolo (490 miglia quadrate) giace paludoso ed incolto. Questi terreni pur troppo apportano un danno gravissimo alla pubblica igiene, e da questo lato non saprei se peggiori le paludi od i boschi.Nella ricchissima Gioia l'aria è così infestata dal miasma che tutti i ricchi emigrano per sei mesi dell'anno, nè vi stanno il giorno che poche ore, ritirandosi la sera in Palme. Ora l'asciugare quelle paludi che la contornano costerebbe poco e renderebbe molto. S. Ferdinando deve la sua origine al prosciugamento del torrente. Anche in Gioia alcune paludi furono incanalate e ridotte a frutteti e vigneti da un francese, resero il 25 per 100 e diminuirono l'intensità delle febbri. [...]
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