Nella sezione dedicata ad Ernesto Rossi (co-autore con Altiero Spinelli del Manifesto di Ventotene del 1941 ed esecutore testamentario di Gaetano Salvemini, puoi scaricare (e leggere) 2 interventi del Nostro usciti su L'Astrolabio del 25 ottobre 1963.
Nella sezione Storia>>Panfilo Gentile è da scaricare il libro completo, diviso in 9 capitoli, Polemica contro il mio tempo
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Giuseppe Solitro

 
  • 01-Due famigerati gazzettieri

    01-Due famigerati gazzettieri

    Domenica, 14 Giugno 2020 - 161.82 Kb - pdf - a91f7e76c8c862f43693683f36538bdb - Giuseppe Solitro, Due famigerati gazzettieri dell'Austria - Luigi Mazzoldi, Pietro Perego, Padova1929Capitolo I [...] Fedele al principio ormai felicemente entrato nelle consuetudini degli scrittori nostri, dover cioè la storia del Risorgimento poggiare sulla verità confortata da documenti irrefragabili, procurai di vincere la naturale ripugnanza che gli atti e gli scritti dei due gazzettieri suscitavano in me, per presentarli quali furono veramente nel tempo e nei luoghi ove vissero, non anticipando sul conto loro giudizi avventati, ma cercando anzi di purgarli, ogni qualvolta mi fu possibile, da accuse o ingiuste o esagerate o non sufficientemente provate. [...]

  • 02-Due famigerati gazzettieri

    02-Due famigerati gazzettieri

    Domenica, 14 Giugno 2020 - 106.36 Kb - pdf - c8a576939cf5b01b8a880f2bfb54908c - Giuseppe Solitro, Due famigerati gazzettieri dell'Austria - Luigi Mazzoldi, Pietro Perego, Padova 1929Capitolo II [...] Di codesti uomini-serpi fu il Mazzoldi: il quale transfuga di tutti i partiti, senza aver mai sinceramente creduto a nessuno; camaleonte della politica utilitaria; nel mentre dalle colonne del suo malfamato periodico, osannava all'Austria, vituperando l'Italia, e dalle debolezze, o degli errori altrui, traeva argomento di censure e di accuse, sicuro d'incontrare il favore di quella parte di pubblico che ama il pettegolezzo e lo scandalo e gode dello scherno lanciato al rivale o al conoscente o al nemico; trescava coi patrioti più caldi, e per ciò meno cauti, gabellandosi per uno dei loro, offerendo ad essi aiuti e impunità contro quel governo che simulava di servire, com'egli diceva, per meglio tradirlo. [...]

  • 03-Due famigerati gazzettieri

    03-Due famigerati gazzettieri

    Domenica, 14 Giugno 2020 - 113.11 Kb - pdf - 14ecb1d29e6c9165342851c2c8ed86d4 - Giuseppe Solitro, Due famigerati gazzettieri dell'Austria - Luigi Mazzoldi, Pietro Perego, Padova 1929Capitolo III [...] Della condanna e del sacrificio del Dottesio, nessun cenno apparve ne La Sferza, quantunque avesse un suo particolare corrispondente a Venezia. Strano silenzio! Ordinato dal governo, o suggerito dal timore di suscitare la pubblica indignazione?In quei giorni dell'ottobre, il Mazzoldi condannato dalla Pretura urbana a quaranta giorni di prigionia in seguito al già ricordato processo col dottor Francesco Girelli, direttore dell'Ospedale, e per trasgressione alla legge sulla stampa entrava nel carcere del Carmine a Brescia per scontarvi la pena, lasciando interinalmente la direzione del giornale al fratello Paolo, e continuando però a collaborarvi. [...]

  • 04-Due famigerati gazzettieri

    04-Due famigerati gazzettieri

    Domenica, 14 Giugno 2020 - 177.52 Kb - pdf - 1969c8746ed5fe6bb5083d13edf70ea0 - Giuseppe Solitro, Due famigerati gazzettieri dell'Austria - Luigi Mazzoldi, Pietro Perego, Padova 1929Capitolo 4 Il bresciano co. Luigi Lechi, uno dei processati del '21, era stato eletto presidente dell'Ateneo il 2 gennaio 1848 quasi sfida all'Austria che sorvegliava quel sodalizio, sospetto di patriotismo. Se non che l'approvazione della nomina,.invisa alle autorità governative, restava sospesa con ordinanza del governatore della Lombardia co. Gio. Batta Spaur; il quale ordinava nel contempo la compilazione di un nuovo Statuto, sotto pretesto che l'antico non aveva mai ottenuta la superiore sanzione. Dopo la rivoluzione del '48 49, dietro istanza del presidente (14 gennaio 1850), la riapertura dell'Istituto veniva accordata a condizione però che alle adunanze assistesse un rappresentante politico, con facoltà di scioglierle, qualora non si mantenessero estranee ad ogni accenno politico. Il 22 aprile dello stesso anno, il Lochi veniva rieletto presidente a pieni voti, ma la delegazione dichiarava non esser quella nomina di suo gradimento, e ordinava la continuazione degli studi per le richieste riforme allo Statuto. E qui entrava in campo il Mazzoldi, che nel suo giornale in più riprese e con parole villane vilipendeva il corpo accademico, così da costringere il presidente a chiamarlo in giudizio ottenendo gli fosse inflitta dalla pretura urbana di Milano (sostituita a quella di Brescia) condanna a 45 giorni di arresto. Non è qui luogo di ricordare le successive peripezie, per le quali l'Ateneo restò chiuso per quasi quattro anni: basti sapere che la vita sua regolare fu ripresa soltanto nell'agosto del 1869 dopo la liberazione della città. Il 22 di quel mese, il Lechi, con unanime votazione, riprendeva il seggio di presidente. (Cfr. “Il primo secolo dell'Ateneo di Brescia - 1802 -1903” Brescia, Apollonio, 1902). Sulla parte ch'ebbe il Lechi nei processi del '21, v. G. Solitro. “Nuovo contributo alla storia dei processi del Ventuno” nella Rass. Stor. del Risorg. anno IV fasc. 1, 1917.

  • 05-Due famigerati gazzettieri

    05-Due famigerati gazzettieri

    Martedì, 16 Giugno 2020 - 88.88 Kb - pdf - cb7c75f18c99972682151af59fa6d139 - Giuseppe Solitro, Due famigerati gazzettieri dell'Austria - Luigi Mazzoldi, Pietro Perego, Padova1929Capitolo 5 [...] Il 7 aprile 1857, Mazzoldi annunciava ne La Sferza il suo trasferimento a Venezia; il numero di quel giorno, 39 dell'anno VIII, fu l'ultimo infatti dell'edizione bresciana. Già nei numeri precedenti, egli aveva detto sola ragione del trasloco esser il bisogno di passare in un ambiente più vasto, in una delle capitali del Lombardo-Veneto, Milano o Venezia: assicurava però, a conforto dei buoni amici bresciani che avevano fino allora accompagnata e sorretta l'opera sua con manifesti segni di simpatia, il suo non esser un congedo definitivo dall'ospitale città, perché avrebbe continuato a mantener con essa rapporti nella rubrica speciale, cronaca bresciana, che avrebbe trovato posto in ogni numero dell'edizione di Venezia. [...]

  • 06-Due famigerati gazzettieri

    06-Due famigerati gazzettieri

    Martedì, 16 Giugno 2020 - 122.10 Kb - pdf - 532b05c07cc3c413331c62138622a156 - Giuseppe Solitro, Due famigerati gazzettieri dell'Austria - Luigi Mazzoldi, Pietro Perego, Padova1929Capitolo 6 [...] Un opuscolo adespoto “Vita e morte di Pietro Perego” pubblicato a Milano nel 1863 ci informa che Pietro Perego nacque in Milano, forse intorno al 1830, che il padre suo era impiegato di dogana, che fatte le scuole di retorica s'era dato all'improvvisazione con saggi in società private, che da ragazzo aveva mostrato animo cattivo, e che nel 1848, lasciati gli studi ed entrato nel giornalismo, aveva fondato in società con Enrico Lavelli, un giornale ultrarepubblicano l'Operaio, nel quale lo stesso Carlo Cattaneo non aveva sdegnato di divulgare le proprie idee in fatto di politica. Fallita l'impresa, era emigrato in Piemonte, dove aveva avuto accoglienze ed aiuti dai democratici più avanzati; accoglienze ripagate poi col famoso libello “I misteri repubblicani” scritto in collaborazione col Lavelli, pieno d'insolenze e calunnie contro quelli stessi, Cattaneo, Brofferio, conte Bargnani, Macchi etc., che poco prima erano stati suoi benefattori, e per converso di grandi lodi al Mazzini, dichiarandosi fautore delle sue dottrine, e vantando anzi una certa dimestichezza con lui, non so quanto vera, e se bene accetta al grande apostolo dell'unità. [...]

  • 07-Due famigerati gazzettieri

    07-Due famigerati gazzettieri

    Martedì, 16 Giugno 2020 - 153.86 Kb - pdf - 55080560d16ab4559f5e6450fc0e14e7 - Giuseppe Solitro, Due famigerati gazzettieri dell'Austria - Luigi Mazzoldi, Pietro Perego, Padova1929Capitolo 7 [...] Decisamente, i due famigerati gazzettieri non avevano fortuna neppure lodando: Venezia non era terreno dove la loro indegnità potesse vivere e prosperare. Quei Veneziani ch'essi avevano giudicati arrendevoli e facili, si mostravano altrettanto duri e tenaci nel loro patriotismo, quanto i Bresciani.Anch'essi guardavano lassù verso l'Alpe al piccolo Piemonte, dove tutta Italia pareva viva e operante nelle migliaia di esuli che accoglieva e proteggeva, nell'azione politica lungimirante del suo grande ministro, nella voce del suo Parlamento, nella guerriera lealtà del suo Re. Un giornale piemontese che, apertamente o di soppiatto entrasse nel Veneto, valeva per essi assai più che cento Sferze e cento Gazzette ufficiali di Venezia; in quello la soddisfazione e la tranquillità del presente, e la fiducia dell'avvenire; in queste l'insulto quotidiano al sentimento nazionale e l'esaltazione servile della violenza e della forza. [...]

  • 08-Due famigerati gazzettieri

    08-Due famigerati gazzettieri

    Martedì, 16 Giugno 2020 - 112.13 Kb - pdf - 817133c3f0e8fa8bf6c49e1973867350 - Giuseppe Solitro, Due famigerati gazzettieri dell'Austria - Luigi Mazzoldi, Pietro Perego, Padova1929Capitolo 8 [...] al campo austriaco ad latus del maresciallo Giulay, in qualità di suo segretario particolare, incaricato di redigere quei famigerati bollettini di guerra, comunicanti sul principio ipotetiche strepitose vittorie, poi smentite dai fatti.Giuseppe Meda, che l'anno dopo (1860) pubblicò un suo volumetto sul Perego, lo descrive qual era nel 1859 “un giovane sui 28 anni, di mezzana statura, con occhi neri e vivaci, volto rotondo, due baffi color castani e piacevole fisonomia”.

  • 09-Due famigerati gazzettieri

    09-Due famigerati gazzettieri

    Martedì, 16 Giugno 2020 - 104.25 Kb - pdf - ccdeb7cd58c3c6f16af96a0bdd68ab5f - Giuseppe Solitro, Due famigerati gazzettieri dell'Austria - Luigi Mazzoldi, Pietro Perego, Padova1929Capitolo 9 [...] Il Regno d'Italia, sebbene non ancora ufficialmente proclamato nella solennità del Primo Parlamento italiano, era già nel 1860, dopo le vittorie del '69, dopo l'impresa garibaldina nella >Sicilia e nel Napoletano, dopo la campagna delle Marche, dell'Umbria e i plebisciti, un fatto compiuto. Ma la stampa austriaca e quella italiana devota o venduta all'Austria, ostentavano d'ignorarlo, e continuavano a dire e a scrivere che si trattava d'un'unione fìttizia e transitoria, destinata a dissolversi più per difetto proprio che per urto di forze nemiche. [...]

  • 10-Due famigerati gazzettieri

    10-Due famigerati gazzettieri

    Martedì, 16 Giugno 2020 - 102.73 Kb - pdf - 09cf0c543a15a49ea9de3c951ea52f23 - Giuseppe Solitro, Due famigerati gazzettieri dell'Austria - Luigi Mazzoldi, Pietro Perego, Padova1929Capitolo 10 [...] Il 6 giugno 1861 moriva in Torino il conte di Cavour.La costernazione fu immensa e generale, e non in Italia soltanto, ma in tutta Europa, con unanimi manifestazioni di simpatia e di cordoglio nei Parlamenti e nella stampa. Nel Veneto il dolore dei patrioti fu vivissimo; né vi rimase indifferente il popolo, che il nome e l'opera dello statista insigne aveva sentito magnificare dalla bocca di tutti.A Venezia, signore e signori vestiti di nero, assistettero in quei giorni a una Messa funebre in S. Marco, notati dalla polizia, che subito dopo imbastiva un processo, e condannava al carcere e a multe quelli che riteneva i promotori e caporioni della dimostrazione. [...]

  • 11-Due famigerati gazzettieri

    11-Due famigerati gazzettieri

    Martedì, 16 Giugno 2020 - 139.30 Kb - pdf - 72ae93bbce929f9f2a3c2530628930b6 - Giuseppe Solitro, Due famigerati gazzettieri dell'Austria - Luigi Mazzoldi, Pietro Perego, Padova1929Capitolo 11 [...] Più grave urto ebbe il Perego direttamente col governo per aver voluto mostrarsi, come si suoi dire, più realista del re, a proposito del noto carme di Aleardo Aleardi "I sette soldati", edito primamente dal Barbèra di Firenze, poi nel 1861 dal Naratovich di Venezia, con dedica a Giuseppe Garibaldi.Nel numero del 27 settembre 1861 del Giornale di Verona, il Perego in un articolo da lui stesso firmato, levava le più alte meraviglie perché un canto dettato da quel potente, ma traviato ingegno dell'Aleardi, avesse potuto uscire dalla stamperia di un editore austriaco, e quindi circolare col consenso più o meno esplicito delle autorità, e invocava severi provvedimenti a carico di tutti quelli che, direttamente o indirettamente, avevano prestato mano a quello scandalo. [...]

  • 12-Due famigerati gazzettieri

    12-Due famigerati gazzettieri

    Martedì, 16 Giugno 2020 - 407.88 Kb - pdf - c39b439e95caf7379d203fa7d5821b04 - Giuseppe Solitro, Due famigerati gazzettieri dell'Austria - Luigi Mazzoldi, Pietro Perego, Padova1929Capitolo 12 [...] Morti ambedue nella pienezza della vita; Mazzoldi a trentasei, Perego a trentatre anni, in modo violento e misterioso; calarono nel sepolcro, maledetti dagli onesti, presto dimenticati da quelli stessi che avevano profittato di loro. Fine condegna di chi alla serena gioia del dovere e del sacrificio, preferisce lo sfogo brutale di sue malvagie passioni; esempio triste a tutti quelli che calpestano i santi legami che uniscono ogni uomo alla terra da cui ebbe la culla e l'idioma.

  • Note sul Mazzoldi e sul Perego

    Note sul Mazzoldi e sul Perego

    Martedì, 16 Giugno 2020 - 187.96 Kb - pdf - ab0dc06ba9630bccdd2a8fbbf72134df - In questo “file” sono raccolti alcuni appunti e ricerche sulle figure di Luigi Mazzoldi e Pietro Pertego. (NdR).Da Da Piero Mattigana, Storia del Risorgimento d'Italia, Vol. 1, Milano 1861[...] Di Cattaneo si dice (nei Misteri republicani, NdR) che“non havvi su tutta la terra un uomo più incapace di lui a guidare un partito, non bastando a condurre una fazione l'avere erudizione, rendita agiata e scarpe alla democratica, ma bensì essere necessaria una certa pieghevolezza per procurarsi proseliti e conservarli. Cattaneo, per le stranezze del suo carattere, baruffa invece con tutti, persino con la sorella di Dall'Ongaro, che è la più inoffensiva donna del mondo, e sen vive a Castagnola, solo, romito tra dirupi, gli spini e l'ortica. Il solo ausiliare di polso che ebbe il Cattaneo è il Ferrari, l'autore della famosa Federazione italiana, il più pazzo e ateo libro che sia uscito dal 48 in poi ne' due mondi; scrittore venturiero, testa balzana, la cui stravaganza gli si legge in faccia; col viso da spaventato, proprio da autore polemico, che tiene i biondi crini scarmigliati alla foggia di Iacopo Ortis”. [...]

  • I misteri repubblicani

    I misteri repubblicani

    Martedì, 16 Giugno 2020 - 463.08 Kb - pdf - 52918d112a9471b970e6c0497aa622d8 - E. Lavelli, P. Perego, I misteri repubblicani e la Ditta Brofferio, Cattaneo, Cernuschi e Ferrari, Torino, 1851 [...] Fu dalla plebe che nel 1795 uscirono i generali, i capi politici, i motori della francese rivoluzione; da questa usciranno i nostri campioni; questa solo ha il diritto di decidere del governo, dell'avvenire d'Italia, perché l'acquistava colle lacrime, col sangue, gemendo tanti mesi sotto il bastone dei Benedek ed il gesuitico cappello de' Pascotini, mentre Cattaneo a Lugano sultaneggiava pacificamente nella sua villa, Cernuschi a Parigi scroccava pranzi dall'abate Gioberti, Brofferio occupava il suo tempo a piantar cavoli e gelsi a Locarno, e i democratici di Milano buttavano le loro sostanze al tavolino di gioco, ne' turpi convegni, e facean rumore soltanto con sofismi e astruserie.Davanti al popolo cosa siete, uomini del momento? Nulla! Come tali le masse v'han giudicato, ed il giudizio, statene certi, in breve lo attueranno. Marat è un gran maestro. [...]

  • L'Osservatore romano nel 1858

    L'Osservatore romano nel 1858

    Mercoledì, 01 Luglio 2020 - 106.36 Kb - pdf - ca4ac744021f5997e546d5ebb3f93673 - La civiltà cattolica, Anno IX, Serie III, Vol. X, Roma 1858 [...] La quale irriflessione porta talvolta la Sferza a combattere anche giornali che non esistono in rerum natura; del che abbiamo un illustre esempio nel periodo che vien dopo il citato più sopra. Giacché la Sferza, continuando la figura dell' interrogazione cominciata molta prima, dice cosi: O vorrebbe forse la Civiltà Cattolica che esse (le Gazzette ufficiali di Milano e di Venezia) e gli altri fogli seguissero l'esempio di quel povero pezzo di carta che si chiama l'Osservatore Romano, e non contiene altro in sé di rimarchevole che lo stemma delle sacre chiavi? La quale censura, ingiustissima per l'Osservatore Romano quando si pubblicava in Roma, ora che egli cessò, da parecchi anni, le sue pubblicazioni, dimostra soltanto come la Sferza sia informata dei giornali dello Stato Pontificio da lei sì malmenati. [...]

  • Ricerche sul Mazzoldi e sul Perego

    Ricerche sul Mazzoldi e sul Perego

    Mercoledì, 01 Luglio 2020 - 202.10 Kb - pdf - 360b2d9bb348ffb2ce5956cbf446a757 - In questo “file” sono raccolti [continua...] alcune ricerche sulle figure di Luigi Mazzoldi e Pietro Pertego. (NdR).Da Piero Mattigana, Storia del Risorgimento d'Italia, Vol. 1, Milano 1861 [...] Quando si vien di Francia, dice il Perego, bisogna diversificare un po' dagli altri. Intorno a costui (Carlo Cattaneo, NdR) ne dice di grosse: vuole che sia stato al servizio di Thiers e Guizot; che nelle giornate del febbraio abbia combattuto a una barricata contro gli insorti descamisados, ed altre simili ciancie.Chiama la Tipografia Elvetica di Capolago una combriccola di mercadanti la cui atmosfera è impregnata di vapori antimazziniani. La Cecilia e De Boni ne sono gli antesignani. I dissidenti di Capolago hanno un altro circolo succursale a Brissago, ove le loro eteroclite dottrine sono commentate e diffuse da altri astri minori! E a mezzo alle dissensioni il Perego si conforta con l'idea che non tutti abbiano contratto la febbre del federalismo, e cita come unitarii puro sangue il Frapolli, il Dall'Ongaro, Clerici, Reta, ecc., ecc. I difensori dell'idea federalista che soggiornano a Parigi, egli dice, non formano, a dir vero, una schiera compatta e molto d'accordo: vanno solamente intesi tutti nello scassinare la preponderanza politica del Mazzini, il quale fu da taluno dei federalisti paragonato ad Ezzelino da Romano, antico eroe dell'unità italiana. [...]

  • Un anno di emigrazione

    Un anno di emigrazione

    Mercoledì, 08 Luglio 2020 - 290.19 Kb - pdf - 17e21d76625df71fd54c1797b0247a84 - Enrico Lavelli, Un anno di emigrazione Reminiscenze, Londra 1849 Di seguito trovi un romanzo-libro di memorie pubblicato a Londra da Enrico Lavelli nel 1849 (Un anno di emigrazione Reminiscenze) ed una lettera scritta allo stesso Lavelli da Giuseppe Mazzini, nel 1848 (Ad Enrico Lavelli ed altri, in Val d'Intelvi, Lugano, 31 ottobre 1848).Su Enrico Lavelli (per il momento) non ho trovato nulla, neanche sul web: di questo personaggio non conosco né la data di nascita né di morte. Sembra che sia stato “cancellato”. Ricordo che Carlo Cattaneo ne aveva parlato nel Volume III del suo Archivio Triennale (1855). Perché nell'estate del 1851 era stato dato alle stampe a Torino, a firma di Enrico Lavelli e Pietro Perego, il “famigerato” libello I Misteri repubblicani. Carlo Cattaneo ne parla diffusamente ed inserisce nel suo volume anche le lettere entusiaste di Enrico Lavelli, alcune note corpose ed una lettera piena di sdegno di Giuseppe Mazzini del 9 novembre 1851, che prende pubblicamente le distanze dal libello scritto “ufficialmente” da Enrico Lavelli e Pietro Perego (il file è stato pubblicato sul web  su www.garganoverde.it con in titolo Da l'Archivio triennale vol. III). Lo stesso Carlo Cattaneo non pensa che Enrico Lavelli abbia potuto scrivere queste nefandezze, insieme al “traditore” Pietro Perego (passato agli Austriaci e morto [ucciso?] aVerona), in circostanze poco chiare, nel 1863, all'età di 33 anni.
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