San Marco in Lamis In evidenza

Questa Terra è come gittata in una delle tante Valli di Monte S. Angelo. Ad occidente tiene il Piano di S. Severo. A settentrione ha S. Nicandro, e a mezzodì Rignano. Il suo Territorio è steso a segno, che giunge a 1330 carra. Raccoglie in grandissima copia Grano, Grano d’India, Orzo, Fave , Legumi, Canapa, e Lino. Ha in oltre Vigneti, Oliveti, e Querceti. Ha in fine Boschi di Cerri, e di Faggi, e di Castagni. Tien anche pastorale sufficiente. L’Agricoltura si esercita male, come in tutti i luoghi di questa Provincia. Questa Terra è come gittata in una delle tante Valli di Monte S. Angelo. Ad occidente tiene il Piano di S. Severo. A settentrione ha S. Nicandro, e a mezzodì Rignano. Il suo Territorio è steso a segno, che giunge a 1330 carra. Raccoglie in grandissima copia Grano, Grano d’India, Orzo, Fave , Legumi, Canapa, e Lino. Ha in oltre Vigneti, Oliveti, e Querceti. Ha in fine Boschi di Cerri, e di Faggi, e di Castagni. Tien anche pastorale sufficiente. L’Agricoltura si esercita male, come in tutti i luoghi di questa Provincia. Francesco Longano, Viaggio per la Capitanata, Napoli 1790

La gola di Stignano si apre per formare un'ampia conca carsica, dominata dal santuario di San Matteo. In questo scenario sorge San Marco in Lamis. La storia del paese è legata al santuario di San Matteo, una volta badia di San Giovanni in Lamis, alla cui ombra nacque e si sviluppo la città di San Marco, rendendo fervida e sonante d'opere la vita di questa valle. La badia sorse nel V secolo [mancano documenti che suffraghino questa data, NdR] all'epoca dell'apparizione dell'Arcangelo Michele, situato lungo la Via Sacra Langobardorum [Si tratta della 'Via Francesca', citata in alcuni documenti. Il termine che si riferisce ai Longobardi non esiste storicamente, NdR], che portava i pellegrini dalle località più lontane alla grotta dell'Arcangelo Michele, San Marco in Lamis è fin dall'antichità uno dei principali centri sacri del Gargano.
Il centro storico, la padula, di origini medievali, conserva angoli pittoreschi. Vezzi dell'architettura povera più antica sono i tetti a schiera ed i 'mugnali', singolari gradinate esterne con ballatoio. L'antica tradizione della lavorazione dell'oro è stata tramandata nelle botteghe dove gli orafi, con mazzetta, bicornia, filiera e punzone, cesellano fermagli e monili, creano pendenti e sustume, incastonano corniole e granati.
Nel territorio di San Marco si possono osservare diverse manifestazioni di carsismo, i pianori crivellati, le piccole doline, il vallone di Stignano, la grotta di Montenero. La grotta di Montenero si trova nei pressi del monte omonimo, vi si scende all'inizio quasi carponi e ci si inoltra per qualche centinaio di metri nelle viscere della terra in un mondo di stalattiti e torrenti sotterranei. Inestimabile patrimonio naturale è la defensa, estesa area boschiva interrotta dalla macchia e dalle pietraie.

Caratteristiche

  • Da vedere:

    Santuario della Madonna di Stignano, La Cattedrale, Il Palazzo Badiale, Il Santuario di San Matteo, Il centro storico

  • Da comperare:

    Oggetti in legno e in ferro battuto, Oggetti cesellati in oro, Stoffe con ricami

  • Manifestazioni:

    La processione delle "fracchie" (venerdì di Pasqua), Fanoje di San Giuseppe (19 marzo), Festa patronale di San Matteo (21 settembre), Festa patronale di San Marco Evangelista (25 aprile), Pellegrinaggio alla grotta di San Michele (dal 3. lunedì al 3. mercoledì di maggio), Processione della SS. Vergine di Stignano, Sagra dell'acqua sala fredda (ultima domenica di luglio a borgo Celano), "Cchiù fa Notte  fa forte" (Ultima domenica di agosto)

  • Abitanti al 31.12.2003: 15.447
  • Abitanti al 31.10.2015: 13.866
  • Diff. Percentuale: -10.23

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